Dying Light 2: Stay Human – Ne vogliamo parlare?

E’ giunto il momento per alcuni di noi di parlare di Dying Light 2: Stay Human, questa vuole essere una sana e costruttiva riflessione da parte di chi lo sta giocando e di chi lo sta seguendo sui nostri canali YouTube.

Su YouTube chi ci segue conosce anche i nostri canali, come Len Irusu ad esempio che scrive questo speciale su Dying Light 2 insieme a noi, da spettatrice. Siamo LaraPadawan e Leopardus91, ci siamo approcciati a Dying Light 2: Stay Human con grande entusiasmo, lo abbiamo iniziato dopo aver terminato la nostra divertente co-op del primo capitolo della serie, Dying Light. Io e Leo ci cimentiamo spesso nelle co-op che ci ispirano, perchè siamo amici ormai da molti anni e l’intesa in gioco così come nella vita reale è un dato di fatto per cui ci divertiamo molto e prendiamo questi spazi per rilassarci e goderci il gioco.

Purtroppo questa volta non è andata come le precedenti, stiamo giocando Dying Light 2: Stay Human in cooperativa da quasi 40 ore e sono venute fuori man mano, avanzando nella storia, diverse e fastidiose problematiche che ci hanno penalizzato non poco, rovinandoci l’immersione e di conseguenza il gameplay.

Siamo persone serie e precise per cui, avendo iniziato la partita in co-op, porteremo a termine le nostre serie sui nostri rispettivi canali YouTube, però abbiamo perso l’entusiasmo iniziale, questo è poco ma sicuro. Siamo stati afflitti da numerosi bug che se fossero solo grafici non sarebbero un problema, a quelli ci si passa sopra quando il resto del gioco è godibile per la storia e il comparto tecnico grafico, ma nel nostro caso si sono compromesse anche parecchie quest della storia principale, tanto da costringerci a riavviare il gioco e in alcuni casi anche i nostri PC.

Quando si registra per un canale YouTube diventa frustrante essere costretti ai riavvii, perchè significano tagli in editing. Noi siamo su YouTube semplicemente per condividere una passione nel nostro tempo libero. Siamo due nerd come tanti con la passione per i videogiochi, punto.

Quindi vogliamo giocare. Ma sono successe cose assurde fino a pochi giorni fa, prima dell’ultima patch: riconsegnando una quest l’npc con cui dovevamo parlare continuava a dirci: “in attesa degli altri giocatori” oppure porte che durante una quest facevano avviare una cut scene che non si aprivano, sempre con lo stesso messaggio. Oppure inseguimenti che non smettevano mai nemmeno una volta entrati nella zona safe, o durante una missione, schermi scuri che non ci permettevano di continuare la quest, disconnessioni dai server che non ci permettevano di reinvitarci in partita tanto da costringerci a rinunciare alla sessione di gioco.

E questo è solo l’antipasto! Pochi giorni fa, come abbiamo detto, c’è stata la patch 1.2 proprio per le problematiche della cooperativa su PC e il risultato per noi è stato che rigiocando, dopo la suddetta, non riuscivamo comunque ad invitarci. Quindi potete immaginare la nostra reazione visto che era una delle problematiche da risolvere. 

Quindi diciamo che fino ad ora sono più le note negative che quelle positive e dopo 40 ore di gioco, tra missioni secondarie e missioni principali, pensiamo di essere in grado di poter dare un giudizio generale fino ad ora. Anche a livello di storia e caratterizzazione dei personaggi non è granché. Cosi come gli interni degli edifici, o sembrano a noi tutti uguali oppure hanno fatto un copia e incolla generale.

Quello che io e Leo ci teniamo a precisare è che se alle tante note negative si fosse contrapposta una storia ben curata, probabilmente il nostro malcontento sarebbe stato bilanciato da qualcosa che teneva alta la nostra attenzione e quindi ci spingeva, curiosi, ad andare avanti. Invece nemmeno sulla storia o sulle storie dei personaggi possiamo contare, tutto molto banale.

