Elbrus – Recensione del Romanzo di Giuseppe di Clemente e Marco Capocasa

Elbrus, recensione di un racconto dove il lettore verrà catapultato in un mondo, dove i protagonisti sono i progressi della genetica e della genomica umana. L’unione di questi fattori con la fantasia narrativa degli autori ha dato vita ad una trama coinvolgente, da leggere tutta d’un fiato.

Il racconto vive in un futuro prossimo dove il riscaldamento globale produce ormai effetti devastanti, tanto da compromettere l’esistenza, non solo degli umani, ma di tutte le specie animali e vegetali del pianeta. Gli autori hanno voluto evidenziare un eventuale futuro catastrofico dovuto ai continui cambiamenti climatici.

Gli autori:

Prima di iniziare con la recensione del libro Elbrus, colgo l’occasione per ringraziare Giuseppe di Clemente e Marco Capocasa per averci data l’opportunità di leggere e scrivere la recensione del loro libro: Elbrus.

Giuseppe di Clemente nasce a Roma nel 1976. Appassionato fin da ragazzo di astronomia e fantascienza, la necessità di comprendere talune dinamiche della nostra esistenza lo porta a conseguire la laurea in Economia, il che dà un’ulteriore impronta alla sua personalità, contribuendo a una visione complessa e contraddittoria del mondo. Nasce così il suo primo romanzo Oltre il Domani (L’Erudita – Giulio Perrone Editore, 2019), un racconto trasversale, dove la fantascienza è genere e pretesto per interrogarsi sul futuro degli uomini.

Marco Capocasa antropologo molecolare, deve la sua passione per la fantascienza alle letture dei classici di questo genere. Laureato in Scienze Biologiche e in Antropologia Culturale, successivamente ha conseguito un dottorato di ricerca in Antropologia Molecolare. Autore di decine di articoli su riviste scientifiche internazionali, insieme a Giovanni Destro Bisol ha recentemente pubblicato due libri di divulgazione scientifica: Italiani. Come il DNA ci aiuta a capire chi siamo (Carocci, 2016) e Intervista impossibile al DNA. Storie di scienza e umanità (il Mulino, 2018). Elbrus è il suo esordio nella narrativa del fantastico.

Elbrus recensione
Elbrus – Libro di Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa
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Trama

Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili

Recensione senza spoiler di Elbrus

La Terra ormai è al collasso. La vita per l’uomo è difficoltosa e complessa. Di conseguenza l’umanità è alla ricerca di un pianeta, ma il tempo stringe. I primi tentativi dell’uomo non sono stati fortunatissimi e le aspettative sono state tradite. È sempre più evidente che l’uomo non è capace di vivere in un ambiente che non sia terrestre. L’EASA (European and Asian Space Agency), la più importante agenzia spaziale al mondo, sta lavorando su un progetto segretissimo che porterà alla sopravvivenza in terra aliena.

Elbrus è sviluppato su due archi temporali, 2113-2118 e 2154-2155. I primi capitoli verranno vissuti come tanti piccoli mattoncini che serviranno alla costruzione della trama finale. Una trama dettagliata arricchita da una profonda passione descrittiva di tutti gli aspetti. I personaggi, ben caratterizzati con le loro storie, si intrecceranno nello sviluppo della narrazione, svelando affascinanti retroscena. In alcuni la differenza di tempo avrà un profondo effetto e lo capiremo da alcune scelte passate che corroderanno la loro coscienza.

I personaggi

Andrus Sokolov in preda al delirio vuole gettarsi dal cornicione di un palazzo. Una volta salvato da questo insano gesto verrà rinchiuso in ospedale e verrà etichettato come paziente affetto da schizofrenia. Ma sarà davvero così? 

Lubomir Karu, programmatore alla Drama ed esperto di realtà virtuali vive una vita monotona, ma la sua vita cambierà drasticamente. Alcune voci risuonano continuamente nella sua testa, sembrano voler comunicare con lui. Pensa di essere al limite della pazzia, ma un dettaglio lo metterà in forte relazione con  Andrus Sokolov.

Nigul Leppik, giornalista televisivo che non si fermerà davanti a nulla.

Martin Mets e David Dunn, lavorano ad un progetto che metterà in discussione la loro morale ed è in collaborazione con l’EASA. Riusciranno a resistere alla loro coscienza ma soprattutto, porteranno a termine il progetto?

L’alieno Eras in contatto con i suoi simili, vittima di un incidete riportato dalla sua navicella. Nessuno si salva ma Eras non è destinato a sparire per sempre. Il suo destino è intrecciato con quello dei terrestri ma in che modo?

Recensione Elbrus: Le Conclusioni

Una storia piena di mistero e di viaggi nell’universo più sconosciuto. Una narrazione dettagliata, delle volte fin troppo. In molti frangenti avrei apprezzato meno dispersioni descrittive, perché queste hanno fatto calare il pathos della lettura. Ovvio, è una questione molto personale e soggettiva, ma questa storia tanto affascinante, quanto forse premonitrice, delle volte cala di tensione per perdersi in lunghe e dettagliate digressioni narrative.

D’altro canto, la mia completa ignoranza su tematiche molto tecniche che il libro affronta non si è fatta sentire. Il libro ingloba alla perfezione tutti gli elementi tecnici nella trama, facendoti sentire quasi un pieno conoscitore di quegli aspetti che fino ad oggi ignoravi.

Una tematica molto attuale, posta con i risvolti pronosticabili del futuro. Un libro che sensibilizza, qualora non ce ne fossimo ancora accorti, su una questione di attualità, il riscaldamento globale. La storia in sé fa riflettere su come l’uomo per tanti anni ha sfruttato il pianeta e di come l’abbia reso inospitale per l’umanità stessa. Le risorse sono poche e tornare indietro purtroppo non è più possibile. A quest’ultima tematica, nel libro si lega in maniera determinante anche la crisi migratoria, un aspetto molto sottovalutato nella società attuale. La maggior parte della popolazione ha compiuto corposi spostamenti a causa del cambiamento climatico.

Interessante anche come viene messa in evidenza la più grande debolezza che ci caratterizza il più delle volte, l’egoismo e lo sfruttamento del prossimo per poter trarne vantaggio a nostra volta. Il primo contatto con degli alieni è una bellissima sintesi di qualcosa di più profondo, che può offrire interessanti parallelismi con molte tematiche.

Concludo con il consigliarvi questa lettura che affronta tematiche attuali, poste con una visione del futuro al quale potremmo andare incontro, ma soprattutto ben romanzata.

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Marco Salati
Scrive come tesi di laurea “ Il cinema nella mente” perché per lui la relazione tra cinema e psicologia è tutto. Ama vivere nel sogno, o semplicemente far vivere i suoi di sogni, purché questi vengano vissuti in maniera personale. Non dimentica mai che “In ogni strada di questo paese c'è un nessuno che sogna di diventare qualcuno” e in quel viaggio cosi folle “ Perdersi è meraviglioso”.