Len vs PS4 – I Dieci Secondi

Ho un racconto del lontano 2018 e di una mia litigata Len vs PS4 che vorrei condividere con voi. L’ho trovato per caso, non ho memoria di nulla di quanto è successo, ma è per quello che scrivo. Ancora oggi a volte risolvo i problemi tecnici così.

Marzo 2018, questo mio periodo di maratone horror mi porta all’avventura stupida degli ultimi due giorni una Len vs PS4 che ora vado a narrarvi.

Decido di riaccendere la PS4, alla quale purtroppo o per fortuna non presto più molta attenzione da un annetto, essendo ogni momento libero buono solo per scrivere (Edit: vi ho raccontato che prima di Death Stranding con la PS4 ci giocavo pochissimo, non dicevo bugie).

Però proprio per scrivere volevo calarmi nel mood e allora mi sono detta, ora gioco dieci minuti d’orologio a Resident Evil 7 ché sto a posto per i prossimi dieci anni.

E nemmeno dal punto in cui avevo lasciato, tra l’altro, volevo ricominciare da capo. Primo perché non mi ricordavo i comandi, e col cavolo che riprendo un gioco del genere in mano se non mi ricordo come si mira e si spara, e poi perché chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

E quello è un proverbio che ascolto sempre se sto giocando a Resident Evil. Non a caso salvo ogni dieci minuti (Edit: anche questo è un particolare di me che già si conosce), tipo che se il registratore per salvare è al piano di sopra Ethan si fa le scale un’ottantina di volte a seconda di quanti oggetti nuovi trovo o di quanti stronzi ho preso a randellate. E per aprire una porta per vedere cosa c’è dietro prima mi devo alzare in piedi, perché io scappo materialmente per casa se mi spavento, non è che faccio scappare il personaggio (Edit: ecco, questo particolare invece l’avevo dimenticato. Era la personalissima parte VR delle mie sessioni di gioco, scappare per casa. Ora che registro non posso più farlo, ma a volte nei miei gameplay mi si sente parlare lontano dal microfono perché sono indietreggiata spontaneamente).

Ad ogni modo accendo la PS4 e dopo una serie di procedure atte al collegamento della stessa e al sintonizzare la tele sull’uscita giusta, la maledetta HDMI 1, mi accorgo che sento il vago lamento della schermata PS di inizio, ma lo schermo è nero. Provo un numero considerevole di volte a spegnere e a riaccendere come Moss e Roy stessi mi direbbero di fare, poi mi rompo e stacco tutto.

Premetto che io e la tecnologia abbiamo un rapporto di odio e amore che si traduce in lei che si comporta da stronza ed io che tiro testate al muro, piango, mi fustigo la schiena con Lucille, mi straccio le vesti in preda alla disperazione, ma alla fine vinco, SEMPRE. Alla fine vengo SEMPRE a capo del problema, non importa che magia nera devo invocare per riuscirci. Porto tutto a casa dei miei e collego alla loro tele.

La PS4 parte che è una bellezza. Tra l’altro rimango dieci minuti in adorazione perché la tele dei miei è il doppio della mia e per un attimo penso a quanto sarebbe bello giocare lì sopra. (Edit: ora quella tele è mia. Unica nota positiva dei recenti obblighi di acquisto tele ultima generazione imposti dai canali italiani. Quando non te ne frega una ceppa dei canali e la tele ti serve solo per collegarci le console, ti ritrovi con una tele enorme senza fare sforzi)

Poi considero un paio di scene di Resident Evil 7 e ci ripenso subito. (Edit: ho giocato a Village su quello schermo, ormai sono temprata) La guerra è aperta. Tu funzioni lì come niente fosse e sulla mia tele no? Ma stai scherzando? Dopo che ti ho usata per mesi senza alcun problema? Cosa ti ho fatto mancare che ti comporti così?

