La Guerra dei Pixel – Una storia Nerd

La Guerra dei Pixel – Una storia Nerd

Quasi per caso ci siamo imbattuti in un nuovo romanzo che potrebbe essere l’incipit di una saga niente male per tutte le persone in cui scorre sangue Nerd.

L’autrice si chiama LadyBug, la storia si chiama “La Guerra dei Pixel”, la saga è “Pixel-War” e se ci mettiamo che questa prima manciata di pixel è scaricabile gratuitamente sul sito dell’autrice (http://www.laguerradeipixel.it/wp/) la frittata è fatta.

Lo abbiamo scaricato, letto e volevamo parlarvene, anzi per darvi di più ci siamo anche andati a cercare l’autrice e l’abbiamo intervistata per voi.

La storia di questo “La Guerra dei Pixel” è la storia di Paolo, un nerd qualunque, con una vita qualunque, fatta di scuola, bulli, videogiochi, dungeons&dragons ed anime giapponesi, che all’improvviso si trasforma grazie all’Arcobaleno, una sala giochi che frequenta, ed al gestore di questa sala, il signor Peek, in un’avventura fantastica e nostalgica.

Il libro si divora facile, soprattutto se si è del campo, e tutte le immagini si formano pixellose nella mente del lettore ad ogni citazione, come se nemmeno ci fosse bisogno di troppi particolari e dettagli narrativi per immaginarle. Durante lo svolgimento della storia si compierà un vero e proprio viaggio nel tempo, tra hardware e software, sulle ali del protagonista e della nostalgia alla ricerca di un lieto fine.

I temi sviscerati lo rendono sicuramente adatto ad un pubblico di retrogamer hardcore, ma il massiccio glossario presente alla fine del libro lo rende digeribile anche ai neofiti, inoltre a nostro avviso questa prima opera di LadyBug ha un grosso vantaggio nel fatto di essere un racconto tutto sommato breve, che quindi potrà essere terminato sia da un lettore abituale e sia da chi solitamente non legge libri (a patto di amare il genere ovviamente).

MYNERDOMETRO: 8/10 nerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometro2nerdometro2

Vi invitiamo senza indugio a scaricare il libro e iniziare la lettura. Fateci sapere cosa ne pensate.

Intanto vi rimandiamo all’intervista che abbiamo tenuto con l’autrice. BUONA LETTURA.

Ciao “LadyBug”. Innanzitutto complimenti per questo primo capitolo di questa “Pixel-War” che verrà.

DOMANDA – Ti va di dirci chi si nasconde dietro lo pseudonimo “LadyBug” e soprattutto come è nato questo tuo nickname?

RISPOSTA – Certo. Mi chiamo Lisa, ho diversi anni, faccio l’insegnate e ovviamente, sono una grande appassionata di tutto quel che riguarda il mondo dei Nerd. Videogiochi, Giochi di Ruolo, Fantasy, Film, Serie TV, Anime e Manga etc. Lady Bug invece, è un nome che ho preso in prestito dall’omonimo coin-op della coccinella uscito negli anni 80. Una vera droga che mi ha perseguitata per molto tempo 😀

D – È nata prima la passione per la scrittura o prima quella per i videogames?

R – La passione per la scrittura a dire il vero è venuta fuori da un paio di anni, mentre quella per i videogames, beh, dal 1982 più o meno ^_^

D – Quali sono i giochi e le console che hanno segnato in modo forte la tua vita?

R – Bella domanda. Innanzitutto sono cresciuta in mezzo alle polverose, rumorose e fumose sale giochi, le VERE sale giochi, quindi direi che gli arcade sono stati i primi videogiochi a segnare la mia vita. Per quanto riguarda l’intrattenimento casalingo, tra i computer direi il Commodore64, che è stato il mio primo sistema, regalatomi nel natale del 1985. L’Msx, il computer del mio vicino, con cui ho passato pomeriggi memorabili e per finire il Commodore Amiga, comprata a San Marino nell’autunno del 1991 con i soldi guadagnati duramente dopo aver passato un’intera estate a lavorare in una tipografia. Passando alle console più o meno hanno avuto tutte una parte nella mia vita, anche se il Sega Megadrive, il PcEngineDUO della Nec e la Playstation1 spiccano rispetto alle altre. I giochi sono veramente troppi da elencare. A caldo dico la trilogia di Turrican, Lemmings, i primi due Monkey Island, Sonic, la serie Bare Knuckle, diversi Final Fantasy, le serie YS e XAK, Chrono Trigger, Cadash, Splatterhouse, i primi due Silent Hill, Tetris, la serie Fable, gli Assassin’s Creed, Another World & Flashback, gli shooter della Hudson su Pc Engine, i giochi di ruolo ufficiali D&D della Westwood e della SSI, molti titoli Konami sugli Msx tra cui Magical Tree, Penguin Adventure, Quarth e Firebird. Ce ne sono veramente una marea. Giochi che mi hanno fatto sognare e che porterò per sempre con me.

D – Raccontaci de “La Guerra dei Pixel”, quando ti si è accesa la lampadina?

R – Tutto è nato da un video chiamato “8bit Generation” che ho visto su youtube. Era un video musicale realizzato in semi chip-tune da un gruppo elettronico chiamato PaoloechiarO. In quel video c’era un locale, “8bit generation” appunto, dove un dj metteva musica chiptune e ci cantava sopra con un vocoder. Il testo era un elenco di tutti i giochi più famosi degli anni 80. E nel locale tanti computer e console antropomorfi ballavano allegramente. Tutto il video era fatto in flash ed era un bellissimo cartone animato retrò. Mi ha ipnotizzato fin da subito, e mi è venuta l’idea di realizzarci una storia intorno.. Ho contattato gli ideatori del video e così è nata la “pixel-war saga” 😀

D – Che chicche ci puoi dare sul futuro della saga? Ci sarà un filo conduttore o saranno storie slegate tra di loro?

R – Beh, tanto per cominciare si, ci sarà un filo conduttore, anche se le storie non avranno un ordine temporale lineare. Per esempio il secondo libro si chiamerà “Quando tutto ebbe inizio” ed è ambientato diversi anni prima de “La guerra dei Pixel”. Per quanto riguarda le chicche, avrai notato che nel romanzo mancano completamente gli Msx. C’è un validissimo motivo per questa mancanza, ma la scoprirai solo con il secondo libro. 😀

D – Ora ti lasciamo andare, anche perché abbiamo già voglia di leggere il prossimo racconto e quindi più tempo libero avrai e meglio sarà per noi. Grazie per averci dedicato il tuo tempo.

R – Grazie a te, per questa intervista ^-^

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Autore dell'articolo: Valerio Vega

Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo commodore64”

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