Dov’è Mario? – Finale di stagione

Dov’è Mario? – Finale di stagione

ATTENZIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER

Recensione globale sulla serie “Dov’è Mario?” andata in onda su Sky Atlantic, dopo l’ultimo episodio del 15/06/2016

DOV’è DRAGOMIRA?

Se la miniserie da 4 episodi che ha riportato Corrado Guzzanti in TV, dal titolo Dov’è Mario era partita con il botto (leggi qui), non possiamo altrettanto dire per il finale.

Sebbene tutte e quattro le puntate siano state godibili, il numero delle risate a crepapelle è diminuito episodio dopo episodio con il punto più basso toccato forse proprio nell’ultimo episodio su cui riponevamo molte aspettative.

La crisi esistenziale di Bizio Capoccetti ha fatto perdere al personaggio quella contagiosa verve comica sboccata e irriverente che aveva regalato momenti di ilarità compulsiva nei primi due episodi.

Il progressivo allontanamento dalla scena principale di Dragomira poi ha fatto il resto, visto che le sue poesie potevano e dovevano essere portate avanti come un tormentone fino alla fine. Era stata la vera rivelazione della prima puntata, ma l’allontanamento da Bambea ha penalizzato il suo personaggio fin troppo. Non crediamo basti il dialogo con Cristo finale per rendere giustizia a quanto di buono aveva tirato fuori dal cilindro nel primo episodio, riuscendo a pareggiare i conti (in quanto a comicità) con il celebre personaggio del poeta Robertetti dello stesso Guzzanti.

CINZIA FOR PRESIDENT

L’unica figura che è uscita fuori in crescendo è stata quella di Cinzia, l’assistente del teatro Odeon, che è andata controcorrente rispetto a tutto il resto del cast ed è salita in cattedra sul finale aiutando le puntate ad essere più dinamiche anche grazie alle sue scene di gelosia e al suo BROBRIO.

IL DUALISMO CONTINUA

Il finale aperto, in Nepal, con Mario e Bizio che vivono ora in simbiosi nello stesso corpo, con Emaciata, Cinzia e Dragomira al seguito lascia sperare in un seguito che speriamo possa imparare dai suoi piccoli errori che hanno trasformato una miniserie stratosferica e cult, in una buona ma non del tutto indimenticabile.

Insomma il nostro giudizio rimane assolutamente positivo, perchè la “piega” presa dal racconto riesce a soffermarsi tantissimo su quello che era il messaggio da dare al pubblico, ovvero quello dell’assurdo legame creato dall’involontaria trasformazione di Guzzanti, punto d’unione tra la politica sempre più lontana dal popolino e il popolino stesso che riesce a mettere tutti d’accordo, ma allo stesso tempo non entusiasta, in quanto per chiudere il cerchio del discorso si è messa da parte la comicità dirompente della prima parte di racconto.

MYNERDOMETRO 7/10 nerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometronerdometro nerdometro2nerdometro2nerdometro2

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Autore dell'articolo: Valerio Vega

Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo commodore64”

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