Speciale – Gamers e Gameplay

Poiché so che vi interessa, voglio raccontarvi di come sono diventata un’assidua spettatrice di gameplays su YouTube e di come i miei vari gamers preferiti sono diventati compagnia costante delle mie colazioni o dei miei preserali.

Se mi avessero detto qualche anno fa che mi sarei messa a guardare il gameplay di altri gamers invece di giocare io stessa, mi sarei messa a ridere. Non solo. Se mi avessero detto che avrei seguito il gioco di qualcun altro con relativo commento avrei riso ancora più forte.

Ho cominciato con Detroit: Become Human, perché era un periodo in cui non potevo permettermi il gioco, così ho seguito almeno tre gameplays diversi tutti senza commento. E ho scoperto che mi divertiva un sacco. Inoltre i giochi horror più angoscianti, che non mi sarebbe mai riuscito di giocare da sola, potevo seguirli come fossero film: così la colpa della dipartita dei protagonisti sarebbe stata di qualcun altro, non mia.

Ho trascorso almeno tre anni, tutti i giorni, a guardare solo gameplays di giochi horror. E col commento dei gamers sotto, perché ho trovato due o tre gamers stranieri il cui commento mentre giocavano mi faceva morire dal ridere e stemperava tantissimo l’atmosfera. Oltre a darmi la possibilità di migliorare la mia comprensione dell’inglese.

Io sono quella che non usa le traduzioni se la lingua originale è l’inglese e quindi mi è venuto spontaneo rivolgermi a quei gamers che giocavano i titoli nella loro lingua. Non sono mai andata su nomi famosi perché, ahimè, trovo che la fama sia immeritata nella stragrande maggioranza dei casi. O per meglio dire, spesso diventa strafamoso proprio quel tipo di gamer che io trovo non rappresenti degnamente la categoria.

Bestemmiare, tirare pugni sulla tastiera, insultare gli altri e dire una cazzata ogni cinque parole che si mettono in fila non è essere gamers. Per me questo è insindacabile. I miei preferiti erano sì carichi di iscritti, ma mai buffoni e mai sopra le righe solo per attirare più visualizzazioni. Ma non è affatto di loro che voglio parlarvi, sebbene abbiano indubbi pregi, primo fra tutti l’avermi aperto una finestra su un mondo che non conoscevo. Non mi avvicinavo al mondo dei gamers italiani di base perché nessuno giocava i titoli in originale, giustamente, e poi perché quando senti dire cazzate da gente di un altro paese ti incazzi un filino meno di quando le senti dai tuoi connazionali. Non volevo rischiare.

Per fortuna nel panorama italiano in cui alla fine ho messo piede ci sono tre esempi di gamers come secondo me i gamers dovrebbero essere e sono stata fortunata a beccarli tutti e tre in fila, del tutto diversi l’uno dall’altro, ma accomunati da un gioco sereno, divertente, non competitivo e spensierato. Non che ci sia niente di male in competizione e gioco serioso, ma non fanno per me, io cerco altro. Seguendo loro non solo ho potuto gioire nel sentire finalmente qualche imprecazione italiana, così liberatoria e così ben piazzata (noi siamo i campioni delle imprecazioni), ma ho anche potuto riflettere tantissimo sulle differenze di cultura che si esprimono perfino nel giocare ad un gioco.

Ci sono reazioni e decisioni prese all’interno di un gioco, a volte diametralmente opposte, che permettono di capire quanta parte giochi la differenza di cultura tra un gamer e l’altro in certe circostanze.

Il primo canale di cui vorrei parlarvi è quello di Devil Trigger – Antro dei giochi anticonvenzionali.

