Captain Sabertooth and the Magic Diamond – Recensione – Nintendo Switch, PC

Captain Sabertooth è una serie cinematografica di stampo norvegese che ha riscosso parecchio successo in patria, facendosi amare e apprezzare dalla fanbase di ragazzi e bambini appassionati di storie a stampo piratesco; con Captain Sabertooth and the Magic Diamond, sviluppato da Ravn Studio, il franchise punta ad arricchire la sua offerta sfondando nel mondo videoludico, con un platform molto classico disponibile dal 20 Novembre 2020 per Nintendo Switch e PC.

Abbiamo provato la versione per la portatile di casa Nintendo e siamo pronti a darvi le nostre considerazioni: all’arrembaggio!

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Captain Sabertooth and the Magic Diamond – Recensione – Alla ricerca del diamante!

La nostra avventura ci calerà nei panni di un piccolo protagonista o della sua controparte femminile, a seconda della nostra scelta iniziale, con l’obiettivo di recuperare un prezioso tesoro: il Diamante Magico, di colore verde e dai poteri indescrivibili, è nascosto da qualche parte tra le isole di un suggestivo mondo caraibico, di quelli classici ma sempre capaci di farci sentire il calore dell’estate e l’odore del mare.

Captain Sabertooth, il nostro personale pirata-aguzzino, è intenzionato a servirsi delle nostre conoscenze e abilità per impossessarsene… e volenti o nolenti dovremo aiutarlo, se non vogliamo finire mangiati dagli squali! Ecco quindi che inizia l’avventura proposto dal titolo, ambientata in un piccolo arcipelago composto da isole piene di segreti e prove da affrontare.

Una storia semplice, dalle note fiabesche e infantili, adatta ad un franchise dedicato ai più piccoli e votato alla fruibilità immediata e all’intrattenimento puro… senza infamia e senza lode.

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Captain Sabertooth and the Magic Diamond – Recensione – Semplice… forse troppo.

Il gioco si propone al pubblico come un classico platform 2D, dai comandi semplici e dalle interazioni immediate: ci si muove a destra e a sinistra sulla mappa, concepita a scorrimento orizzontale, si distruggono ostacoli e nemici con spada e fionda e si salta… si salta tantissimo.

Apprezzabile è la struttura degli stage, interconnessi e costruiti in altezza, capaci di offrirci sempre nuove segmenti da sbloccare e shortcut per tornare nei punti tralasciati in precedenza, magari per la mancanza di uno specifico potenziamento. Il titolo è infatti ricco di upgrade da ottenere per affrontate i percorsi, disseminati di mari in cui immergersi, oggetti rialzati da colpire o corde sulle quali arrampicarsi. Inoltre, i nemici saranno parecchi, anche se molto semplici da sconfiggere: evitando i loro attacchi, sarà poi possibile colpirli con spada e fionda per atterrarli e impossessarsi delle monetine e dei cuoricini che rilasceranno. Le prime sono ambitissime da Captain Sabertooth, avido come pochi, mentre i secondi ci serviranno per ripristinare eventuali danni alla salute, indicata da tre cuori in alto a destra sullo schermo.

Il gioco propone, infine, una serie di minigiochi molto simpatici, tra i quali citiamo l’arte di sparare palle di cannone a dei bersagli mobili.

Sebbene alcuni spunti siano davvero apprezzabili, il feeling generale è che il gioco sia molto semplice… forse troppo. Proseguire nell’avventura è immediato, senza intoppi o rallentamenti dovuti a chissà quale nemico o stage ostico; il backtracking, inoltre, sebbene ben strutturato, risulta alle volte un po’ noiosetto da affrontare: forse aggiungere qualche zona in più sarebbe stato vantaggioso per la varietà dell’opera.

Avviando la produzione si respira un po’ l’aria di quei platform indimenticabili, come Donkey Kong Country o qualche titolo dedicato ai classici Disney all’epoca di PS1 (vedi Hercules), ma siamo ben lontani da quei picchi qualitativi.

Come detto per la trama, quindi, il prodotto risulta una via di mezzo tra piacevolezza ed eccessiva semplicità anche in termini di gameplay.

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Captain Sabertooth and the Magic Diamond – Recensione – Sentirsi piccoli pirati!

Il comparto tecnico non ha presentato alcun tipo di problema: la cura per la fluidità e la fruibilità si vede e il gioco è a prova di ragazzino, privo di bug, glitch o rallentamenti. Il lato artistico è basico ma bello da vedere, con scorci caratteristici e quella sensazione di trovarsi in un vecchio racconto piratesco che sa rievocare i ricordi d’infanzia per noi “anzianotti” e che saprà affascinare gli occhi dei più piccoli.

La colonna sonora si adatta all’avventura e i temi dei livelli sono simpatici da ascoltare; peccato solo per la mancata localizzazione in italiano, sia scritta che audio!

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Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!