Game Pass pronto a diventare il futuro della scena Videoludica?

Il servizio del Game Pass, targato Microsoft, sta sempre più conquistando la scena. È assodato che si tratti di un servizio di grande importanza, ma è già abbastanza grande da smuovere gli equilibri del mercato?

Microsoft, la migliore mamma che il progetto Game Pass potesse avere

Quasi 20 milioni di abbonati, disponibile in 41 paesi del mondo, più di 150 titoli in catalogo. Insomma, questo è il palmares del servizio offerto da Microsoft, ed il bello è che i numeri non sembrano affatto voler calare. Già adesso siamo di fronte a numeri niente male, ma grazie ai continui accordi ed investimenti è facile prevedere come il conteggio degli utenti che affiderà il proprio divertimento al game pass, sia destinato ad aumentare. È più che lecito quindi, chiedersi se le linee che sta tracciando il trend di Microsoft non vadano a costituire un nuovo modello, destinato a diventare lo standard del mercato videoludico. Con l’acquisizione del gruppo ZeniMax Media e tutti i suoi studi (che vantano nomi come Bethesda o Id Software), è stato molto chiaro a tutti l’attenzione che Microsoft ha per il proprio servizio. Acquisizione che ricordiamo essere avvenuta nel settembre del 2020, per la modica cifra di 7,5 miliardi di dollari, e completamente ufficializzata nel marzo del 2021, con l’approdo dei prodotti ZeniMax all’interno del catalogo del Game Pass. In aggiunta a tutto questo è stato annunciato che anche gli studi di sviluppo Microsoft saranno ampliati e addirittura aumentati di numero. È chiaro quindi che il Game Pass sia un progetto solido e di punta, che ha dietro di sé una grande organizzazione e grandi investimenti.

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Varietà, quantità e tanta qualità, il tutto condito con una potenza di fuoco senza pari

Tutte queste attenzioni di cui abbiamo parlato fino ad ora, si rispecchiano nel servizio offerto dal Game Pass: un catalogo enorme, pieno di generi completamente diversi e sempre nuovi. La grande varietà di generi in grado di abbracciare ogni tipologia di gusto dell’utenza, unito a titoli sempre nuovi, vanno a costituire il fiore all’occhiello del servizio.  Non dimentichiamoci poi, che sono numerosi i titoli a cui è possibile accedere senza costi aggiuntivi, direttamente dal Day1. Prima di concentrarci però sul lato della distribuzione, non dimentichiamoci che Microsoft in primis è anche sviluppatrice del settore videoludico. Se infatti le serie di Halo, Gears o i vari Forza, non vi soddisfano, ecco che rientra in gioco la cara ZeniMax Media, con i suoi Fallout, The Elder Scrolls (Oblivion, Skyrim, Morrowind), Dishonored, e ancora Doom, Quake, tutti di proprietà Microsoft dal settembre 2020. Non solo quindi gli utenti abbonati al Game Pass possono godersi una quantità enorme di giochi, ma possono anche godersi al Day1 ogni nuovo titolo delle serie sopra citate. Consideriamo poi che Microsoft potrebbe avere in mente nuovi progetti da affidare agli studi recentemente acquisiti, e visto il budget di Microsoft e l’abilità degli studi ZeniMax, quello che potenzialmente potrebbe uscire sarebbe sicuramente sorprendete. La situazione è abbastanza chiara: Microsoft non solo adesso ha il potere di offrire grandi titoli in esclusiva, ma potenzialmente ha anche il potere di farlo all’interno del suo solo servizio. Ovviamente pensare ad un The Elder Scrolls 6 esclusiva Game Pass sarebbe onestamente strano, essendo il titolo di Bethesda un gioco che sicuramente avrà un interesse altissimo, converrebbe comunque esportarlo in altre console. Cercare di monopolizzare sia produzione che distribuzione sarebbe probabilmente un passo troppo lungo. O forse no?