Quello di Devil è stato il primo canale italiano che ho seguito con costanza, con cui ho voluto interagire e che non mi ha deluso. I più sentiti ringraziamenti, perché non fosse stato per lui non avrei mai seguito gli altri. Si concentra più sulle avventure grafiche ed essendo queste state una parte importante del mio passato, e quindi giocate già in passato in italiano, è stato semplice appassionarmi. Devil gioca per divertirsi e allo stesso tempo fa rivivere a chi guarda tutta una serie di giochi di cui magari non si parla più o addirittura giochi di cui si è sentito parlare pochissimo. E si dà anche ai giochi d’azione, anche in quel caso scegliendo titoli ricercati.

È un piacere guardarlo giocare, sentirlo interagire coi protagonisti, perché è quello che mi fa morire dal ridere nei commenti ai giochi, e sentirlo commentare dialoghi e situazioni andando in un solo episodio dalla calma più assoluta al caos totale. Il suo gameplay di Max Payne è un buon esempio di connubio perfetto tra calma e caos. E morti esilaranti, perché anche quelle voglio vedere. Invece per un divertimento più mirato alla presa in giro dei personaggi penso di essermi fatta risate a non finire con Agatha Cristie: Assassinio sull’Orient Express.

Adesso Devil sta giocando a Chronicles of Mystery: The Scorpio Ritual e anche lì, la protagonista Sylvie non fa sempre cose comprensibili e Devil deve cercare di aiutarla a fare avanti e indietro in motorino tra Gozo e La Valletta a litigare con un pappagallo, rubare reperti e cercare suo zio. Il canale ospita poi le rubriche Nouvelle Cuisine e RetroAssaggio che trovo estremamente utili ed interessanti.

Uno dei miei momenti preferiti nei video di Devil è stato con Max Payne. Un’entrata trionfale in una stanza con tanto di Bullet Time, poi Max che si rialza, guarda la stanza vuota e Devil che realizza, “Che, non c’è nessuno qua?”

Il secondo canale, che ve lo dico a fare, è quello di LaraPadawan.

 

Non credo ci sia bisogno di presentarla proprio qui, ma lo faccio lo stesso perché lei è un’altra che di definire gamer, per di più italiana, sono proprio orgogliosa. Premetto che per me Lara è proprio brava anche a giocare, in tante occasioni mettendosi alla prova con modalità difficili, però io preferisco sempre il gioco più caotico che perfetto e adoro il fatto che Lara si mette sempre, volontariamente, nei guai peggiori se il videogioco lo consente.

Riesce a complicarsi le cose anche quando fa il fabbro o usa l’idropulitrice mentre simula le imprese di una ditta di pulizie, ma quando si dà all’horror è uno spettacolo. Sono giorni che rido per questo motivo, quindi per il momento preferito nei video di Lara scelgo Alien Isolation. C’è un incontro con un nemico che subito le spara e Lara gli dice, “Ma no, non è il caso, che cazzarola fai, cretino?” e giù due bastonate per fermarlo. E sto ridendo mentre scrivo quasi da soffocarmi perché il “No, non è il caso” ad uno che ti spara mi fa morire.

Ma i gameplay di Lara sono pieni di momenti esilaranti come questo. La sua espressione tipica è “Damose” che davvero racchiude in sé il suo stile da gamer. Andiamo, muoviamoci, che stiamo qui a pettinare le bambole? Laddove le mie espressioni tipiche sono “Aiuto”, “Aiutatemi”, “Dove devo andare?” il “Damose” è propositivo, ottimista e dinamico.

Il terzo, solo per ordine cronologico di scoperta mia, è il canale di Leopardus91, già citato tempo fa per il suo gameplay di Village.

Leo gioca TANTISSIMO. Pensate ad un titolo ed è probabile che lo troverete sul suo canale.

Un gamer che in modalità difficile o infernale o estrema ti fa comunque credere che un gioco sia facile per me è un ottimo gamer. Come già detto io non giocherei mai in quelle modalità e quindi amo che qualcuno lo faccia al posto mio. Non è nemmeno semplice parlare mentre si rischia costantemente di morire, quindi kudos anche al fatto che Leo parla, commenta, spiega a volte anche cose utili a chi fosse interessato a giocare quelle modalità, il tutto magari inseguito da un’orda di Lycans o impegnato a battere un boss lungo una quaresima.

