Lost Seas – Recensione e Tutorial – Ghenos Games

Copertina

Impavidi navigatori, siete pronti ad esplorare i mari più pericolosi, affrontando mostri giganti e fronteggiando pericolose tempeste? Vi servirà coraggio, astuzia ed intelligenza per completare il vostro viaggio alla ricerca della migliore mappa dei Mari Perduti! Ecco a voi Lost Seas, un piazzamento tessere per famiglie che non sfigura affatto! By Ghenos Games.

Lost Seas è un gioco da tavolo strategico con indole decisamente family, per 2-4 giocatori e dalla durata media decisamente contenuta: parliamo di circa 20-25 minuti per partita. La sua facilità ed immediatezza lo rendono godibile anche per giocatori di tenera età, il 7+ sulla scatola è un dato quindi realistico.

Panoramica di gioco

Come già scritto nella intro, abbiamo di fronte un piazzamento tessere nudo e crudo, dal regolamento semplicissimo che permette a chiunque di giocare in neanche cinque minuti. Il gioco si struttura in due fasi separate: la prima è quella della disposizione delle tessere obiettivo, la seconda ci chiama a comporre la mappa dei nostro Mari Perduti. Sedici turni saranno necessari per scoprire chi avrà totalizzato più punti vittoria!

COME SI GIOCA A LOST SEAS…

Ma non perdiamo altro tempo e andiamo subito a vedere come si gioca a Lost Seas, grazie al mio video tutorial proprio qui sotto, in cui vi spiego il regolamento nel dettaglio. Fatto ciò, potrete scorrere l’articolo e scoprire le mie impressioni sul gioco! E mi raccomando, non perdetevi il codice sconto esclusivo che trovate all’interno del video!

LE MIE IMPRESSIONI SU LOST SEAS…

Un altro piazzamento tessere? Il mercato ne è saturo e quindi la domanda sorge spontanea… ma ne sentivamo proprio la mancanza? Forse no, forse sì, ma sta di fatto che Lost Seas è un signor piazzamento tessere. Avercene di giochi così! All’interno di un target prettamente family, questo nuovo titolo di Ghenos Games rappresenta un ottimo connubio tra semplicità e strategia.

Lost Seas mi ha sorpreso subito in positivo, soprattutto perchè l’ho presentato a persone di età compresa tra gli 8 e 60 anni ed è piaciuto praticamente subito. Due fasi di gioco chiare e ben distinte che portano i giocatori a ragionare non sull’immediato, ma sul come poter incastrare le tessere durante la partita. Un meccanica che richiede astuzia, pianificazione, ma anche senso del rischio, in quanto durante la presa delle tessere marine l’interazione indiretta è tanta e pericolosa!

Esempio di gioco

Infatti, il risultato finale non dipenderà solamente dalla farina del nostro sacco, ma anche dalla bontà o meno dei nostri avversari che, a loro malgrado, potrebbero sfavorirci o meno durante la scelta delle loro tessere. Unito a ciò, abbiamo la distribuzione casuale delle tessere obiettivo che andranno a delineare i confini della nostra mappa. Da notare come non ne vengano distribuite subito otto, bensì quattro alla volta; dal punto di vista strategico, questo dettaglio è molto importante, poichè far combaciare al meglio le due strisce di obiettivi è quasi d’obbligo per non complicarsi troppo la vita durante la partita.

“Ottenere il meglio da quello che abbiamo a disposizione” è il motto principale di Lost Seas, che in qualche modo ricrea quella sensazione che potremmo avere durante un vero viaggio esplorativo in mezzo al mare: le scelte le abbiamo lì davanti a noi, non c’è altro, quindi meglio spremere le meningi ed ottenere il meglio per noi. Scelte che si dimostrano impegnative per tutto il corso della partita: nella prima fase non solo dovremo decidere come piazzare le tessere spedizione, ma anche da quale lato, scegliendo un obiettivo più o meno complicato (un fattore che dona al gioco tantissima variabilità al setup), mentre nella seconda saremo chiamati a creare la nostra mappa con il neanche tanto velato rischio di paralisi da analisi.

Già, perchè Lost Seas è un gioco di incastri in stile puzzle-game, dove all’inizio hai l’imbarazzo della scelta poichè la mappa offre tanti spazi liberi, ma pian piano che si procede nella partita le scelte si restringono sempre di più e si raccolgono inevitabilmente i frutti del lavoro svolto il precedenza. Questo porta un po’ di paralisi da analisi, proprio perchè ogni posizionamento risulta fondamentale per il completamento di un obiettivo, anche perchè una tessera esplorazione influenza nello stesso tempo la riga e la colonna di riferimento. Quindi, un piazzamento – due obiettivi da considerare: forse troppo per un titolo improntato su un target così leggero?

Direi di no, perchè in fin dei conti ciò che viene richiesto è abbastanza basilare, non richiede calcoli estrusi o scervellamenti vari. Dietro ad una tale profondità nelle scelte, si nasconde come detto un titolo semplice, immediato ed adatto a tutti, nel vero senso della termine. Lost Seas è la dimostrazione di come si possano ancora creare giochi belli, senza dover per forza riempire le scatole di componenti e così proporre prezzi astroscientifici: con poco più di 20€, potete portarvi a casa un giochillo con tante belle qualità! Ovviamente, sempre se questo è il vostro genere.

Aiuto!

E quindi, vuoi sapere cosa penso in conclusione di Lost Seas? Scoprilo qui sotto nel riquadro del giudizio globale!

Un enorme grazie a TE per avermi dedicato qualche minuto del tuo tempo ed aver letto questo articolo! Ti ricordo che puoi seguirmi anche su Instagram (AleboardGamer) e su Youtube (La Ludoteca di Aleboardgamer). Ci si vede al prossimo articolo!

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.