Recensione – No Draw, l’evoluzione del gioco del TRIS – Tambù

Chi di noi non ha mai ingannato il tempo giocando a tris? Durante le noiose spiegazioni della prof, durante un lungo viaggio in treno, per intrattenere i figli al ristorante, insomma praticamente dappertutto. Le origini del tris sono veramente antiche (si parla addirittura degli antichi Romani), tantissime sono le teorie che toccano il gioco, tanti quanti gli utilizzi che ne sono stati fatti: videogiochi, programmi tv, argomento di programmazione e riadattamento in altri giochi. Tutto questo per arrivare a parlarvi dell’idea di Antonio Ciocca, un game designer italiano che un giorno ha ben pensato di creare un tris 2.0: il suo nome è No Draw, un gioco da tavolo prodotto e distribuito da Tambù.

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Panoramica dei materiali di No Draw

Tambù è una start-up 100% italiana che si occupa esclusivamente di giochi da tavolo; se volete conoscerla meglio, vi invito a cliccare questo link per approfondire e vedere il loro parco titoli a disposizione. Tornando a No Draw, parliamo di un titolo portatile di stampo totalmente strategico per 2 giocatori con una durata media di 30/45 minuti a partita. In base all’esperienza delle mie partite, vi posso subito dire che con un minimo di dimestichezza una partita può tranquillamente finire in circa 20/25 minuti al massimo, inoltre ritengo il dato dei 14+ sia oltremodo alto per un gioco di questo genere; infatti, mio figlio di 10 anni riesce a padroneggiarlo senza alcun problema.

Come accennato in precedenza, No Draw può essere definito un tris 2.0, infatti la sua meccanica di gioco riesce a portare il famoso tris ad un livello successivo, trasformando l’idea originale di passatempo ad un gioco vero e proprio: qui non dovremmo scrivere X o O su un pezzo di carta, bensì dovremmo piazzare piccole tessere sul tavolo per formare quanti più tris possibili. Ma per farlo, dovremmo divincolarci tra fastidiose tessere parete, muri e altre tipologie di tessere azione.

All’interno della scatolina troviamo quasi un centinaio di tessere, due supportini in legno per le tessere (in stile Scarabeo), due sacchettini in velluto utili alla pesca delle tessere, un blocchetto di fogli bianchi e due matite nere. Tutto molto essenziale, ma dalla qualità purtroppo non elevata: le tessere non mi hanno entusiasmato per qualità del cartoncino, i sacchetti (seppur belli esteticamente) li ho trovati molto piccoli per il loro scopo, le tessere stanno troppo strette al loro interno con il rischio di rovinarle sfregandole nell’atto di mischiarle. Infine, mi sarebbe piaciuto un segnapunti “disegnato”, con almeno qualche scritta o riferimento: la mia assoluta pignoleria trova molto disordinato scrivere su fogli completamente privi di riferimenti. Però, in questi casi si dice “de gustibus”, sicuramente ad altri non fregherà nulla di questo o altri dettagli.

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Le tessere di gioco di No Draw

No Draw non prevede quindi un tabellone di gioco: ognuno pesca tre tessere e le appoggia sul suo supporto, ovviamente senza renderle pubbliche. Il primo giocatore non potrà utilizzare una tessera mura durante la prima mossa di gioco. Da quel momento in poi, sarà possibile giocare qualsiasi tessera, seguendo una semplice regoletta: ogni tessera piazzata deve obbligatoriamente essere adiacente ortogonalmente ad un’altrà già sul tavolo. Oltre alla classiche tessere X e O (che comprendono diversi valori di punteggio) che serviranno a creare i tris durante la partita, esistono come detto delle tessere azione che sono state studiate con l’intento di creare non pochi grattacapi ai giocatori, obbligando a continui e repentini cambi di strategia.

Le tessere azione possono presentare delle pareti o mura che bloccano eventuali tris e su cui non è possibile affiancare nessun’altra tessera (in ogni direzione), i picconi possono eliminare queste pareti (non è consentito togliere tessere dal centro e lasciare alcune tessere “staccate” dal gruppo principale), poi abbiamo la tessera che permette di ruotare tessere già in gioco, la tessera combo ovvero un jolly X/O valido per entrambi i giocatori, ed infine la tessera flip, una tessera azione sicuramente particolare ma che vedo un po’ fuori dal contesto strategico del gioco: in pratica, si indica dove si vuole piazzare la tessere, la si lancia a mo’ di testa o croce e se si azzecca la si può piazzare, se invece si perde l’azzardo sarà l’avversario a piazzare nello spazio dichiarato una delle tre tessere disponibili al momento.

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Il tris è rosso

Ma come si fanno i punti? A differenza del classico tris dove vince che per primo fa un tris, qui saremo chiamati invece a fare più tris possibili per aumentare man mano il nostro punteggio generale. Ogni volta che piazzando una tessera si ottiene un tris, si segna subito sul segnapunti il totale ottenuto con quella combinazione. E ricordate sempre che una volta giocata una tessera, se ne pesca subito un’altra, e quando le tessere saranno terminate la partita potrà dirsi conclusa. E’ giunta quindi l’ora di sommare tutti i punti ottenuti e dichiarare il vincitore della sfida!

Seppur con qualche riserva sulla qualità e l’adattabilità dei materiali, posso dire che No Draw mi piace e mi diverte. Il flusso di gioco è molto semplice e lineare, ma allo stesso tempo le differenti abilità delle tessere azione donano al gioco una buona variabilità. L’uso delle mura può diventare determinante per bloccare le combinazioni degli avversari e riservare quel determinato spazio solo per noi, fattore che rende No Draw un titolo dalla forte componente strategica. Ma per strategia non si intende assolutamente a lungo termine, in quanto ogni tessera piazzata può mandare in frantumi tutto il nostro piano di attacco; qui la strategia migliore è la capacità di adattamento ad ogni mossa, valutare al meglio quale mossa può essere più vantaggiosa in quella circostanza senza pensare nè al prima nè al dopo.

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Il tris è blu, il muro impedisce quello rosso

In conclusione, nonostante il 14+ sulla scatola, No Draw è un titolo che ritengo adatto praticamente a tutte le età (eventualmente, per i più piccoli è possibile eliminare qualche tessera azione per facilitare il gioco) e per tutti i tipi di giocatore, esordienti e non. Se cercate un gioco semplice ed immediato per introdurre amici e parenti o da utilizzare come inizio o fine di una lunga sessione di gioco, allora No Draw potrebbe senza dubbio fare al caso vostro!

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.