For Honor – Closed/Open Beta – Recensione

For Honor – Closed/Open Beta – Recensione

LA MAGIA DEI SOULS

La serie dei souls, partendo da Demon, ha dato inizio ad una nuova categoria di videogiochi che vede il combattimento all’arma bianca come suo punto saldo.

Ogni combattimento presente in questa serie sarà capace di emozionarvi mettendovi ogni volta davanti a nuove difficoltà, che dovranno essere affrontate e superate proprio grazie alla vostra capacità di dominare e controllare questo nuovo sistema di combattimento.

Dopo l’uscita ed il successo del primo capitolo della trilogia Dark Souls, ogni gioco che presentava il combattimento all’arma bianca si ispirava chiaramente ai souls, senza mai, però, riuscire a migliorarli.

Oggi siamo qui per presentarvi il gioco che a nostro parere è riuscito in questa ardua impresa e per spiegarvi il motivo per il quale nessuno lo giocherà.

Noi siamo FrizzZ e Tommyber di Just For Game e per il portale Nerdream.it oggi cercheremo di recensire quel che abbiamo provato durante il corso della closed beta di For Honor.

SECOND CHANCE

È già la seconda beta provata nel corso di questo mese, e siamo sempre più perplessi sulle opinioni che il mondo dei videogiocatori si sta facendo riguardo a questi due giochi, ovvero Ghost Recon Wildlands e For Honor.

Infatti, da quel che abbiamo capito, la nostra opinione è del tutto contrastante con quella del mondo, che vede For Honor come una merda da dimenticare e Wildlands come lo stealth cooperativo migliore sul mercato.

Prima di parlare però dell’opinione collettiva e del confronto con la nostra, cercheremo di recensire con obiettività ciò che abbiamo provato.

For Honor è un gioco di combattimento all’arma bianca che sviluppa la sua sezione multiplayer, ovvero quella che si poteva provare, su tre modalità di gioco: duello (1 contro 1), rissa (2 contro 2) ed infine dominio, che vede 4 eroi per squadra supportati da dei “minions” che avranno il compito di conquistare le zone.

Partiamo dalle basi del gioco: ad affrontarsi saranno tre fazioni, ovvero i cavalieri, i vichinghi e i samurai.

Ognuna di queste schiere, però, presenta tre sottoclassi, ognuna con abilità, armi e movesets diversi.

Parlando proprio di questi nove eroi, ci teniamo sin da subito a dirvi che li abbiamo trovati veramente equilibrati e caratterizzati, in modo da garantire una più che sufficiente varietà al gameplay.

Ad esempio, abbiamo alcuni personaggi che basano il loro stile di gioco sul sanguinamento, altri sull’avvelenamento, altri ancora sulle schivate, per poi passare a chi, invece, si basa semplicemente sul tirare mazzate a non finire al proprio avversario.

Questo per dirvi che non vi ritroverete mai a giocare sempre contro lo stesso personaggio, proprio perché già da ora nessuno risulta essere più efficace di altri.

I MOTIVI DI UN ANNUNCIO

Perché abbiamo osannato il gameplay di questo titolo definendolo rivoluzionario rispetto al passato? Semplice. Perché, finalmente, non abbiamo più un gioco che basa la tua efficienza in battaglia sul numero di ore che ci hai passato su, ma sul vero e proprio livello di skill che ogni giocatore raggiungerà nello specializzarsi con il proprio personaggio preferito, quasi andando a creare un feeling tra giocatore ed eroe.

Feeling che si viene a creare grazie esclusivamente ad un gameplay quasi impeccabile, che stiamo andando ad approfondire.

Il tutto è basato su un sistema a tre direzioni, sia di parata, che di attacco.

Per combattere efficacemente un avversario, sarà necessario alternare la direzione degli attacchi, che potranno essere sia leggeri, che pesanti. Inoltre questi, se eseguiti in successione in un ordine prestabilito, a seconda delle abilità del personaggio, daranno vita a vere e proprie combo concatenabili a loro volta tra di loro.

Oh finalmente qualcuno che ha pensato a mischiare la caratteristica delle combo tipica dei picchiaduro con il già consolidato sistema di attacchi pesanti e leggeri dei Souls!

[AdSense-B]

E’ SOLO L’INIZIO

Comunque ragazzi, vi abbiamo raccontato solo la punta dell’iceberg del complicatissimo metodo di gioco di For Honor, che può essere apprezzato fino in fondo solo giocandolo con le proprie mani.

In ogni caso, se non avete avuto ancora la possibilità di giocarlo, date un’occhiata ai nostri gameplay, che potranno di certo essere un elemento in più per decidere circa l’acquisto di questo gioco.

Due cose che ci ha fatto veramente piacere vedere e che non ci aspettavamo da un gioco come questo, soprattutto perché, lo ricordiamo, porta il marchio di casa Ubisoft, sono i caricamenti e il netcode.

Per due orfani di quel “caricamento simulator” che è Dead by Daylight, riuscire finalmente ad aprire il gioco e riuscire … MERAVIGLIA … a GIOCARE è un qualcosa che ci ha fatto piangere dalla contentezza.

