The Lobster – Cinema di Seconda Mano

The Lobster – Cinema di Seconda Mano

Recensione del film “The Lobster” (2015) diretto da Yorgos Lanthimos per la rubrica “Cinema di Seconda Mano” dedicata ai film che hanno abbandonato le sale cinematografiche per trasferirsi nelle case degli spettatori.

La recensione non contiene SPOILER rilevanti che potrebbero rovinare la visione del film. Leggete pure in tutta tranquillità.

LA TRAMA

Anno imprecisato. Paese imprecisato. Un albergo con tante persone single. Hanno 45 giorni cadauno per trovare un’anima gemella. Chi ci riesce torna in città a vivere la sua vita di coppia, chi non ci riesce viene trasformato in un animale a sua scelta da comunicare prima dell’inizio dei 45 giorni.

Il protagonista propenderà per un’aragosta.

Fertile, longeva, dal sangue blu e immersa nel mare immenso.

Letto così l’incipit di The Lobster ci fa subito venire in mente una domanda ben precisa:

Che droghe utilizza Yorgos Lanthimos?”

Il giovane regista greco mette sul piatto un film talmente particolare da poter risultare indigesto o sgradevole alla maggior parte della popolazione mondiale ed allo stesso tempo incredibilmente prelibato e delizioso per la restante parte.

Sebbene il film possa essere annoverato nel genere dei film di fantascienza, non ci saranno viaggi interstellari, tecnologie ultramoderne o sbalzi spaziotemporali, ma soltanto un’immensa e sadica barzelletta che vuole puntare il dito sulla società attuale.

MEGLIO MALE ACCOMPAGNATI CHE SOLI

Ragioniamo sul nostro presente.

La società attuale, che vuole le persone nascere in funzione di un futuro dove si DEVE mettere su famiglia, trovare un’anima gemella e condividere la vita con un’altra persona. Dove rimanere soli rappresenta un mezzo fallimento agli occhi degli altri. Lo scapolo, la zitella, sono personaggi che spesso vengono dipinti come reietti, problematici o strambi, mentre le famiglie del mulino bianco sono amate da tutti e donano amore in foto felici sui social, nonostante forse se la passino peggio di quegli stessi scapoli e quelle stesse zitelle nominate pocanzi. La ricerca dell’amore è più importante dell’amore stesso.

Più l’età avanza e più bisogna sbrigarsi a trovare qualcuno per non rimanere soli.

Più ci si sbriga a trovare quel qualcuno e meno pretese si avranno, forzando adirittura la mano su eventuali “cose in comune” (che in realtà non ci sono), pur di vivere in coppia, pur di sembrare “normali” agli occhi delle persone.

Andare controcorrente? Restare single per scelta aspettando uno di quei treni che passa una volta ogni cento anni? Si può, ma a che prezzo?

Questo il fulcro del discorso di Lanthimos, che a suo modo, con un tasso di assurdità da ritiro della patente, mette in scena una pellicola per i puristi dei film d’autore dove nulla appare per quel che in realtà è veramente.

CONCLUSIONI

Un film non per tutti insomma, con un cast ispirato ed un Colin Farrell sugli scudi, con momenti di ilarità isterica ed altri di epica drammaticità, che si presta ad una visione attenta e silente, per percepire ogni sfumatura del reale significato delle immagini.

Gli amanti di storie concrete, dell’oggettività, della realtà e dei cinepanettoni devono assolutamente astenersi dalla visione perchè la interromperanno molto prima della fine del film.

I Nerd, gli amanti di Kitano, Park Chan Wook, Nolan, Lynch ed in generale del cinema visionario, travisabile, interpretabile ed a tratti incomprensibile devono invece scriversi sul palmo di una mano The Lobster e vederlo nel più breve tempo possibile.

MYNERDOMETRO 8/10 nerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometro nerdometro2nerdometro2

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Autore dell'articolo: Valerio Vega

Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo commodore64”

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