Leo è cauto, a differenza di Lara, ma a volte, quando davvero dovrebbe esserlo, non lo è, e te lo ritrovi sbranato da uno zombie mentre gli urli, disperato, “Bastava spostarsi!”

E che lo ripeto a fare? Amo questo tipo di gioco perché è imprevedibile. Se uno bravo fosse sempre bravo e non sbagliasse mai per me non ci sarebbe gusto. Si deve morire, anche spesso. L’ansia mi coglie quando non salva, ma diciamo che non capita spesso, di solito salva molto e lo ringrazio per questo. Dovete sapere che se un gamer non salva io ne sono profondamente addolorata, perché conosco la sofferenza di dover rifare tutto un pezzo ripartendo da chissà dove e non c’è particolare soddisfazione in quello. Non trovo l’uso del salvataggio qualcosa che sminuisce le capacità di un gamer.

Leo è molto composto, educato, corretto nel gioco. Dà spesso del “lei” ai nemici e penso che i momenti più spassosi nei suoi gameplay siano quelli in cui per una frazione di secondo perde la calma e tira un’imprecazione o quando usa linguaggio ricercato per descrivere una situazione. Per me è entrato nella storia il suo “Questa morte incresciosa” la prima volta in cui gli è morto Robert Kendo nel DLC di Resident Evil 2.

È preciso come io non lo sarò mai, per questo dà soddisfazione. Di solito si accanisce sulle stanze finché non scova tutto ciò che c’è da scovare e ti dà la certezza che prima o poi ce la farà a capire perché la stanza è ancora rossa. Io mi arrendo molto prima e non ho nemmeno Mr. X alle calcagna.

I suoi piani funzionano la maggior parte delle volte ed è bello sentire un gamer annunciare, “Tirerò una granata per liberarmi di quel gruppo di zombie” ed effettivamente vedere quel gamer tirare la granata proprio in mezzo a quel gruppo di zombie e non dalla parte opposta come faccio io. La sua frase tipica è “Non lo so” e capisco. Capisco profondamente. Ed infine c’è un quarto tipo di gameplay che viene a crearsi quando Lara e Leo giocano in co-op.

Se non li avete mai visti vi perdete il massimo dello spasso, che secondo me si raggiunge con It Takes Two un titolo che si presta pure a farsi i dispetti ed infierire l’uno sull’altro senza però compromettere il gioco stesso. Fantastico. Ma anche A Way Out e quello tuttora in corso, Dying Light, sono dei gioiellini, un piacere da seguire. Laddove Leo è cauto, circospetto e attento a non fare rumore, Lara è la definizione stessa di “Release the Kraken” e “Scatenate l’inferno” insieme. Guardare Dying Light per credere.

Ma la parte migliore sono i loro dialoghi, di cui vado a riportarvi degli esempi di una bellezza sconvolgente.

Leo: Son sceso.

Lara: Come hai fatto?

Leo: Eh, andando giù.

Lara: Ma a te piace farti uccidere.

Leo: No.

Lara: Sì.

Ogni tanto in sottofondo.

Lara: Leo muoio!

E Leo prosegue imperterrito.

Sempre in sottofondo, mentre scappano dagli zombie.

Lara: Attivo la trappola luminosa?

Leo: No.

Lara: Tiro una bombetta?

Leo: No.

Oppure Lara che lancia granate, molotov, bombe incendiarie rischiando di prendere Leo e Leo che urla: Criminale! Ultimamente però Leo si è rifatto e si è comportato da criminale anche lui, almeno in un paio di occasioni. Ecco qui. Basta. ora la smetto. Ho composto un’ode per questi tre gamers perché io sono sempre grata alle persone che mi fanno ridere, che mettono il buonumore e che si divertono nel modo più sano possibile e senza rompere le scatole agli altri.

Continuate così ragazzi.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.