Wild Life: The Card Game – Anteprima Kickstarter

Mi fa sempre piacere avere tra le mani progetti e giochi da tavolo poco conosciuti, vuoi perchè devono ancora affrontare una campagna Kickstarter o vuoi perchè le grandi case produttrici non ci hanno creduto fino in fondo. Non sempre si trovano prodotti eccelsi, vero, ma è altresì possibile scovare (a volte) dei prodotti molto buoni con idee tanto coraggiose ed originali. 

Ed è così che arrivo a parlarvi di Wild Life: The Card Game, un gioco prodotto dalla Axo Stories ed ideato dal trio Adrian Alamo Borja, Mich Camacho e Leo Cordoba, i quali ringrazio per avermi fornito questa versione Print&Play che mi ha permesso di provare il gioco in vista dell’imminente campagna Kickstarter che partirà il 29 settembre (2020, ndr). La versione stampata che vedete in foto è quella base, ma sono già state create nuove carte che entreranno a far parte della dotazione durante l’evolversi campagna.
Wild Life è un gioco di carte (un puro set collection) per 2-4 giocatori che vuole farsi spazio nell’universo dei filler; l’immediatezza e la velocità sono infatti sicuramente le migliori caratteristiche del titolo. Il titolo Wild Life si riferisce alla vita selvaggia degli animali liberi in natura; ed è proprio questo il leitmotiv che ci porterà a collezionare gruppi di animali, evitando di essere uccisi dai cacciatori e cercando di evitare le peggiori catastrofi naturali.
Ma andiamo a vedere brevemente il regolamento. Tutte le carte vengono mischiate e distribuite sei per ogni giocatore, il quale ad ogni turno è obbligato a giocare tre carte (non una più, non una meno) davanti a sè. Lo scopo del gioco è quello di ottenere punti collezionando più animali possibili, dividendoli in gruppi: animali piccoli, animali grandi, pesci ed uccelli. Ognuno di questi animali fornisce un certo numero di orme (che sono i punti di gioco), in base però a certi parametri: le orme di animali grandi e piccoli si sommano tra loro, i pesci fanno punti in base a quanti se ne giocano, mentre gli uccelli vanno piazzati sempre per tipologie diverse. Inoltre è possibile moltiplicare i punti dei vari gruppi, tramite apposite carte. Ma attenzione, perchè gli animali non sono al sicuro! Numerosi pericoli viaggeranno tra le mani dei giocatori, in grado di eliminare carte o addirittura interi gruppi di animali giocati dagli avversari (molto preziose sono le carte divieto di caccia). Ma ancora più dannose sono le carte catastrofe che hanno il potere di eliminare specifiche razze di TUTTI i giocatori al tavolo, quindi anche di chi la catatrofe la genera. Per finire, vediamo il sistema di punteggio che risulta molto frenetico e quanto mai ricco sconvolgimenti. In base al numero dei giocatori, la partita durerà un certo numero di turni (che qui vengono chiamati Cicli); alla fine di ogni ciclo si calcolano i punti ottenuti in quel preciso momento. Il segnalino primo giocatore viene sempre passato al giocatore di sinistra.
Cosa ne penso? Beh, sicuramente non posso darvi un parere sui materiali, poichè ho dovuto stamparmi le carte da me. Il tema della natura incontaminata è molto coraggioso e sicuramente non piacerà a tutti: personalmente non mi fa impazzire, così come i disegni che ritengo un po’ troppo “scarni”. Però, non lo vedo come un grandissimo difetto ai fini del gioco stesso. Parlando delle meccaniche di gioco, certamente Wild Life non inventa nulla nè prova a rischiare qualcosa, però devo dire che non mi è dispiaciuto. La partita è frenetica, pronta a subire sconvolgimenti da un momento all’altro: il sistema di calcolo del punteggio alla fine di ogni turno, obbliga a studiare una piccola strategia per ottimizzare la continua pesca di carte. Le carte catastrofe sono carte molto importanti, poichè se giocate bene possono essere decisive recando gravi danni agli avversari. In conclusione, non mi sento di dare un giudizio definitivo a Wild Life: The Card Game. Al momento sarebbe un tranquillo 6, ma la mia speranza è quella di poter avere tra le mani in futuro la versione definitiva per poter allora sì, un giudizio definitivo.
Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.