Speciale Silent Hill 4 – Il mistero dell’appartamento

Speciale Silent Hill 4 – L’appartamento

Portare avanti il nome di un brand storico non è cosa semplice, soprattutto se questo brand si presenta come uno dei più apprezzati nel suo panorama di genere: è questo il caso di Silent Hill, serie di horror dal forte stampo psicologico, prodotta e sviluppata da Konami, che ancora oggi viene vista come un pilastro del settore… al netto di alcuni grossi scivoloni, come, ad esempio, quello rappresentato da Silent Hill 4: The Room.

Se 3 è il numero perfetto… perché andare oltre?

Non sapersi fermare comporta, spesso, delle terribili conseguenze: dal 1999 al 2012, data in cui è stato rilasciato l’ultimo capitolo ufficiale, Konami ha sfornato ben 9 titoli dedicata alla “collina silenziosa” più desiderata dal mondo intero, non tutti felicemente riusciti.

Dopo i primi 3 giochi, ovvero Silent Hill, Silent Hill 2 e Silent Hill 3, il brand ha subito un tracollo decisamente pesante, iniziato proprio con il protagonista del nostro speciale di oggi.

Il problema di Silent Hill 4: The Room è, in prima battuta, quello che probabilmente non doveva neanche essere un Silent Hill! La storia appare completamente slegata dal filone narrativo presentato fino a quel momento, i personaggi compaiono dal nulla e persino l’ambientazione cambia radicalmente… vi basti pensare che la cittadina di Silent Hill non c’è. Un Silent Hill senza Silent Hill. Partiamo già malissimo, non credete?

Ma andiamo con ordine.

La camera 302, croce e delizia della produzione.

Henry Townshend vive da ormai due anni nell’appartamento 302, situato presso il complesso edilizio “South Ashfield Heights”, nella città di Ashfields, dove ha ormai fatto conoscenza con i condomini e ha preso familiarità con le sue due camere più cucina. L’obiettivo del protagonista era abbastanza semplice: ricominciare da zero, dormire sonni tranquilli e prendere in mano la sua vita. Peccato che la sua mente gli giochi brutti scherzi.

Notte dopo notte, Henry fa degli incubi tremendi in cui delle creature spettrali escono dalle pareti del suo appartamento, pronte a dargli la caccia in qualsiasi angolo egli cerchi rifugio e facendolo svegliare sempre in preda al panico e al terrore. A peggiorare le cose, ci si mette poi un’improvvisa prigionia forzata: la camera 302 viene sbarrata con pesanti catene interne, le finestre bloccate, il telefono staccata e la TV e la radio disabilitate. Henry è solo, nessuno pare sentirlo, non importa quanto possa urlare. E l’incubo di Silent Hill 4: The Room inizia così.

La stanza è, ovviamente, la protagonista indiscussa della produzione e non pensiate di avere di fronte un “escape room” a schermo, perché la 302 saprà sorprendervi! Il gameplay prevede infatti che dall’interno della stanza Henry possa accedere ad altri luoghi, disseminati nel mondo di gioco ideato da Konami, tramite dei portali. Il viaggio permetterà al protagonista non solo di esplorare le mete delle sue “mini-gite” temporali e spaziali, ma anche di scoprire numerosi segreti sulla già citata stanza 302 e su coloro che hanno abitato prima di lui in questo luogo così sinistro.

Inizia dunque un viaggio, per noi videogiocatori, avanti e indietro tra le dimensioni, a cavallo tra passato e presente, rapido e dinamico, come saltando da un sito e un luogo all’altro grazie ad una VPN… nemmeno avesse imparato a memoria la lista delle top VPN gratuite d’Italia, per dire!

Il girovagare del nostro “malcapitato eroe” ci porterà ad incontrare diversi personaggi, come la vicina di casa Eileen, il piccolo Walter, Richard il poliziotto e numerosi altri, e, ovviamente, a cercare una soluzione per uscire da quella maledetta stanza.

La storia di The Room getta queste basi e, su carta, parrebbe anche divertire e spaventare al punto giusto… ma non è proprio così.

La realtà alternativa proposta dal brand è stata decisamente cambiata a livello interpretativo, soprattutto perché Silent Hill 4 non doveva essere il quarto capitolo del brand, ma un gioco a sé stante chiamato Room 302. Si sa, le stanze maledette affascinano i cultori del mondo horror da anni, ma abusarne non porta certo giovamento alle diverse produzioni, ed è questo il caso di The Room. Se aggiungiamo poi al concetto di “stanza chiusa” la totale assenza di carisma nei personaggi e la tendenza a diluire la storia del progetto, che palesemente grida in faccia al giocatore di essere un “di più” nell’universo di Silent Hill… beh, le conclusioni potete trarle da soli.

Neanche il gameplay riesce a recuperare la situazione, con qualche novità carina rappresentata dai fantasmi come nuovi nemici e dalla necessità di tenerli lontani dalla stanza di Henry tramite l’utilizzo delle candele benedette, ma che al tempo stesso subisce il contraccolpo dell’invadenza delle creature, più frustranti che minacciose, e un backtracking a tratti decisamente troppo forzato e colpevole di rallentare l’azione.

Insomma, un prodotto a sé stante avrebbe sicuramente funzionato meglio… forse, credere in Room 302 era l’idea migliore fin dal principio. Ma Silent Hill 4: The Room non è ciò che i fan della serie volevano e Konami ne ha pagato il prezzo.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!