A Sign of Affection – Recensione Manga Shoujo – Edizioni StarComics

A Sign of Affection – Recensione

Se siete appassionati di shoujo romantici probabilmente conoscete già il duo di mangaka che scrive sotto il nome d’arte Suu Morishita, soprattutto grazie alla loro opera precedente, Ali di farfalla. Per Edizioni StarComics, è uscito ormai da qualche mese A Sign of Affection, nuovo titolo shoujo ad opera delle autrici, che con il precedente non ha niente in comune, se non il fatto che è “leggero… come la neve”!

a sign of affection recensione

La protagonista è Yuki (letteralmente: neve), una ragazza sorda che frequenta l’università. Un giorno, mentre è in treno, si trova in difficoltà perché un turista straniero le rivolge la parola in cerca di indicazioni.

A questo punto interviene Itsuomi, ragazzo poco più grande di lei che frequenta la sua stessa università, ma che la nostra protagonista non conosceva ancora. Dopo aver aiutato il turista, lui si rivolge alla ragazza che lo ringrazia usando la lingua dei segni.
In seguito a questo incontro fortunato, si vedono di nuovo in università ed è così che iniziano a conoscersi davvero, aprendo un mondo nuovo l’uno per l’altra.

Sì, perché Itsuomi ha la passione per le lingue straniere e desidera essere in grado di comunicare con tutti, eppure si è trovato in difficoltà con Yuki all’inizio, non conoscendo la lingua dei segni.
Allo stesso modo, Yuki non ha mai viaggiato fuori dal Giappone né ha idea del suono che hanno le diverse lingue, figuriamoci capirle!

A Sign of Affection – Recensione: Quali sono i punti di forza di A Sign of Affection?

Innanzitutto va detto che, per essere uno shoujo romantico, presenta degli elementi che lo fanno “uscire dal coro”, primo fra tutti l’età dei protagonisti. Yuki e Itsuomi non frequentano le scuole superiori, come capita spesso in questo tipo di letture, bensì l’università. Sono adulti, immersi in un contesto diverso a vivere esperienze diverse.

Un altro elemento che spicca è il tema della sordità, su cui è stato messo il focus in ogni capitolo. Viene trattato in modo delicato, piacevole e affatto pesante, ma ciò non significa che non ci sia tanto lavoro dietro.

Le autrici stesse, negli spazi dei volumi dedicati ad approfondire i retroscena, raccontano di come si interfaccino con un’esperta della lingua dei segni, per poter disegnare questi ultimi nel modo corretto.

Inoltre, iniziando la lettura, noterete subito una particolarità che rende unica quest’opera: alcuni dialoghi sono scritti in una tonalità di colore più delicata rispetto agli altri che sono in nero. Il motivo è semplice: si tratta dei discorsi che Yuki capisce leggendo il labiale.

Anche senza aver letto il manga, avrete già intuito quanta cura sia stata impiegata per trattare bene questo tema.

E poi c’è Itsuomi, che è cresciuto all’estero e viaggia spesso, particolarità che lo caratterizza molto. Il ragazzo non solo ha tante cose da far scoprire a Yuki, avendo visitato diversi posti che lei non ha mai visto, ma assume anche un comportamento che non ci si aspetterebbe dal protagonista di un manga shoujo.

Dà subito confidenza a Yuki, la prende per mano, invade il suo spazio personale e le tocca il viso. Insomma, niente che ci si aspetterebbe da un ragazzo giapponese! Itsuomi è chiaramente cresciuto sotto l’influenza di altre culture, che lo hanno reso così – e poi, diciamolo, è bello come un idol!

Ma si comporterà così con tutti o solo con la nostra Yuki? E perché?
Non ci resta che continuare la lettura per scoprirlo!

A Sign of Affection è sicuramente uno shoujo che sorprende per i suoi temi, ma che permette anche di passare del tempo in rilassatezza, senza mai annoiarsi! È meraviglioso che un’opera così particolare sia arrivata anche da noi, dopo il successo ricevuto in diversi altri paesi.

Insomma, noi di Nerdream possiamo solo consigliarvi questa lettura: non ve ne pentirete!

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Elisa Fioredichill
Appassionata di Manga e di Fumetto in generale, gestisce un canale Youtube e una pagina Instagram dove condivide le sue letture. Fan di Star Wars da sempre, si è aperta ultimamente ad altre saghe nerd scoprendo un mondo meraviglioso. Con due amici porta avanti un progetto per sostenere il Fumetto Italiano in tutte le sue forme, dalle case editrici più conosciute alle piccole realtà indipendenti. Nella “vita vera” studia Grafologia con l’intento di approfondire ogni applicazione della disciplina, per poter lavorare in questo campo, un giorno. “Noi siamo ciò che scriviamo.”