Avremo modo di ricrederci? Chi lo sa! Intanto ci stiamo concentrando sulla storia principale, che speriamo ancora in cuor nostro ci riservi una piccola sorpresa!

Ed ora io e Leo vi lasciamo alle considerazioni di Len che, da spettatrice, vi dice la sua, dal suo punto di vista:

Il mio entusiasmo per l’uscita di Dying Light 2 era esclusivamente entusiasmo da spettatrice. E lo è tutt’oggi in grandissima parte. Avevo seguito il gameplay in co-op del primo Dying Light di Lara e Leo e non vedevo l’ora di ripetere l’esperienza in loro compagnia. Il gioco prometteva meraviglie ed eravamo tutti elettrizzati.

La bellezza di Dying Light sta nelle dinamiche di gioco che, secondo me, si esprimono al massimo soprattutto nella co-op. Avere la possibilità di condividere con un compagno sia le missioni da compiere, sia lo sterminio degli zombie aggiunge divertimento e stempera l’atmosfera tetra di alcuni momenti da superare.

Poi, nel mio mondo, le co-op sono fatte per divertirsi e ridere, scatenare l’inferno per mettere in difficoltà i colleghi o scappare e lasciarli lì da soli se la situazione si fa complicata. E poi sì, per carità, collaborare anche. In quel senso io parlo di co-op e con Dying Light ci sono possibilità infinite di divertimento.

Da spettatrice posso dire che le stesse dinamiche del primo sono state mantenute col secondo. Per certi versi sono state anche migliorate. Guardare (e ripeto parlo solo di guardare) giocare il secondo a me sta piacendo tantissimo. La mappa in cui ci si muove è molto più vasta, ci sono più missioni da completare, scelte da fare che cambiano sia l’assetto della mappa che il corso della trama, ci sono più abilità da ottenere e sono anche da scegliere con cura.

Inoltre mi piace l’idea che per ogni missione ci sia bisogno di una sorta di piano d’azione perché gli errori, soprattutto nella modalità difficile, costano cari. E non si può seguire la trama principale fin da subito, bisogna livellare un po’ all’inizio per essere pronti ad affrontare i vari compiti.

Da spettatrice io guardo Lara e Leo giocare e trovo moltissimi aspetti positivi; guardo un bel gioco, dalla bella grafica, dinamico e giocato così bene da loro che sembra pure facile. E sono certa che non è un gioco facile nemmeno in easy mode.

I vari mostri sono spaventosi e quasi sempre da affrontare di notte, il che aumenta l’ansia e rende l’impresa più spettacolare. La necessità di ammazzare certi infetti in Dying Light 2 è resa necessaria perché i trofei che si prendono servono ai potenziamenti ed io apprezzo perché amo queste mini boss fights di tanto in tanto.

Sono inoltre particolarmente felice quando si incontrano (o si viene inseguiti da) Notturni, Lara e Leo lo sono un po’ meno. Anche in questo secondo titolo il parkour dà grande soddisfazione, seppure a volte non si abbia la possibilità di arrampicarsi su posti in cui dovrebbe essere logico poterlo fare.

Ed ora veniamo a tutti quei problemi di cui hanno già parlato Lara e Leo, a come appaiono allo spettatore.

Non tutti i gamers registrano e condividono i gameplay, ma è certo che di ogni gioco è possibile trovare un gameplay, se lo si cerca. Quindi pare logico che la condivisione in video dei titoli è cosa ormai risaputa e di cui bisogna tener conto.

La frustrazione di registrare un gameplay con tutti i problemi di cui hanno parlato Lara e Leo è comprensibile credo a chiunque, sia a chi guarda che a chi ha sperimentato sulla propria pelle cosa voglia dire condividere il gameplay di un gioco appena uscito buggato all’inverosimile.

E inverosimile è dire poco. Ovvio che anch’io mi sono accorta dei bug, ovvio che sono palesi; si avverte la loro incidenza sul gameplay dalla frustrazione provata dai giocatori. Per stressare due come Lara e Leo ce ne vuole, eppure Dying Light 2 ci è riuscito.

