Rune – Recensione – Little Rocket Games

Rune – Recensione di Alessandro Pugliese

Carta dopo carta, runa dopo runa, riuscirete a diventare il Gran Maestro e completare il rituale di evocazione di Zemilio?

 

Questo è l’incipit di Rune, un gioco di carte per 2 giocatori edito in Italia dalla Little Rocket Games e della durata di circa 10 minuti a partita. La scatola più piccola di una mano adulta contiene 17 carte (di cui una iniziale), 6 meeple colorati (3 rossi e 3 neri), due gettoni facenti parte della micro-espansione ed il regolamento scritto su un foglio più piccolo di un A5.

Tutto questo potrebbe far pensare di avere tra le mani un fillerino da inizio e fine serata, ma è qui che casca l’asino! Quello che non emerge da questi dati è come questa manciata di materiale riesca ad offrire una profondità di gioco da far invidia a giochi di peso decisamente più alto. Un esempio di come il solo concetto di gioco riesca ad emergere in un contesto di totale essenzialità, la quale è senza dubbio uno dei grandi pregi di Rune.

RUNE – RECENSIONE – DIAMO UN’OCCHIATA AL REGOLAMENTO…

Come appena anticipato, Rune si presenta in un formato quasi lillipuziano e di conseguenza il suo setup al tavolo risulta praticamente immediato. Si posiziona la carta iniziale al centro del tavolo, si distribuiscono i tre meeple (per l’occasione i Maestri delle Rune) ai due giocatori e, dopo aver accuratamente mischiato il mazzo, si consegnano tre carte ad ognuno. Et voilà, la partita può subito iniziare.

Una carta da gioco di Rune si presenta con sei rune al suo interno, sezionate in modi diversi e di tre differenti tipologie: la runa azzurra del ghiaccio (la più comune, ma la meno redditizia), la runa verde del vento (quella intermedia) e la runa rossa del fuoco (la più rara, nonché la più remunerativa). Precisazione, gli elementi delle rune me li sono inventati io, giusto per cercare di addentrarmi maggiormente nella tematica di gioco ^_^

Lo scopo del gioco è quello di controllare il maggior numero di Rune, totalizzando ovviamente più punti dell’avversario. Per fare ciò, ad ogni turno ognuno dovrà giocare una carta rispettando le due seguenti regole:

  • è possibile piazzare Rune solo sopra ad altre identiche (fino ad un massimo di quattro)
  • è possibile ignorare le Rune sottostanti, ma quelle piazzate devono essere adiacenti ad altre rune dello stesso tipo

Ricordiamo inoltre che non è possibile piazzare un’intera carta sopra ad un’altra. 

Una volta piazzata dunque la carta, il giocatore può decidere di pescarne un’altra e tornare ad averne tre in mano oppure può giocare una Maestro su una Runa a sua scelta, diventando il “padrone” di quel determinato gruppo, ma rimanendo con una carta in meno in mano. Quel particolare insieme sarà di sua proprietà fino alla fine della partita; esso potrà essere ingrandito o rimpicciolito, ma non potrà mai cambiare padrone. 

Si procede quindi così finché uno dei due contendenti non piazza il suo terzo ed ultimo Maestro; a questo punto, la sua partita finisce e l’altro giocatore potrà solo più giocare la sue carte rimanenti e piazzare i Maestri ancora inutilizzati. Terminata la disputa, si contano i punti delle Rune conquistate tenendo conto che la Runa azzurra porta 1 punto cadauna, quella verde 2, mentre quella del fuoco ben 3. Colui che avrà totalizzato il punteggio più alto sarà riuscito ad invocare Zermilio diventando il Sommo Maestro di Rune!

Dimenticavo! All’interno della scatola, troverete due piccoli gettoni rotondi, i quali fanno parte di una micro-espansione. Su di essi vengono raffigurate la runa azzurra da un lato e quella verde dall’altro. Ogni giocatore ne acquisisce una ed il suo utilizzo è legato al posizionamento di uno dei Maestri: infatti, dopo averne piazzato uno, è consentito piazzare il gettone su una runa adiacente al Maestro stesso in modo da ingrandire il proprio dominio su quella specifica runa.

RUNE – RECENSIONE – ALCUNE CONSIDERAZIONI…

Partiamo subito con l’unico aspetto che non mi ha convinto di Rune, cioè l’ambientazione. Ho voluto scherzosamente dare un significato alle Rune per cercare una maggiore immedesimazione nel contesto tematico, ma nonostante ciò esso proprio non si fa sentire durante le partite. Poco male comunque, perché in un gioco come Rune non ci interessa il pretesto per la storiella di turno, bensì la soddisfazione che può regalarci partita dopo partita: è posso affermare come questo obiettivo sia stato raggiunto appieno!

Le sole diciassette carte di Rune costringono a far spremere le meningi a dismisura, grazie ad un’idea di gioco originale, fresca e molto vicina al puzzle-game. Piazzare una carta risulterà sempre più complicato con il prosieguo  della partita, per trovare il giusto incastro sarà obbligatorio prendere in considerazione più fattori: piazzare un Maestro dopo averla giocata, ingrandire un proprio dominio oppure dar fastidio all’avversario.

Le partite possono essere affrontate con due differenti strategie: adottare una tattica d’attacco cercando di chiudere la partita in poche mosse (bruciando l’avversario sul tempo) oppure un approccio più attendista, in cerca del giusto posizionamento e dell’ampliamento massimo delle rune conquistate.

A vedere le dimensioni, sembra impossibile che Rune riesca a regalare una tale profondità di gioco ed invece il suo ideatore, Nazareno Zemilio, è riuscito in questo piccolo miracolo.

Questa estrema portabilità rende Rune un gioco perfetto da portare sempre con sé per presentarlo praticamente a chiunque: in un fine serata dopo un bel cinghialone, a parenti ed amici non troppo avvezzi ai giochi da tavolo oppure in spiaggia al riparo dalla calura post-mezzogiorno o accompagnato da un fresco aperitivo. E poi i circa dieci minuti a partita lo rendono il classico gioco da “una partita tira l’altra”.

Insomma, Rune non è solo un bel gioco, ma anche un pretesto per passare dei bei momenti in compagnia!

Ringraziamo la Little Rocket Games per averci omaggiato di questa copia del gioco!

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.