E vogliamo parlare invece del netcode dei Souls? No, non ne vogliamo parlare, perché finalmente in For Honor possiamo dire di aver trovato un Netcode che FUNZIONA, e che finalmente NON causa morti inspiegabili in pvp dovute a colpi vibrati a distanza di chilometri.

Ciò è di fondamentale importanza, nonostante alcuni potrebbero considerarla una caratteristica da poco, poiché contribuisce enormemente all’immedesimazione e alla resa realistica di ciò che vediamo sullo schermo. Queste due caratteristiche, per quanto questo possa non sembrare importante a prima vista, innalzano la giocabilità di questo titolo a livelli mai visti.

IL COMPARTO GRAFICO

Prima di passare alle conclusioni, ci teniamo ad aprire una piccola parentesi sul comparto grafico e artistico del gioco. Il titolo gira su Anvil Next, il motore grafico che Ubisoft ha impiegato nella programmazione di tutta la saga Assassin’s Creed, dal primo all’ultimo.

Questa scelta non riesce ad innalzare il titolo ai picchi massimi del mondo videoludico contemporaneo, ma viene sapientemente bilanciata da una incredibile minuziosità degli sviluppatori nella cura dei particolari, come effetti di luce molto gradevoli e vegetazione più che apprezzabile.

In particolare le mappe di gioco sono state strutturate con incredibile attenzione per il level design, fattore che permette al giocatore di sfruttarle a proprio vantaggio per vincere gli scontri.

Non ci è capitato poche volte, infatti, di essere buttati in un geyser o direttamente giù da un precipizio, il che va a costituire un’altra meccanica di gameplay non indifferente.

[AdSense-B]

TWO IS MEGLIO CHE ONE!

Passiamo ora alla critica più frequente mossa dal pubblico verso questo For Honor, ovvero la presunta impossibilità nell’uscire vittoriosi da uno scontro che ti vede da solo contro due o più avversari.

Partendo dal presupposto che si tratta di una meccanica che sarebbe obbiettivamente potuta essere sviluppata in modo migliore, tramite magari una gestione semplificata del lock-on di più nemici contemporaneamente, la situazione non è così tragica come viene dipinta.

Per comprendere al meglio il nostro pensiero, bisogna sempre tenere a mente che abbiamo a che fare con un gioco MOLTO più improntato al realismo dei combattimenti rispetto a quanto poteva esserlo per esempio un Souls.

Potete immaginare facilmente, quindi, che un guerriero, messo di fronte ad altri due, ha sicuramente pochissime chance di uscirne vivo.

Nonostante ciò, non è assolutamente vero che è impossibile uscirne vittoriosi, proprio perché, come abbiamo già detto e ridetto per tutto il corso di questa recensione, For Honor basa TUTTO il suo gameplay sull’abilità del giocatore. Quindi, con il giusto livello di Skill, si può benissimo imparare a fronteggiare più giocatori, cosa che, con tutta la modestia possibile, abbiamo testato noi stessi, riuscendo a recuperare partite in un 1 contro 2 che sembravano veramente spacciate.

LE CONCLUSIONI

Ricolleghiamoci, finalmente, al discorso che abbiamo fatto all’inizio e che è presente addirittura nel titolo di questo video, ovvero il motivo per cui, nonostante da quello che vi abbiamo detto finora For Honor possa sembrare un vero e proprio capolavoro, esso non venderà quanto merita effettivamente, destinato, molto probabilmente, a divenire un titolo di nicchia amato da pochi appassionati.

Il punto ragazzi è che la critica mondiale ha bocciato questo gioco proprio a causa del problema degli scontri tra più eroi, dicendo che sono gestiti in modo pessimo e che il gioco è fruibile solo negli scontri uno contro uno. Questa a nostro parere è una critica insensata e troppo superficiale, in quanto nasconde dietro di sé un altro problema alla base, ovvero che For Honor è un gioco DIFFICILE che può essere apprezzato e padroneggiato solo dopo numerose ore di allenamento.

Ore di allenamento che permetteranno al giocatore di vincere scontri anche contro più persone contemporaneamente.

Il messaggio che recita “For honor è bello solo nei duelli” è purtroppo ormai già troppo diffuso nella community di videogiocatori ed è proprio questo il motivo per cui For Honor molto probabilmente venderà davvero poche copie rispetto a quante in realtà dovrebbe venderne, poiché ormai la massa di videogiocatori ama il pay to win, i giochi con le build sbilanciate e quelli dove basta spammare un tasto per far fuori intere schiere nemiche.

Questo ad ogni modo è solo il nostro pensiero, fateci sapere cosa ne pensate qui sotto nei commenti o sotto ai nostri video dedicati al gioco sul nostro canale Youtube.

JUST FOR GAME - Due studenti liceali, nonché youtuber emergenti, con una grande passione per l'informatica e soprattutto per i videogiochi. CANALE YOUTUBE - PAGINA FACEBOOK