Porte che non si aprono, missioni completate non date per buone, personaggi con cui bisognerebbe parlare che non vogliono interagire… Sono tutte cose che allo spettatore appaiono giusto come allungamenti di un video che altrimenti sarebbe finito prima, o al massimo ritardi nel vedere come si conclude una missione, ma per il giocatore sono veri e propri disincentivi a continuare. E in questo caso il gioco dovrebbe ringraziare giocatori come Lara e Leo che, proprio perché ci tengono a completare qualcosa di cominciato sul canale, per rispetto a chi segue, non buttano all’aria tutto quando avrebbero ogni diritto di farlo.

I glitch a me personalmente fanno ridere, il personaggio bambino che ha cominciato a far roteare la testa come fosse posseduto dal demonio su tutti, ma in un gioco già così problematico aggiunge problemi ad altri problemi.

Per non parlare poi di tutte le volte in cui gli spettatori avrebbero potuto avere un video in più, mentre i bug peggiori del gioco, cioè quelli riguardanti proprio la co-op, hanno impedito a Lara e Leo di invitarsi a vicenda o buttato fuori uno dei giocatori dalla partita in corso e quindi rallentato o impedito le loro registrazioni.

Giocare e giocare registrando sono due cose completamente diverse. Registrare un gioco così diventa un’impresa titanica. Veniamo alle note negative del gioco che non riguardano il gameplay che sto guardando o i problemi tecnici.

La trama a mio avviso è banalotta, molto poco originale. Però anche quella del primo non era brillante e non è mai una cosa che mi fa desistere dal guardare un gioco. Ho visto film peggiori.

Il fatto che ci sia una disparità incredibile tra personaggi maschili e femminili è una cosa che sempre mi farà arrabbiare e che continuerò a sottolineare; perché è vero che a quanto pare dirlo non serve a nulla, ma non dirlo non è che porterebbe a cose migliori, quindi scelgo sempre di parlare. Noterete che tutte le donne per cui dovete portare a termine missioni sono piuttosto squallide e dipinte o come imbecilli o come vere e proprie stronze.

Anche gli uomini non è che siano figure meravigliose, eh? Quindi io, coi miei gusti e la mia empatia, mi ritrovo a non avere particolare interesse per la vita e la storia di nessuno dei protagonisti. Quello che sarà sarà, non sento trasporto. Per quello ci vogliono personaggi con più spessore, studiati meglio.

E poi la mappa è vasta sì, però gli edifici e alcune zone hanno lo stesso layout e quindi spesso ci si trova in zone nuove senza essere davvero certi che lo siano, perché sembra di averle già viste. Ammetto senza alcun problema che questo è un gioco che non guarderei con particolare interesse se non lo stessi seguendo giocato da Lara e Leo e che, con tutta probabilità, se stessi registrando e giocando io avrei già mollato da un pezzo.

La mia conclusione è banale ma è l’unica che è possibile fare di fronte a situazioni del genere: ci vuole più considerazione prima di far uscire certi giochi per i quali c’è grande attesa e che sono in produzione da anni. Perché è ovvio che molti lo giocheranno al day one, è ovvio che molti lo porteranno sui loro canali e che il gioco venga aggiustato mano a mano non è qualcosa che tutti si possono permettere di attendere.

Alessia Lara Padawan
Alessia Lara Padawan – Romana, youtuber, nerd fino al midollo, adora film, serieTV, cartoni animati ed è malata da anni di una grave forma di dipendenza dai videogames. Il suo motto è: “Se credi anche lontanamente che ne valga la pena… allora GIOCALO!”
Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.
Stefano Pardea
Milanese, cresciuto a pizza e videogames. Fiero di essere un nerd, gioca da quando aveva 8 anni e da allora la sua passione per questo mondo parallelo non è mai diminuita. Oltre a videogiocare per divertisi lo fa anche per sfida, gli piace mettersi alla prova ed affrontare l'impossibile. Il suo motto? "Sono un videogiocatore non perchè non ho una vita, ma perchè ho scelto di averne tante!"