Il “PlayStation Game Pass” è una possibilità concreta?

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PlayStation Game Pass – news di Valentina “AkemiMas” Malara

L’imposizione dell’Xbox Game Pass come servizio chiave in questa generazione ci ha ricordato di quando il PlayStation Plus di Sony si rivolse agli utenti con aggressività, aiutando PlayStation 3 a sconfiggere sul fronte dei servizi Xbox 360.

 

L’effetto “a catena” di Sony è evidente e l’azienda ha semplicemente riproposto quanto già verificato nella precedente generazione, restando un passetto indietro rispetto ad una Microsoft senz’altro più “corposa e allettante”: l’Xbox Game Pass è infatti un pacchetto completo, un insieme di offerte vantaggiose e agevolazioni notevoli agli utenti, come la presenza di giochi praticamente gratuiti fin dal day-one, sia in materia di esclusive che di multipiattaforma. Quello che Microsoft tenta di fare è un vero e proprio assalto al mercato dei servizi, che al momento sta fruttando molto bene all’azienda e che si ispira al “modello Netlix” in quanto a diffusione.

La domanda, dopo quanto detto, sorge abbastanza spontanea: può PlayStation davvero competere in tal senso?

Le basi ci sarebbero tutte e lo schema proposto dall’Xbox Game Pass non è poi tanto difficile da replicare, considerando l’offerta del PlayStation Store e la presenza già verificata, in positivo ed in negativo, del PlayStation Now come servizio di streaming. C’è solo una piccola differenza: se Gears 5 è disponibile addirittura in pre-lancio per gli utenti Xbox Game Pass, Sony non ha alcuna intenzione di dare la possibilità ai subscribers di Plus e Now di giocare Death Stranding ad un “prezzo comodo” o in anticipo. 

Probabilmente, la disponibilità di Microsoft in tal senso deriva anche dall’impatto minore che le sue esclusive hanno avuto sul mercato durante il corso di questa generazione, problema che Sony non ha minimamente accusato.

La presenza di servizi in abbonamento di questo tipo ha senz’altro pregi e difetti e lo si nota dal feedback che alcuni titoli ottengono dall’inclusione/esclusione negli abbonamenti; prendiamo per esempio Rocket League… Avrebbe avuto tutto il successo riscontrato se non fosse stato incluso nel PlayStation Plus? O viceversa, un’esclusiva potente come Marvel’s Spider-Man che giovamento avrebbe potuto trarre da un pacchetto “plus?” Non ne sarebbe forse stato svilito?

La paura che ci assale riguardo un ipotetico PlayStation Game Pass è sicuramente quella di perdere, in un certo qual modo, la qualità che le esclusive PlayStation presentano ad oggi: i servizi in abbonamento tendono a favorire titoli episodici o multiplayer, quindi non esattamente lo stile produttivo di Sony, ormai madre di numerose produzioni basate su storyline solide e regia cinematografica; sareste disposti a vedere PlayStation ricevere titoli più “easy” in favore della nascita di un servizio in abbonamento di questo tipo?

O forse la verità è che Microsoft sta conducendo un mercato personale ben diverso da quello di Sony e che le due non devono per forza rivaleggiarsi con le stesse armi, ma possono prevalere grazie a punti di forza ben diversi?

PlayStation 5 potrebbe sicuramente spronare l’azienda a testare qualcosa di diverso, ma ci auguriamo sinceramente di poter continuare a pronunciare il nome della nostra piattaforma con la stessa gioia con cui abbiamo tessuto le sue lodi durante l’era PlayStation 4.

Fonte: pushsquare.com

 

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Valentina Malara

Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!