Enter The Void – Recensione – Gaspar Noé

Enter The Void Recensione Gaspar Noè

Recensione di Enter The Void, di Gaspar Noé, più che un film risulta essere un viaggio visivo in ciò che ci potrebbe aspettare oltre la vita. In 60 secondi la recensione e perché recuperarlo su MUBI!

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Cine60 (@cine60_)

Un viaggio psichedelico con Gaspar Noé

Risulta difficile scrivere la recensione di Enter The Void di Gaspar Noé a causa del suo stile così incredibile e sperimentale.

Il film ci mostra il mondo tramite (letteralmente) gli occhi del giovane Oscar, un ragazzo che vive spacciando in un quartiere di Tokyo. In seguito ad un affare conclusosi nel peggiore dei modi, Oscar muore e tutto ciò che vedremo di lì in poi sarà tramite la sua anima che galleggerà nel mondo e nei ricordi della sua vita travagliata, rivivendola.

Il terzo lungometraggio del regista argentino Gaspar Noé viene definito dallo stesso come un melodramma psichedelico. La regia spazia da momenti in soggettiva ad altri in terza persona con la telecamera alle spalle del protagonista nei vari momenti della sua vita, come se fosse lui stesso a rivedere la sua vita come spettatore. La fotografia e i movimenti di camera sono folli e meravigliosi: perfettamente funzionali al soggetto del film.

La Tokyo che ci si presenta davanti si mostra in tutta la sua bellezza grazie a stupendi giochi di luce che molto ricordano, in maniera più vintage, i neon di quel viaggio psicologico che era The Neon Demon di cui potete recuperare la nostra recensione qui. Il montaggio infine riesce ad amalgamare il tutto con una resa particolare e suggestiva catapultandoci in questo viaggio onirico. Per tecnica, messaggio ed empatia questo film sfiora il capolavoro se non fosse per una eccessiva longevità. Le fasi finali del film, infatti, corrono il rischio di diventare pesanti e ripetitive risultando quasi puramente degli esercizi di stile.

Concludendo la recensione di Enter The Void di Gaspar Noé possiamo dire che è un film che ogni vero amante del cinema dovrebbe recuperare e grazie a MUBI lo potrete trovare nel catalogo con localizzazione in italiano cliccando qui.

Stefano Ciociola
Artista di Schrödinger. Fotografo e Videomaker freelance, ossia disoccupato perenne tra un progetto e l'altro. Tra cinema, videogiochi e cartoni animati, cerca la gnosi spirituale per poter sopportare chi segue il mainstream più del proprio cuore. Fincher, Lynch, Noè e Lanthimos i suoi punti di riferimento, che lo guidano in un turbinio di cinico romanticismo. In 60 secondi consiglia film, riuscendo a infilare qualche tecnicismo e qualche insulto. La sua filosofia si traduce in "Non sono misantropo, è che mi disegnano così."