Black Mirror – Approfondimento Stagione 3 Episodio 4 – San Junipero

San Junipero è uno degli episodi di Black Mirror che mi ha dato più soddisfazione, sia in termini di storia raccontata che come finale scelto.

Black Mirror, in quasi tutte le sue stagioni, mi ha sbattuto in faccia un’umanità per cui non ho mai avuto pietà e che nella stragrande maggioranza delle occasioni mi ha fatto dire: voglio il finale peggiore possibile. È anche vero che non sono sempre per il lieto fine canonico neanche quando l’umanità presentata è decente; insomma dipende molto dalle circostanze e dalla storia presentata.

Però c’è una frase che mi è rimasta impressa da quando la prima volta l’ho sentita e cioè che troppo spesso si sottovaluta l’importanza di un lieto fine. Questo più che altro vale per tutte quelle che sono storie d’amore, storie in cui l’incontro tra due persone funziona e perciò le si vorrebbe vedere insieme, felici, a godere di quel sentimento reciproco. E come potrebbe San Junipero non essere fra le storie per cui si desidera un happy ending? Che cosa si otterrebbe di positivo da questa storia se finisse in un altro modo? È sempre questo che bisognerebbe chiedersi quando certe storie d’amore terminano in tragedia: era proprio necessario?


Ecco, mi importa molto poco, oggi come oggi, del lieto fine nelle storie d’amore etero, questo ci tengo sempre a dirlo e a ridirlo. Perché guardo intrattenimento da decenni e delle solite cose sono alquanto stufa. Vi assicuro che le storie d’amore omosessuale che finiscono bene sono, in percentuale, un numero irrisorio. Perciò che San Junipero finisca bene è anche un assoluto obbligo.

Questa storia per me è bellissima, toccante, perfetta. Non ha un solo difetto. Purtroppo il difetto sta fuori da questa storia e nella scarsa propensione di crearne una del genere con due protagonisti maschi. Io sono per la giustizia ovunque e in questo senso di giustizia ancora non ce n’è. Se ci sono storie omosessuali coinvolgenti e che nascono dal nulla sono quasi sempre tra due donne e di solito esteticamente gradevoli.

Quando si tratta di due uomini non si ha mai la fortuna di incappare in storie del genere così dal nulla. Eh no, per la storia d’amore tra due uomini i disclaimer partono almeno dieci anni prima con scritte a caratteri cubitali e al neon: guardate che in questa storia ci sono due uomini che si amano, occhio. La storia che non ci si aspetta e poi accade, come questa di San Junipero, raramente si vede.

Ecco, sarò molto più felice dei passi avanti che si stanno facendo in questo senso quando vedrò altro, vedrò di più e dappertutto. Per ora ogni tanto un piccolo applauso, contenuto, mica che si montano la testa. Su come vengono trattate le storie tra uomini ne riparleremo più avanti con questa serie e, ahimé, a mio parere è proprio lì che la serie ha peccato, altrimenti per me sarebbe stata un cinque stelle con lode.


Ma in compenso questo episodio di Black Mirror è davvero uno spettacolo e non soltanto per la storia d’amore non banale che viene raccontata. Ci sono dentro concetti per cui io impazzisco ed è presentata una tecnologia che se esistesse risolverebbe in un colpo solo alcuni dei problemi più grandi di tutta l’esistenza.

Nell’universo di questo episodio di Black Mirror è possibile accedere a San Junipero quando si muore. San Junipero è una sorta di realtà virtuale in cui puoi vivere per l’eternità, se lo desideri, nell’epoca che desideri, per sempre giovane, senza più temere malattie o morte. Un limbo pieno di tutte le persone che non vivono più nel mondo reale, ma la cui mente/anima/essenza è stata trasferita sul Cloud e lì rimarrà per sempre.

Ci sono anche i passeggeri e cioè tutte quelle persone a cui viene data la possibilità, una volta alla settimana, di farsi un giro a San Junipero per vedere com’è e poi decidere se è lì che vogliono andare dopo la morte oppure no. San Junipero non è una trappola. Puoi decidere di andarci e solo successivamente scollegarti e morire come un essere umano farebbe normalmente; la decisione di farti caricare sul Cloud non è irrevocabile.

Da quello che ho capito è una tecnologia solo per gli anziani. È stata concepita per permettere a chi è in età avanzata di ritornare ad avere un corpo giovane e rivivere i propri ricordi. In particolare pare aiuti molto i malati di Alzheimer, infatti nelle case di riposo la si usa regolarmente con tutti i pazienti.


Le nostre due protagoniste, Kelly e Yorkie, vivono San Junipero in modo molto diverso. La prima, rimasta sola al mondo e con una malattia terminale che la sta consumando, entra nella reltà virtuale per divertirsi e passare il tempo finché le sarà concesso, poi vorrebbe morire come la figlia e il marito nel modo in cui un essere umano muore. L’altra invece, rimasta paralizzata e attaccata al respiratore senza potersi muovere e comunicare, trova in San Junipero una vera e propria vita, quella persa con l’incidente avuto quarant’anni prima. Non solo. Nel mondo reale aveva rivelato ai genitori di essere lesbica proprio poco prima di avere l’incidente e le reazioni ricevute non erano state positive. La possibilità di entrare in San Junipero è arrivata per lei una volta diventata anziana, dopo anni e anni di vita da vegetale; Yorkie finalmente ritorna a camminare, a parlare con le persone, a vivere e ad amare chi vuole e desidera restare lì per sempre.

