FooTable – Recensione – Gioco da tavolo sul calcio

Mentre il mondo del calcio si indigna per la Super League e cerca di trovare un modo per poter sopravvivere anche senza farla, una produzione indie prova a dare una sua visione del calcio all’interno del panorama dei giochi da tavolo… Ecco a voi FooTable.

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FooTable – Recensione – Il campo in scatola…

FooTable è una produzione italiana totalmente indie, creata da un’unica persona, Luigi Miele, che ha voluto cimentarsi nella creazione di un gioco che riproducesse le meccaniche di una classica partita di calcio all’interno di un gioco da tavolo.

Partendo dal presupposto che siamo di fronte ad una produzione indipendente e ad un gioco che costa al pubblico 20€ comprensivo di spese di spedizione, non è certamente lecito aspettarsi chissà che dotazione in termini di materiali e componenti… ed infatti, la scatola di gioco, per costituzione, grafiche e contenuto, non ha un aspetto propriamente premium, ma (grafiche a parte) si lascia apprezzare lo stesso se rapportata al costo.

All’esterno troviamo infatti delle grafiche dal look retrò, ma che non sembrano volutamente vintage, bensì semplicemente realizzate amatorialmente, ed all’interno della scatola (sottilissima, ma molto generosa in larghezza e lunghezza) troviamo un campo da gioco in cartoncino suddiviso a scacchiera, con 35 caselle di larghezza x 50 di lunghezza, 23 cubetti in legno bianchi, un set di stickers per rivestire i cubetti in modo da trasformarli nel pallone e nei 22 calciatori, 6 dadi di 3 colori (2 verdi per i difensori, 2 bianchi per i centrocampisti e 2 rossi per gli attaccanti) e il regolamento.

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Gli stickers rappresentano le rose di Napoli e Roma della stagione 2017/18, anno di creazione del gioco. Ci sono quelli con il numero di maglia, che vanno in cima al cubetto di legno, quelli con il fronte e il retro della maglia che vanno avanti e dietro e i due laterali. Specifichiamo le informazioni sul posizionamento perchè gli stickers andranno applicati a mano una volta aperta la scatola uno ad uno… il procedimento non è difficile, ma se si hanno delle mani grandi ogni tanto ci si dovrà mordere la lingua per non dire “cose che non si dicono”.

E’ interessante però il fatto che il creatore del gioco sia disponibile a fornire su richiesta altri set di stickers per chi fosse interessato a cambiare le squadre di gioco.

Le caratteristiche di gioco prevedono:

  • Genere: Strategico sportivo asimmetrico
  • Numero di giocatorida 2 a 6;
  • Età consigliatada 14 anni in su;
  • Duratasuggerita di 90 minuti a partita, ma modificabile a piacimento;

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FooTable – Recensione – Anche Pep Guardiola potrebbe perdere senza fattore C!

In FooTable dunque andremo a riprodurre in tutto e per tutto lo scontro tra due squadre di calcio in una partita completa della durata suggerita di 90 minuti, al termine della quale chi avrà segnato più reti sarà decretato il vincitore.

La componente strategica appare fin dall’inizio del gioco, in quanto saremo chiamati a decidere il nostro schema tattico tra quelli soliti adottati dalle squadre reali (4-4-2, 4-3-3, 3-4-3, ecc.ecc.), un po’ come quando si fa la formazione al fantacalcio, e questo andrà poi a determinare la densità di campo dei nostri uomini in ogni settore di gioco.

La tattica non dovrà forzatamente rimanere la stessa per tutto il match, ma potremo cambiarla a gioco fermo durante la partita.

Il turno di gioco si suddivide poi in due “macro fasi”: Movimento e Posesso palla

Durante la fase di Movimento i partecipanti andranno a lanciare i propri 3 dadi (1 per ogni colore) per determinare il movimento dei propri calciatori. Il risultato di un dado rappresenterà infatti il numero di caselle delle quali tutti i calciatori di quel ruolo potranno spostarsi. Ripetiamo che gli accoppiamenti colore/ruolo sono:

Verde: Difesa
Bianco: Centrocampo
Rosso: Attacco

Es. Dopo un tiro di dadi avrò un 6 con il dado verde, un 2 con il dado bianco e un 3 con il dado d’attacco, vorrà dire che potrò muovere di 6 ogni difensore, di 2 i centrocampisti e di 3 gli attaccanti.

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Passato il turno di movimento si stabilirà chi è in possesso palla in base alla vicinanza dei propri giocatori al pallone, effettuando con i dadi eventuali duelli in caso di equidistanza dalla palla per capire chi se ne impossesserà. Subito dopo partirà così il turno di possesso palla che darà diritto a scegliere tra: Passaggi, Tiro o nuovo turno di movimento palla per entrambe le squadre.