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Minima spesa massima resa, una soluzione che fa gola a tanti

Fermiamoci un secondo e mettiamo mano alla calcolatrice: siamo arrivati ad un periodo storico dove i videogiochi di ultima generazione, per le nuove console, costano 79,99 euro a copia standard. Prezzo in sé più che ragionevole, se consideriamo le enormi produzioni che sono dietro allo sviluppo dei videogiochi. C’è da dire in effetti che anche i guadagni dalle vendite di giochi sono aumentati, ma non in maniera così verticale come i costi di sviluppo. Allo stato attuale quindi con una console senza servizi in abbonamento, se già ci permettiamo 3 o 4 giochi l’anno siamo intorno ad una spesa di 240/360 euro. Ribadendo che il prezzo in sé del gioco, considerando tutti i fattori che portano quello stesso gioco ad arrivare sul mercato, è più che giustificato, non appena lo confrontiamo al prezzo del Game Pass tutte le sue giustificazioni crollano inesorabilmente. Considerando il costo del Game Pass Ultimate che attualmente si afferma sulla cifra di 12,99 euro al mese, capite subito (senza nemmeno bisogno della calcolatrice che vi avevo detto di prendere prima) che il confronto non regge. Senza considerare il primo mese che vi costa 1 euro, con il valore di 1 anno di Game Pass non è possibile permettersi nemmeno due giochi Next Gen. Viene da Chiedersi dunque, se non fosse più conveniente anche per le aziende sviluppatrici, trovare un accordo per tagliare un minimo i costi di distribuzione. In fondo se ci pensate è proprio quello che ha fatto Electronic Arts a metà marzo scorso, concedendo molti titoli del proprio repertorio all’interno del catalogo del servizio di Microsoft. Allo stato attuale infatti, sarebbe lecito da parte di Microsoft un aumento di costo del proprio servizio, così da ridurre l’evidente squilibrio vigente in questo momento. L’incremento di utenti ai servizi in abbonamento e l’aumento inevitabile dei prezzi della produzione e distribuzione fisica, rende il passaggio al digitale quasi inevitabile, e mette nella pole position della distribuzione videoludica servizi digitali come quello del Game Pass.

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Fortissimo, ma anche Achille aveva il suo tallone

Per chi pensava che fosse tutto rose e fiori, si sbagliava. Anche se a buon punto siamo assai lontani dalla perfezione. Come tutte le cose anche un servizio ottimo come il Game Pass ha le sue piccole imperfezioni. Stiamo parlando in particolare della versione pc, che almeno momentaneamente sembra non stare al passo con quella console. Non tanto per l’offerta, quanto per la qualità. sono molti, infatti, gli utenti pc che hanno lamentato una poca ottimizzazione dei titoli. Un’ottima idea infatti sarebbe quella di curare un minimo la versione PC, ottimizzando in modo migliore i giochi e accostandogli magari una sezione Workshop, che sappiamo aver fatto la fortuna di ecosistemi come quello di Steam essendo particolarmente gradita dagli utenti PC. Infine, per quanto PS Now e Stadia ne abbiano dimostrato i limiti, un servizio di Streaming Play anche su pc o console renderebbe il Game Pass davvero inarrestabile. Ricordiamo ovviamente che questo servizio è già disponibile, tramite Game Pass ultimate, sui dispositivi mobile. Una soluzione che in tutta probabilità serve a testare il servizio, per poi esportarlo anche sugli altri dispositivi. Insomma, qualche rifinitura c’è da farla, ma stiamo parlando tutto sommato di un servizio più che ottimo, quasi indispensabile, per chi amante dei videogiochi. Sicuramente, al momento è la soluzione più economica che si possa trovare nel mercato, considerando soprattutto la possibilità di giocare al Day1 titoli nuovi e in esclusiva. Cosa ci riserverà il futuro è un mistero, certo è che Microsoft sta facendo di tutto per farsi trovare pronta ed in posizione di netto vantaggio rispetto al resto della scena videoludica.

Marco Gallori
Proveniente dalla provincia di Arezzo è un fiero Toscano, tecnico informatico di giorno, accanito gamer di notte. Classe 1997 è anche conosciuto nel web come Alastor grazie al canale YouTube “GameDelivery” che gestisce insieme all’amico Davide Ferrara. Per la loro varietà, considera i videogiochi capaci di veicolare messaggi positivi, è quindi amante di molti generi, ma ciò a cui veramente non può rinunciare sono tutte quelle esperienze immersive e ruolistiche che impongono analisi e interpretazione. Sempre dalla prospettiva del bicchiere mezzo pieno, affronta la vita al grido "Praise the Sun".