GuidaStrategica.com – Guest Post – Sekiro e il superamento della frustrazione

“Sekiro: come superare la frustrazione.” Questo il titolo dello speciale offertoci da Manuela Campagnola, founder ed editor di GuidaStrategica.com, un sito che mixa l’arte videoludica (e non solo) con la psicologia e ci aiuta ad affrontare problematiche reali usando “medicine alternative” come i videogiochi. Se anche voi siete affascinati da questa correlazione tuffatevi nello speciale e buona lettura…

Tutti conosciamo la From Software, famosa per aver sviluppato giochi estremamente difficili tipo Demon Soul’s, Dark Souls e Sekiro, che è stato anche Game of the Year del 2019.

Oggi ci concentriamo su Sekiro e, in particolare, parleremo di uno dei nemici più difficili da battere. E no, non sto parlando del Demone dell’Odio ma della frustrazione!

Quando non si riesce a raggiungere un obiettivo e si fallisce in continuazione, il senso di frustrazione è una reazione più che normale. Ed è anche più che normale avere un’alta probabilità di fallimento in un gioco della From Software.

Su questo videogioco ci sarebbe molto di cui parlare. Tra rabbia, autostima, disperazione e frustrazione Sekiro ha il potere di farci rientrare in contatto con le nostre emozioni più profonde e ci offre, quindi, l’opportunità di imparare a conoscerle e affrontarle al meglio.

Tra tutte le emozioni negative che ho provato giocando a Sekiro, la frustrazione è stata quella più frequente. Continuando a giocare, ho capito come imparare ad affrontarla ed accettarla per poi arrivare a renderla utile.

Ecco come puoi farlo anche tu.

Riposati

Quando sei stanco, intorno a te cala una specie di nebbia. Questa nebbia ridisegna il tuo intero mondo amplificando tutto ciò che c’è di negativo e attenuando tutto ciò che c’è di positivo.

La cosa peggiore è che, nella maggior parte dei casi, nemmeno ti rendi conto di essere in questo stato e continui ad andare avanti peggiorando costantemente la situazione.

Questo è il motivo per cui nei pressi di ogni boss di Sekiro c’è sempre un idolo dello scultore.

Prima e dopo ogni prova, hai bisogno di riposare e ricaricarti. Non provare ad affrontare un boss se non sei a piena vita o se, addirittura, ti sei già bruciato la resurrezione perché quello che otterrai sarà, probabilmente, il mal di drago.

Anche se scampi il mal di drago, hai comunque un’alta probabilità di perdere metà della tua esperienza e dei tuoi risparmi quindi accertati di essere al massimo prima di buttarti in una battaglia!

Riposare, in Sekiro, significa ripristinare la propria vitalità e stato per concederti di ripartire al massimo.

Al di fuori di Sekiro, ci sono molti modi che puoi sfruttare per riposarti e riprenderti. Il primo, anche se ti sembrerà banale, è proprio riposare! Non c’è niente di meglio di una buona notte di sonno per riprendere le energie. Fatto questo puoi agire sia sul piano fisico che sul piano mentale.

Sul piano fisico la cosa più immediata che puoi fare è fare un po’ di attività fisica come, ad esempio, una passeggiata, un po’ di esercizi muscolari o anche solo un po’ di stretching. Meno immediato ma comunque d’aiuto, soprattutto se sei giù di corda da un po’, è iniziare a prendere degli integratori. Per questo sarebbe meglio rivolgersi ad un nutrizionista ma se non ne hai uno a portata, con un multi-vitaminico vai sempre sul sicuro.

Sul piano mentale, la cosa più efficace è iniziare a meditare. Di questo non sono ancora un’esperta ma su Youtube puoi trovare un qualche milione di persone che ti spiegano passo passo come fare. Se la meditazione ti sembra noiosa o troppo impegnativa puoi semplicemente prenderti un paio di minuti per fare qualche respiro profondo fatto bene! Sembra fin troppo semplice ma, purtroppo, siamo abituati a respirare male e in modo superficiale quindi qualche bel respiro, ti darà sicuramente sollievo. Prova e fammi sapere!

Nonostante il riposo, dopo aver affrontato lo stesso boss per 30 volte, la tua frustrazione sarà comunque abbastanza alta e avrai voglia o di mollare il gioco oppure di buttarti tra le braccia del boss con un convinto “ora ti faccio fuori”.

Purtroppo, buttarsi alla cieca in una battaglia non funziona quasi mai. Questo perché è difficile vedere una soluzione ad un problema quando la mente è sotto stress.

Mollare il gioco, invece, potrebbe funzionare di più ma ad alcune condizioni che ti spiegherò nella prossima sezione.

