Cavolquest 2 – Recensione – Librogame di Giacomo Bernini, Stefano Cappanari e Roberto Gerilli – Plesio Editore

Cavolquest 2 – Recensione – Librogame di Giacomo Bernini, Stefano Cappanari e Roberto Gerilli – Plesio Editore

Un Guerriero Nano, un Mago Elfo e un Chierico Umano sono rimasti appiedati nel deserto, senz’acqua e senza cibo ormai da giorni. Improvvisamente trovano nella sabbia una lampada, da cui esce il solito Genio, che esclama: “Esprimete un desiderio ciascuno, e io li esaudirò!” Il Mago dice: “Vorrei essere nella mia terra, fra ombrosi alberi e fresche fonti d’acqua pura!” Il Genio sbatte le palpebre, e l’Elfo scompare. Il Chierico dice: “Vorrei essere al mio Tempio, protetto da solide mura e ben rifocillato!” Il Genio sbatte le palpebre, e l’Uomo scompare. Il Nano dice: “Uhm…. non so decidermi a scegliere…. vorrei che i miei due amici fossero qui con me per consigliarmi!”

Nel mantenere la tradizione di una barzelletta in tema con il librogame recensito, mi sono trovato presto in crisi. Non perché non ci fossero barzellette a tema fantasy (quelle a quanto pare ce ne sono in abbondanza! Anche se alcune di queste sono semplici rivisitazioni di barzellette classiche…), ma per il fatto che è dura far ridere parlando di un librogame già comico di suo.
Sto parlando di Cavolquest 2… e sì, “2” perché sappiate che c’è stato già un “1”, recensito da me nel lontano 6 dicembre 2020.

La casa editrice Plesio ha deciso dunque di rinnovare la fiducia verso il proprio trittico di autori. Tra di loro, ho avuto la piacevole opportunità di parlare e confrontarmi con Giacomo Bernini, recente giudice dell’ultimo concorso dei corti di librogame’s Land (ruolo probabilmente assunto nella speranza di scovare un librogame che abbia come protagonista un ortaggio).

Quali differenze ci saranno col primo volume? Gli autori avranno ancora dimostrato il loro acume? Qualcuno sa dirmi come separare il tuorlo dall’albume?
Per scoprire la risposta ad almeno due delle suddette domande, non vi resta che proseguire la lettura.

REGOLAMENTO:

La storia è essenzialmente concentrata sulle scelte, ma talvolta potrà essere necessario superare una qualche prova di abilità, che testerà una delle vostre 4 caratteristiche di partenza:
Forza, per stabilire quanto siete forti;
Intelligenza, per stabilire quanto siete intelligenti;
Carisma, per stabilire quanto siete carismatici;
Destrezza, per stabilire quanto siete… ehm… destri (i mancini non vanno bene, essendo figli del diavolo).
Quando il testo ve lo indicherà, lanciate due dadi a 6 facce: se il risultato del lancio è pari o superiore alla difficoltà indicata della prova, avrete avuto successo. Per aiutarvi, a inizio storia potete scegliere due delle suddette caratteristiche a cui aggiungere un +2 di partenza.
Ovviamente, tale vantaggio potrebbe non essere sfruttato a pieno qualora voi siate dei perenni sfigati… Ma in tal caso, non disperatevi! Anzi, sappiate che in questo libro potete barare quanto volete. Non che pure negli altri librigame non possiate farlo, intendiamoci…

…ma almeno qui si tratta di un crimine autorizzato, diciamola così.
In aggiunta a questo, il regolamento non offre molto altro per cui scervellarvi. Sappiate solo che potrete raccogliere degli oggetti utili, sbloccare degli eventi sulla base delle azioni che farete, e ottenere persino degli interessantissimi distintivi (grande novità rispetto allo scorso volume) che aggiungono ulteriore stimolo di rigiocabilità all’opera, soprattutto per gli amanti del collezionismo.

LA MIA AVVENTURA:

Mi chiamo Prudenzio Guardapolli e sono un temibile avventuriero. Nella mia ultima missione, credevo di aver sconfitto un temibile negromante, ma a quanto pare si aggira ancora da qualche parte nel regno. Vengo perciò incaricato di stanarlo dal sovrano in persona, Re Tizio. No, aspettate, forse si chiamava Re Sempronio.