Anche nel caso di tiri e passaggi tutto è spiegato abbastanza chiaramente (l’abbastanza è per chi non mastica di calcio che sicuramente farebbe più fatica a calarsi nel mood di gioco e nel suo regolamento) tramite delle apposite tabelle nel manuale di gioco (in alto l’utile pagina riepilogativa contenente tutte le tabelle) e fondate però esclusivamente su sfide effettuate mediante lancio dei dadi.

Allo stesso modo i rigori, i calci d’angolo, le punizioni, le rimesse, le situazioni di gioco di qualsiasi tipo, troveranno soluzione in un lancio di dadi, che tramite la relativa tabella ci darà l’esito di quella tale situazione di gioco, e vi assicuriamo che il manuale è esaustivo e cerca di venire incontro ad ogni possibile esigenza di gioco.

Segnaliamo che forse questa massiva presenza di tabelle, seppur obbligatoria per un gioco basato su questo tipo di meccaniche, finisce per rallentare un po’ il flusso di gioco, soprattutto nelle fasi iniziali e nelle partite con utenti che sono al primo approccio con il gioco, con una curva d’apprendimento che può inizialmente far desistere i meno appassionati di calcio.

E’ quindi chiaro che, sebbene ci sia una componente strategica insita nel prodotto molto marcata, dettata dalla scelta del modulo e degli spostamenti e azioni da compiere nelle situazioni di gioco, tutto girerà attorno alla cabala, perchè seppur scelte meno rischiose saranno più facili da affrontare con lanci dadi più agevoli e punteggi più bassi da ottenere e scelte più azzardate saranno più difficilmente conseguibili, con punteggi alti da ottenere, sarà comunque questione di fattore C. I dadi potrebbero premiare scelte strampalate o punire eccessivamente scelte più ponderate.

Potreste obiettare che anche nel calcio succede esattamente questo e forse in parte è vero, ma ci sono numerosi fattori extra che in FooTable non sono contemplati, come la forza della rosa a disposizione di un allenatore, le caratteristiche individuali di un calciatore, il fattore campo ecc.ecc… Quindi possiamo affermare che l’importanza della fortuna è maggiore in FooTable che in una vera partita di calcio.

Piccola nota per l’incedere del gioco: ci siamo impegnati tatticamente per chiudere le linee di tiro e di passaggio, marcare stretti, giocare in maniera intelligente, sfruttare il fuorigioco, ma questo ha fatto si che la partita abbia avuto fin troppe fasi di stallo, con una penuria di azioni chiave che forse, con scelte più “scellerate” saremmo riusciti a creare.

Questo farà sicuramente storcere il naso ai puristi della strategia, mentre darà brividi dietro la schiena agli amanti delle probabilità, delle scommesse sportive e del gioco d’azzardo.

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FooTable – Recensione – Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.

E’ con questa citazione dell’indimenticabile Vujadin Boskov che voglio arrivare alle mie considerazioni finali.

Questa frase voglio dedicarla a Luigi Miele, perchè in questo gioco ho trovato la sua passione per il calcio, quella per il Napoli e la sua voglia di offrire un prodotto interessante ad un prezzo economico, ma allo stesso tempo, così come Vujadin diceva che era meglio perdere una partita 6-0, piuttosto che 6 partite 1-0, allora voglio invitare Luigi a crederci di più, a correggere il tiro, a cambiare le carte in tavola.

Il gioco ha una scatola troppo compassata rispetto alla concorrenza della grande distribuzione, un aspetto vintage che sembra però non voluto, non costruito a tavolino come può essere la grafica di un Food Chain Magnate, ma bensì un demodè dato dai pochi mezzi grafici a disposizione dell’autore. Allo stesso modo alcune piccole scelte logistiche di inscatolamento e presentazione dei materiali gioverebbero al prodotto finale: un sacchetto in plastica per i cubetti in legno, un cartoncino più spesso e meno scivoloso per il campo da gioco, qualcosa di più stabile per i cubetti in legno che ad ogni urto del campo da gioco si spostano, sono alcune cose che andrebbero riviste.

Infine, relativamente alle dinamiche di gioco, toccherebbe invece trovare una variazione sul tema al semplice duello tra lanci di dadi, magari pensando all’aggiunta di carte speciali, o dei calciatori in grado di fare cose differenti.

Di questi tempi, tra start-up che offrono consulenza per la creazione e la commercializzazione di giochi da tavolo indie, kickstarter e similari, ce ne sono di modi per crescere, per correggere il tiro di un prodotto che dovrebbe osare, modificarsi, non restare ancorato al “vabbè ma a quel prezzo un pensierino ce lo puoi fare”, convincendo chi il calcio lo ama e vorrebbe giocarlo anche sul tavolo in salone, perchè così com’è FooTable rischia di rimanere un’ottima idea, non sviluppata nel migliore dei modi.

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Valerio Vega
Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo Commodore64”