Arrenditi

Dicevamo che buttarsi alla cieca non funziona. Purtroppo, anche impuntarsi non funziona.

Questa sezione è molto soggettiva e ha diversi modi per essere affrontata. Prima di tutto vorrei dirti che non c’è nulla di male nel voler rinunciare a finire il videogame. È un videogioco molto difficile che ha fatto innervosire tutti e se non hai più piacere nel giocarci, tutti potranno comprendere la tua scelta di passare ad altro (e anche se non la comprendessero rimane comunque una scelta personale).

Detto questo, nonostante la difficoltà e la frustrazione che si ottiene nel giocare a Sekiro, c’è comunque qualche anima che lo apprezza e che gioca con piacere a dispetto dell’alta percentuale di fallimento. Io sono tra queste anime ma ho comunque cercato un modo per affrontarlo con più serenità.

Il mio metodo è stato quello di arrendermi a cadenze regolari e riprovarci in altri momenti. Quello che ho fatto, e che ha funzionato in maniera davvero magnifica, è stato affiancare Sekiro ad un’altro videogame per cui sono molto più portata. Nello specifico, il mio metodo si basa su questo principio: ogni volta che gioco inizio con Sekiro e nel momento in cui inizio a sentire che il pensiero “faccio schifo” prende vita, chiudo Sekiro e riprendo Green Hell. Nei survival me la cavo molto bene e la sensazione di sentirsi bravi in qualcosa, distrugge ogni ombra di frustrazione. Ci sono stati giorni in cui ho giocato a Sekiro 3 minuti prima di arrendermi ma piano piano questo tempo si è generalmente allungato.

Non devi per forza continuare a switchare tra due videogames, puoi anche cambiare completamente attività e fare qualsiasi cosa in cui ti senti bravo. Questo ti permetterà di sviluppare la consapevolezza che non importa se continui a perdere a Sekiro, la tua vita non sta tutta lì e non devi per forza essere bravo in tutto. In questo modo ne uscirai comunque vincitore.

Ti è mai capitato di concentrarti al massimo su qualcosa ma non riuscire ad uscirne e dopo qualche giorno, quando ormai avevi rinunciato, di ritrovarti magicamente con la soluzione tra le mani?

Quando ci impuntiamo a voler risolvere un problema per forza, entriamo in un loop dove questo problema invade completamente la nostra mente. In questo modo, anche se hai l’impressione di essere concentrato al massimo, quello che in realtà stai facendo è togliere spazio alle idee.

La mente ha bisogno di aria per trovare soluzioni e attivare la creatività.

Quindi stacca, segui il flusso, non insistere nel voler per forza continuare ad attaccare a caso. Rilassati e torna all’attacco al momento più opportuno.

Se ancora non ti senti al massimo e il tuo senso di frustrazione si fa ancora sentire, allora puoi distruggerlo con il passo successivo.

Colleziona vittorie

Battendo gli avversari, ti sentirai più forte. Semplice, no?

A questo scopo, ti spiego velocemente il significato del concetto di “autoefficacia” teorizzato dallo psicologo Albert Bandura. L’autoefficacia è la consapevolezza si essere in grado di padroneggiare una specifica cosa. In pratica, l’insieme di credenze che si hanno nei confronti delle proprie capacità.

Forse ti sembrerà assurdo ma nella nostra mente, per sviluppare l’autoefficacia, una vittoria è una vittoria indipendentemente da quanto è grande. Quindi collezionare una serie di piccole vittorie ti permetterà di ricordare l’esperienza come un successo, aumentare la fiducia in te stesso, e accumulare punti abilità.

Concentrati sui piccoli passi, sui normali samurai che sai sconfiggere ad occhi chiusi o sugli avversari un po’ più grossi che ti richiedono dell’impegno ma che riesci comunque a battere. In questo modo farai esperienza e diventerai man mano più forte.

Questo funziona benissimo per raggiungere grossi obiettivi. Spezzettarli in piccole parti e fare poco alla volta ti assicura di fare davvero qualcosa senza accumulare frustrazione!

Un’altra cosa che può funzionare bene è l’osservare gli altri mentre superano quell’ostacolo. Nella tua mente scatterà il meccanismo del “se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anche io” e assorbirai un po’ di esperienza indiretta vedendo come gli altri si approcciano al tuo stesso problema.

Non lasciarti scoraggiare da qualche fallimento ma considera i tuoi insuccessi come parte essenziale della tua crescita. Fallendo, imparerai nuove tecniche e capirai quali sono i metodi più efficaci per affrontare un problema!

Spero che questi consigli ti possano essere utili per sconfiggere i boss più forti e anche la tua frustrazione!

 

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