Stories Untold – SPECIALE – Cari vecchi racconti analogici

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Stories Untold – speciale di Gianluca “West” Saitto

Ci sono storie difficili da raccontare, racconti delle volte complessi da comprendere a pieno, ma nonostante questo l’essere umano è da sempre, per natura, curioso e bramoso di ascoltare narrazioni sempre nuove nelle quali immergersi, un esempio è Stories Untold.

 

Stories Untold Speciale – Opera prima del team No Code

Quel senso di mistero del “come andrà a finire” è un solletico troppo piacevole da interrompere prematuramente, soprattutto se la storia che ci viene messa davanti è quanto più intrigante e affascinante possibile.

Certo, non sempre siamo disposti ad accogliere contesti narrativi ampi, profondi e complessi da assimilare più o meno velocemente, ma non è detto che non si possa tentare di deliverare storie impegnate impacchettandole nelle più semplici delle modalità.

Ecco, se vi dicessi di aver giocato alla più classica delle avventure testuali sicuramente la prima cosa a cui penserete è che mi sia chiuso in casa per una serata di retrogaming spolverando il mio caro vecchio Commodore 64 da qualche lugubre soffitta impolverata… Errore!

Stories Untold, prima opera videoludica sviluppata da No Code è un gioco datato 2017 e a prima vista potrà sembrarvi uno degli ormai infiniti tentativi di far leva su una nostalgia anni ’80 che nessuno era mai stato del tutto convinto di avere finchè non ci si è trovati dentro con tutti i pantaloni.

Invece qui la situazione è piacevolmente diversa, come è diverso l’approccio del team al tipo di esperienza che vuole dare ai videogiocatori, ed è per questo che vi consiglio vivamente di tenere d’occhio questi ragazzi, pronti a rilasciare il loro secondo progetto videoludico verso fine maggio. 

Facciamo però un passo indietro e impariamo a conoscere il loro operato proprio tramite Stories Untold, con l’intento di provare a incuriosire chi di voi non si sia ancora messo davanti a questo racconto affascinante.

Dal menù principale è subito palese la divisione del gioco in quattro episodi ben distinti, e lascia incuriositi l’aver lasciato la possibilità al giocatore di poter affrontare il tutto anche senza seguire un ordine preciso (ma che viene comunque consigliato dagli sviluppatori, e anche dal sottoscritto).

I quattro capitoli vanno infatti completati in ordine crescente per avere dopo i titoli di coda finali il quadro completo di ciò che ci è capitato in game.

Di situazioni il titolo ne è veramente pieno, nonostante la sua longevità si attesti tra le 2 e le 4 ore, tutto è saggiamente condensato e pensato per compiere il suo corso nei tempi necessari senza alcun allungamento o aumento di ritmo narrativo improvviso.

E’ difficile scendere in particolari di trama senza rischiare di rovinare la meravigliosa esperienza che vuole essere questa piccola grande perla meta narrativa a chi ancora non ha avuto la fortuna di approcciarvisi, proprio per questo mi sento di commettere un crimine solo al pensiero di provare a delinearvi la figura di chi interpreteremo nel gioco o a quale scopo ci troveremo difronte a pezzi di tecnologia fredda e scricchiolante direttamente prelevata dagli anni ’80.

Badate bene però, come ho già accennato poco fa il tutto non è stato minimamente pensato per farvi sobbalzare il cuore tra i ricordi dei bei tempi andati, ciò che ci circonda costantemente in Stories Untold è un contesto sincero in cui muoversi, fatto e ricreato ad hoc per dare l’esatta sensazione di star effettuando un tangibile viaggio in quel periodo, il più vero e onesto possibile.

Questo intento è riuscito perfettamente non solo grazie a una messa in scena meticolosa o a un aspetto grafico/artistico sempre focalizzato a dare quella sensazione di plasticità delle tastiere, delle cassette o della stessa tecnologia analogica del tempo, ma è invece il comparto sonoro a dare il colpo di grazia finale al tutto.

Ogni qual volta ci troveremo a digitare i tasti sulla nostra tastiera meccanica da gaming dai mille sgargianti colori nel mondo reale l’effetto sonoro che il gioco ci rimanderà indietro sarà capace di darci effettivamente la percezione di esser tornati a premere tasti su una grigia e rumorosa tastiera di un vetusto computer.