Ecco, lo sapevo, ho fatto arrabbiare i miei stessi meme. La cosa è grave.
Comunque sia, ad accompagnarmi in questa pericolosissima missione ho i miei fidati compagni:
Evremondo, la spada parlante capace di rompere sia le scatole che la quarta parete (a volte anche i crani dei nemici. A volte eh);
Florian Pinoselvaggio, l’elfo sovrappeso che tuttavia fa palestra sollevando chili e chili di lasagne;
Quarco Sanguefurioso, il mezzorco mago (immaginatevi Arnold Schwarzenegger vestito da chierichetto);
Veriana Cuoreditenebra, anzi, Cuoredoro, la sacerdotessa con crisi d’identità che da darkettona è diventata una figlia dei fiori;
Rosicchio, il pokem… ehm… drago rosa in miniatura.
A bordo della mitica Mistery Machine, ci troviamo ben presto immischiati in una guerriglia tra maghi suddivisi in 4 casate. Ah, il ricordo di Harry Potter è sempre nei nostri cuori…

Nel mezzo di tutta questa baraonda, concentrati con tutte le nostre forze a non fare nulla di cui potremmo pentirci… facciamo qualcosa di cui potremmo pentirci: rompiamo la magia stessa! Ottima mossa, ora siamo ricercati. O almeno, lo saremmo se qualcuno ci scoprisse. Per ora tutto fila liscio, basta svignarcela nel modo più naturale e innocente possibile.

Per quanto riusciremo a passare inosservati? A voi scoprirlo!

CONCLUSIONI FINALI:

Cavolquest 2 è un’opera intelligente. Intelligente perché gli autori sono partiti da una base che conoscevano, incentrata prevalentemente sul sistema a mappa, perfezionandola e arricchendola con l’aggiunta di una modalità di movimento oltre quella classica in stile escape room.

Tale strategia è senza dubbio apprezzabile, perché evita di rivoluzionare tutto ripartendo da capo. In fondo, le basi erano già molto buone. Inoltre, il lettore vuole sì provare qualcosa di originale e fresco leggendo un nuovo volume di una saga apprezzata, ma ritengo che abbia anche bisogno di qualcosa di familiare a cui aggrapparsi. E qui, credetemi, l’ironia di fondo che condisce l’opera è qualcosa che, almeno io personalmente, non riesco a smettere di adorare, soprattutto grazie alle continue (ma per nulla invasive) rotture della quarta parete, usate talvolta come escamotage per coprire alcuni buchi della trama come solo un libro comico può permettersi di fare.

Tale comicità è resa ancor più frizzante e tagliente grazie alla sapiente caratterizzazione dei personaggi. Ciò trasmette un’immagine mentale talmente perfetta e accurata di loro da permetterci di comprendere al meglio ogni battuta o frecciatina basata sullo stereotipo o sull’assurdo delle loro caratteristiche. Anche in questo caso, avremo a che fare sia con personaggi già conosciuti, sia con alcuni nuovi di zecca. Impossibile a tal proposito non citare Rosicchio come nostro compagno di viaggio. Voglio dire, i draghi finora li abbiamo visti solo in copertina: era anche ora che finissero nel calderone degli improbabili compagni d’avventura… con tutte le loro inevitabili conseguenze.

Sicuramente, l’opera ha ancora molto da offrire. La rigiocabilità è senz’altro aumentata rispetto allo scorso volume, grazie anche ai numerosi distintivi (per lo più sbloccabili mediante quest secondarie impossibili da completare in un’unica run) che compensano il finale unico. Sulla modalità a mappa invece ritengo si possa ancora fare di più: per quanto riguarda la modalità escape-room non mi dispiacerebbe se venisse introdotto un sistema anti-loop (lacuna, va detto, ammessa fin dal regolamento); per quanto riguarda invece la modalità a movimento, potrebbe far comodo un qualche aiutino che ricordi al lettore il punto della mappa che sta esplorando. Questo perché, qualora si interrompa il libro per proseguire la lettura dopo magari qualche giorno, il testo vi chiederà di ritornare alla mappa e seguire una delle direzioni indicate… Ma il lettore in quel caso potrebbe dimenticarsi dov’era l’ultima volta.
Non sono errori gravissimi, e come giusto incoraggiamento non mi sento di penalizzare l’opera con una stella in meno. Ma ovviamente mi aspetto che il prossimo volume ci offra un’esperienza di gioco ancora migliore… e se così non fosse, sappiate che il libro vi propone una mail a cui fare reclamo. Soprattutto se siete l’autrice di un certo maghetto raccomandato con la cicatrice.

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Roberto Bucciarelli alias Powerbob nasce nel 1993 a Tivoli, vicino Roma. Ragazzo creativo e fuori dalle righe, nella sua vita sono importanti tre cose: sua moglie Silvia, il Luton Town (squadra di calcio inglese) e i librigame, di cui è appassionato fin da piccolo... e di cui aspira a esserne autore. Il suo motto è: "la vita è una storia a bivi!"