Riconfermo con questo episodio ancora più che con tanti altri che, per me, se sembra reale, se lo percepisci come reale…è reale. Noi siamo i nostri ricordi e se la tecnologia presentata prende tutto ciò che fa di te la persona che sei, e cioè la tua mente e i tuoi ricordi, lo carica da qualche parte e così facendo gli consente di vivere in una realtà virtuale per sempre anche se non con un corpo materiale… Ma bene. Ma meglio, anzi. Se la mente così salvata sente, sperimenta, percepisce, impara, quali dovrebbero essere le controindicazioni? A me sembra un’ottima versione di un possibile paradiso.

Infatti in questa puntata di Black Mirror si lascia ad intendere che chi non è in fin di vita o non ha una malattia terminale non può usare la suddetta tecnologia. E ci credo. Mi fa piacere che l’abbiano specificato, perché appunto ci sono quelli come me che ci entrerebbero subito senza ma e senza se, senza manco dover provare prima. Allo stesso modo l’episodio spiega che ci sono persone che scelgono invece di stare lontano da San Junipero, che nemmeno lo vogliono provare, e che quindi una volta morte non vanno da nessuna parte, muoiono e basta. È il caso del marito di Kelly che infatti così ha scelto e Kelly vuole seguirlo quando sarà il suo momento.

Però San Junipero per quanto morboso possa sembrare ha fatto una cosa straordinaria, come dice Yorkie: ha permesso a lei e Kelly di incontrarsi. Non si sarebbero mai incontrate altrimenti. Ha permesso a lei di riprendersi una vita che le era stata negata e a Kelly di ritornare ad essere felice, ricominciando da capo un’avventura completamente nuova rispetto alla precedente e accanto ad una nuova persona provando un sentimento nuovo.

Il concetto dietro a questo episodio di Black Mirror è meraviglioso. Yorkie lo esprime con poche parole: This is real. Certo che è reale, i sentimenti sono reali. L’amore che provi verso l’altra persona è reale, più reale delle cose che tocchi, più reale di un incidente in auto, di un salto di trenta metri nel vuoto.


San Junipero consente di sperimentare tutto così come lo si sperimentava in vita, ma mentre per alcune cose si ha la consapevolezza che non le si sta provando con il corpo, per altre, come i sentimenti, il corpo in sé nemmeno serve. Quindi chi se ne frega se in San Junipero vive una versione di te che non esiste più nella vita reale? È nella tua mente, tu la ricordi così, non serve altro.

Una tecnologia che consente di non dover dire addio per sempre alle persone che se ne vanno, una tecnologia che ti permette di sperare davvero di poter riabbracciare chi hai perso quando arriverà il momento è una tecnologia che in un certo senso sconfigge la paura della morte e che sicuramente allevia il dolore per la morte dei propri cari. Due degli scogli più difficili da superare per qualunque essere umano.

Voglio sperare che ci siano costanti aggiornamenti per una tecnologia del genere e che possa essere estesa anche ai più giovani. Se è possibile imparare e crescere non importa a che età si muore, a San Junipero c’è la possibilità di progredire con l’età mentale perché in qualche modo si percepisce il trascorrere del tempo. Quindi magari come è possibile tornare ad avere un aspetto giovane pur essendo anziani è possibile anche avere un aspetto più grande se si è morti troppo giovani e poi crescere mano a mano lì dentro. Io ad esempio non tornerei mai ai miei vent’anni, se rimanessi lì sceglierei di fermarmi ad un’età molto più avanti.


Non è sicuramente un qualcosa su cui c’è poco da ragionare. Ad esempio che potere hanno i vivi su San Junipero? C’è comunicazione? Come sai se tutte le menti caricate lì sopra stanno bene? Come è possibile sapere quando una persona vuole essere scollegata per sempre? Perché se il sistema c’è, allora dev’esserci il modo di comunicare con l’esterno e questo apre tutta un’altra serie di incredibili possibilità tra mondo dei vivi e mondo dei morti.

E soprattutto, cosa assai importante per me, gli animali? Possono accedere cani e gatti a San Junipero? Perché non so se il principio dietro ad una tecnologia del genere abbia applicazione su un cane, ad esempio, ma non esiste creatura che si meriti di più di vivere in eterno, a questo mondo.

In ogni caso, al di là di tutte le speculazioni che si possono fare attorno all’utilizzo e alla gestione di questa tecnologia, ho amato questa storia di Black Mirror in sé. Ho amato le due protagoniste messe così a dura prova dalla vita e ho amato la possibilità incredibile e meritata che è stata loro data e che fortunatamente, entrambe, hanno deciso di accettare.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.