Riprovo altre cinque o sei volte a casa mia, tra l’altro testando l’entrata della presa con altri aggeggi mica che la presa è andata… Funziona tutto tranne la PS4. Ci dormo sopra, facendo credere alla PS4 e alla tele di essermi dichiarata sconfitta. Do loro un senso di tranquillità che probabilmente le indebolisce. La mattina successiva l’illuminazione.

Che un altro avrebbe avuto prima, ma io non tratto la tecnologia parlando la sua lingua, purtroppo, io vado a tentativi. Mi ci incaponisco e poi faccio le cose giusto per farle, non perché capisca la motivazione dietro. Stacco tutto. Tutte le spine nel mio raggio d’azione, tele, PS4, lampada, cellulare sotto carica, tra un po’ pure il frullatore in cucina che non c’entra niente, poveretto.

Conto fino a dieci per una regola che funziona col cibo, perché non dovrebbe funzionare anche con gli elettrodomestici? Il cibo dopo dieci secondi non lo puoi più raccogliere da terra e mangiare, gli elettrodomestici dopo dieci secondi senza spina tornano ad uno stadio di docilità che poi puoi dare loro il colpo di grazia.

E SBAM!

Riattacco tutto e la PS4 prende a funzionare come l’avessi appena tirata fuori dalla scatola.

Mia reazione (il tutto saltellando e battendo le mani): Vedi stronza? Lo vedi? Che cazzo ti è successo, ti eri dimenticata come si comunica con l’astronave madre? Ma perché se stacco tutti i fili poi funzionate come la Vodafone Station?

(chi ha una Vodafone Station per collegarsi alla rete lo sa, se chiamate la Vodafone per un guasto la prima cosa che vi dicono è di staccare il cavo del telefono e contare fino a dieci, da loro ho imparato la regola dei dieci secondi)

E ancora una volta dovete fare ciò che vi dico perché comando io! Due secondi dopo la PS4 ha iniziato un aggiornamento per cui ho mollato lì tutto e ho atteso che facesse i comodi suoi. Non si può vincere sempre. E sì, lo so che la regola dei dieci secondi col cibo dev’essere dei cinque secondi, credo, ma io me ne sono sempre fregata, se ho voglia mi mangio pure una cosa che è stata per terra mezz’ora.

Ad ogni modo la situazione è stata risolta e sono molto fiera in particolare del tempo che ho buttato via per questa cazzata. Però non è piacevole avere lì una cosa che costa un occhio della testa e non sapere perché non funziona.

Continuo a non saperlo, qual è il principio per il quale ci si deve trasformare in pazzi furiosi che staccano tutte le prese che si trovano davanti? Anche perché l’avevo staccata per portarla dai miei, ma ciò che ha risolto tutto è stato staccare ogni singolo aggeggio collegato alla tele. Boh… Comunque è andata. La partita alla fine l’ho fatta. Ricominciando da capo un gioco che non finirò mai, perché me la faccio sotto in modo incredibile. (Edit: poi l’ho finito, un paio d’anni dopo)

Amerei avere qualcuno che gioca per me. Io mi siederei alle sue spalle e guarderei, ma a giocare in prima persona mi sale un’ansia che vado in giro solo allo scopo di trovare registratori per salvare. (Edit: ed ecco spiegata la mia passione per i gameplay degli altri)

Tra l’altro è una casa di cannibali che si appendono al frigorifero le ricette per i vari esseri umani che devono cucinare. Ecco… Se non altro almeno mi diverto a far finta di essere Will nella casa di Hannibal. Però Hannibal potrebbe uccidermi per l’incauto paragone.

Adesso ho salvato in un punto in cui sono inseguita da uno dei cannibali immortali bastardi. Praticamente appena riaccendo per giocare devo scappare come uno stronzo. (Edit: ero praticamente all’inizio del gioco!)

È la modalità Easy e ho pure perso la pistola…Ma lo sapete cosa voglio io quando metto la modalità Easy? Voglio munizioni infinite e i mostri che mi guardano passare e mi salutano, va bene? Easy un cavolo… (Edit: vedete? Certe cose non cambiano mai)

 

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.