Assassin’s Creed Valhalla: L’Alba del Ragnarok – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S

Recensione – Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarok

Assassin’s Creed Valhalla ha riscosso un successo non indifferente e i piani di Ubisoft riguardo al titolo a tema norreno sono stati sempre piuttosto chiari: al di là del supporto fornito tramite un Season Pass inclusivo di due DLC ed eventi sporadici atti a non far accomodare sugli allori i giocatori, il colosso franco-canadese non aveva annunciato alcun tipo di contenuto extra. Ebbene, l’Alba del Ragnarok è un inatteso, ma gradito, contenuto bonus piuttosto corposo e giocabile indipendentemente dal gioco principale, un’espansione che può essere goduta, non senza limiti, anche da chi non ha vissuto la storia “main” di Eivor. Uscito il 10 marzo 2022 e disponibile per tutte le principali piattaforme da gioco, il nuovo cammino del nostro protagonista ci porterà a vestire i panni di Odino: curiosi? Immergetevi nella nostra recensione!

Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarok – Recensione – Nei panni di Odino.

Piccola premessa: sebbene L’Alba del Ragnarok sia fruibile indipendentemente dalla precedente partita sul gioco base, l’espansione risulta essere in toto un contenuto endgame che richiede requisiti di alto livello e che porta avanti una narrativa incomprensibile senza le basi ottenute tramite il gioco principale. Il nostro consiglio è dunque quello di approcciarvi all’espansione solo dopo aver portato ampiamente avanti l’avventura primaria.

La Saga di Eivor ci condurrà nelle terre naniche di Svartalfheim, uno dei Nove Regni enunciati nelle leggende vichinghe. Le prime battute di gioco avranno però luogo a Ravensthorpe, dove il nostro protagonista cadrà in un sonno onirico indotto dalla strega Valka che lo porterà a conoscenza di una terribile realtà: calatosi nei panni di Odino, Eivor assisterà alla morte del figlio del dio per mano di Surtr, il leader della fazione nemica che affronteremo in-game.

Una volta risvegliatosi, Eivor giurerà vendetta per quanto accaduto al padre di tutti gli dei e vestirà nuovamente i suoi panni per ribaltare le sorti della situazione e sconfiggere l’esercito del Muspelheim.

L’interpretazione della mitologia norrena ad opera di Ubisoft ci aveva già convinti nel gioco principale e continua a farlo anche all’interno di questa espansione, sebbene il pretesto narrativo per giocare nei panni di Odino potesse, a mio dire, essere gestito diversamente. Avrei preferito probabilmente una sorta di spin-off piuttosto che un vero e proprio “gioco delle marionette”, ma questa è un’osservazione puramente personale. In linea generale, la narrazione di L’Alba del Ragnarok funziona, pur senza stupire.

L’Alba del Ragnarok – Recensione – Una torta senza ciliegina.

La maggiore novità introdotta dalla nuova espansione è quella relativa ai Poteri Divini: come da nome, questi sono abilità collegate alla natura divina di Odino ed equipaggiabili in qualsiasi momento una volta che le avremo assorbite dai nemici uccisi.

Potremo utilizzarle grazie al Predatore di Hugr, un bracciale forgiato dai nani per il dio norreno al fine di avere la meglio sui nemici, e ne avremo 5 a disposizione con utilizzi e finalità diverse. Ad esempio, potremo assumere le fattezze di un Corvo e sorvolare la mappa per un breve tratto prima di piombare sui nemici ignari, oppure congelare gli avversari o rianimarli affinché combattano al nostro fianco. Ovviamente, il potere del bracciale non è infinito e va ricaricato tramite l’assorbimento di una linfa magica ottenibile da fiori particolarissimi e tramite l’uccisione di montagne di nemici. Il bracciale è anche passibile di ricarica tramite l’interazione con le radici di Yggdrasil, ma in cambio di un malus alla salute generale.

È possibile equipaggiare due poteri alla volta e potenziare il bracciale presso un fabbro, espandendo i tempi di utilizzo delle rispettive abilità.

Al di là di questa introduzione, il resto del gioco resta pressoché identico a quanto visto nell’avventura principale, anche per ciò che concerne la difficoltà e la gestione dei nuovi nemici.

L’introduzione dei Muspel e degli Jotun mi è piaciuta, poiché ha aggiunto danni elementali da tenere sotto controllo, ma una volta imparati i moveset degli avversari e prestando sempre particolare attenzione al terreno che avrete sotto i piedi (capace anch’esso di infliggervi dei malus all’occorrenza), sarà molto semplice avere la meglio. I poteri di Odino vanno, a mio avviso, a sbilanciare fin troppo l’esperienza a favore del giocatore, riducendo la difficoltà del gameplay soprattutto per chi provenisse da Valhalla con già un buon livello.

Il resto del pacchetto ruota attorno ad elementi già visti all’interno della Saga, con le Arene delle Valchirie utili per ottenere set rari e nulla più e dei puzzle ambientali che ormai conosciamo come le nostre tasche.

Insomma, dopo poco meno di 15 ore di campagna il contenuto de L’Alba del Ragnarok si esaurisce e la sensazione che Ubisoft abbia” aggiunto senza aggiungere” è abbastanza marcata.

L’Alba del Ragnarok – Recensione – Immersi nella Saga.

Un plauso va senza dubbio fatto all’ideazione dello scenario di gioco, davvero lodevole in più aspetti. La terra che ospita il popolo nanico è stata strutturata verticalmente piuttosto che in orizzontalmente, restituendo una certa profondità all’esplorazione. Gli scenari di gioco sono variegati, con enormi distese di lava che si alternano a rigogliose pianure circondate da enormi montagne. Va da sé che graficamente L’Alba del Ragnarok sia molto gradevole da osservare e che l’esplorazione benefici anche di questo aspetto ideativo, sebbene i numerosi bug e glitch vadano a minare l’esperienza complessiva in più frangenti.

La nostra partita si è svolta su PlayStation 4 base e ovviamente il gioco risente di caricamenti piuttosto lunghi e di una pesantezza generale che avevamo già percepito nell’opera principale Inutile dire che, ad oggi, le piattaforme consigliate per avere un’esperienza più fluida restino quelle next-gen, sebbene visivamente il prodotto si sappia difendere anche sulle vecchie console.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!