Basta mentire, Google Stadia non è morta

Le uniche persone alle quali interessa davvero parlare di Google Stadia si possono dividere in 2 categorie: gli haters e gli apparenti sostenitori del servizio di gioco basato sul cloud di Google. Ma che succede quando, nel discorso, si intromette una terza categoria?

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Il 1° febbraio 2021, Phil Harrison ha annunciato la chiusura di Stadia Games and Entertainment, lo studio di sviluppo interno per i giochi first-party. Dopo mesi di buone notizie, questo ha portato l’amaro in bocca alla maggior parte delle persone, che tuttavia leggono solo i titoli dei giornali e scrivono un’ondata di commenti che tuonano: “Stadia è morta!”.

Beh… si sbagliano.

Dopo un primo anno incostante, Stadia si è piazzata piuttosto in alto nel 2020, essendo una delle poche piattaforme a far girare correttamente Cyberpunk 2077. Questo è stato sorprendente per molti che non avevano seguito l’iter o si erano preoccupati minimamente di Stadia fino a quel momento , ma gli appartenenti alla comunità hanno invece esclamato “Ve lo avevamo detto!”.

Da quel momento erano nate grandi speranze per il futuro di Stadia che, sfortunatamente, sono crollate con l’annuncio della chiusura della divisione.

Anche se è un peccato che SG&E non abbia avuto la possibilità di produrre un gioco esclusivo con le funzionalità cloud promesse, non è di certo la fine di Stadia. Certo, può sembrare un po’ infausto come presagio, e il futuro è sfocato, ma ciò è dovuto principalmente alla bipolarità degli “stadiani”.

Far parte di StadiaSource e interagire con molti sostenitori della community è stata sia una benedizione che una maledizione: “Ho cancellato il mio abbonamento a Stadia Pro“, hanno gridato poco dopo l’annuncio della chiusura; “Ho sprecato i miei soldi” hanno scritto pochi istanti dopo aver commentato un post che sosteneva Stadia dicendo che rappresentava “il futuro dei videogiochi”.

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Un palese pasticcio di persone che gridano a gran voce su come amano Stadia, mentre passano più tempo a twittare che a giocarci. E questo solleva una domanda: perché diavolo dovresti annullare un abbonamento, quando vuoi che il servizio adempia alle sue promesse?

Forse sono stupido o incolto, ma non riesco a pensare a una singola situazione in cui annullare i tuoi vantaggi e non supportare una piattaforma si concluda positivamente. Certo, le critiche DEVONO essere rivolte a Google per la loro decisione, ma perché vorresti che pensassero che non fai più parte della loro comunità?

Google Stadia si basa su un sistema di comunicazione molto semplice, ma ha ampi canali dove esprimere il proprio feedback: usa quei canali, non rimuoverti dalla piattaforma, dando loro un motivo per ucciderla.

Non sono un ricercatore del settore, un leader o un analista; forse la mia opinione non importa alle masse, ma ho pensato di soppesare, dopo alcuni giorni di schiarimento dei pensieri, e di produrre un piano in qualche modo “sofisticato” come possibile soluzione al problema.

In primo luogo, Google deve essere maggiormente comunicativo: questa notizia è arrivata e se n’è andata più velocemente di quanto avrebbe mai dovuto fare, e ancora una volta ci rimangono più domande che risposte, senza che venga detto nulla. Google ha bisogno di farci sapere cos’ha in mente di fare!

Sono in produzione esclusive di terze parti, anche a tempo? Si parla di funzionalità di Stadia introdotte nei giochi multipiattaforma? Non abbiamo bisogno di titoli, date o persino sviluppatori, solo un’idea di cosa succederà e cosa aspettarci entro il prossimo anno, o anche solo nel prossimo trimestre.

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In secondo luogo, abbiamo bisogno di una sorta di roadmap: un obiettivo chiaro per il futuro è essenziale, tenere i giocatori al corrente, anche per piccoli aspetti, è sufficiente per mantenerli soddisfatti. Un’idea di cosa accadrà prossimamente potrebbe fare la differenza tra i giocatori persi o potrebbe porre le basi per un buon futuro.

Infine, ciò di cui abbiamo veramente bisogno è la data di lancio di più giochi di terze parti.

FIFA 21 uscirà finalmente su Stadia, a Marzo 2021. Sono circa 6 mesi dopo il resto del mondo, il che è un peccato. Avere più giochi di terze parti quando vengono rilasciati, possibilmente quelli disponibili solo sulle console di nuova generazione, sarebbe un’offerta incredibile per le persone che non possono permettersi hardware da 500 euro.

Stadia è probabilmente una delle piattaforme di gioco più controverse nella storia recente, ma se puoi rendere il cloud gaming un vero e proprio competitor per le enormi potenze di nuova generazione di PlayStation e Xbox, non avrai bisogno di rispondere troppo agli haters casuali. E, dato che Google desidera ridurre i requisiti di connessione per il cloud gaming in futuro, questa potrebbe essere assolutamente la chiave del loro successo.

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Conclusione?

Stadia è tutt’altro che morta e ha molto potenziale: detto questo, ci sono cose che Google deve fare per ripristinare la fiducia sulla piattaforma, dando un motivo ai nuovi arrivati ​​per scegliere Stadia, anche solo come elemento laterale della loro configurazione di gioco principale.

Inoltre, anche la comunità deve metterci del suo!

Smetti di aspettarti che Google ruoti intorno a te, smetti di trattarlo come se fosse un concorrente già sconfitto delle compagnie di lunga data.

Stadia è nuova, fresca e audace. Devi dargli la possibilità di trovare il suo appoggio, e lamentarsi di ogni singola cosa che accade non porterà nessuno da nessuna parte, semmai confonderà di più le persone. Dai voce alle tue critiche, ma non rivolgere il tuo interesse altrove in un attimo: Google sta ascoltando, anche se sembra che non lo faccia.

Stadia non è morta, smettila di mentire.

Francesco Alberio
Milanese, nato nel’anno del primo Final Fantasy e di Metal Gear, non c’era da stupirsi che i videogiochi gli sarebbero entrati nel DNA a tal punto da aprire un canale YouTube ed una pagina Instagram dedicati alla sua passione. Innamorato degli U.S.A, del mondo nerd e delle colline di Toussaint al tramonto.