La forza di Stories Untold risiede anche nella capacità di non essere solo una bella avventura testuale classica, lo è nel primo episodio ed è delizioso il sentimento che cresce man mano che si intravede il gigante paradosso che il titolo ci sbatte vergognosamente davanti per l’arco di questa prima sezione, perchè insomma, si gioca a giocare un’avventura testuale nella quale dovremo esplorare una comunissima casa abbandonata.

Ma è proprio qui che quei geniacci di No Code cambiano letteralmente le carte in tavola con un colpo di reni incredibile.

Dopo i titoli di coda riparte la sigla a re-introdurci al successivo episodio, un omaggio ad un taglio telefilmico in stile X-Files o Twilight Zone (Ai confini della realtà) che si nota per tutto l’arco dell’avventura, serie televisive che hanno costruito il proprio successo su episodi autoconclusivi, non necessariamente collegati da una trama orizzontale.


Stories Untold Speciale – Un cambio netto nella seconda parte…

Dal secondo episodio in poi Stories Untold ci da quell’assaggio di diversità e guizzo creativo unico rispetto a una qualsiasi altra produzione videoludica divisa in episodi.

L’atmosfera inizia a prendere sempre più riconoscibilità discostandosi dalla solita esaltazione stilistica anni ’80, lasciando più spazio a una struttura narrativa che si infoltisce iniziando a far intravedere tinte parecchio drammatiche.

La parte ludica comincia a variare spostando il videogiocatore in contesti e situazioni diverse, titillando costantemente quel senso di curiosità e fascino anche solo nell’eseguire semplici azioni su computer o apparecchi elettronici dell’epoca, come settare onde su un oscilloscopio o trovare le giuste frequenze in una radio, tutto tramite delle meccaniche puramente da puzzle solving mai eccessivamente lunghe o frustranti.

La lucidità con la quale il gioco passa da un capitolo all’altro senza lasciare nulla per strada, nonostante a primissimo impatto sembri tutto così distante e scollegato, è la base sulla quale si posa una struttura narrativa lineare capace di dare importanza anche ai più piccolo dei dettagli.

C’è da segnalare però la totale assenza di una localizzazione in italiano, niente doppiaggio ne tanto meno sottotitoli tradotti nella lingua del bel paese. Se non masticate l’inglese questo potrebbe essere un bel muro da superare, o un occasione per migliorare la vostra comprensione.

Stores Untold è facilmente definibile come un racconto perfetto da aggiungere alla lista delle storie da godersi rigorosamente dinnanzi a un fuoco da campo, masticando dei morbidissimi marshmallows ben cotti.

A tratti thriller, a tratti horror, a tratti fantascientifico, il mix che ne deriva dalla mente di Jon McKellan è un chiaro riferimento a un tipo di cinema prettamente di genere ed autoriale, ma anche a quel filone di avventure testuali e grafiche che hanno solcato i cieli videoludici tra gli anni ’80 e ’90.

Una commissione di visioni che vogliono distaccarsi dal già visto, evolvendo insieme e grazie al modo di concepire un’esperienza videoludica moderna.

Insomma Stories Untold è il più chiaro e lampante esempio di come si possa guardare al passato di un medium così giovane e allo stesso tempo così d’impatto senza dimenticarsi assolutamente di andare verso nuove ed inesplorate direzioni.

Il biglietto da visita perfetto col quale presentarsi al pubblico, nell’attesa del nuovo progetto di No Code denominato Observation in uscita il 21 Maggio 2019 su Playstation 4 e Pc (Epic Game Store).

 

About author

Gianluca Saitto

Gianluca "West" Saitto - Videogiocatore eclettico. Non conosce alcun confine virtuale e si diletta a saltellare tra un genere videoludico e l'altro senza fare nessun tipo di distinzione tra console, dimensioni (del gioco), case di sviluppo o conformazione del pad. Appassionato di tutto il mondo dell'intrattenimento, trova una grande soddisfazione nell'analizzare ogni cosa che gli capita sotto mano cercando di sviscerare tutto ciò che può rendere quel prodotto unico e valido da essere giocato, provato, guardato, letto e raccontato.