Madame Web – Recensione – S.J. Clarkson

Madame Web – Recensione – S.J. Clarkson

La seguente recensione contiene degli SPOILER. Se non hai ancora visto il film, addentrati nella lettura a tuo rischio e pericolo!

Oops!…I did it again

Se proprio bisognava inserire Britney Spears nella colonna sonora, tanto valeva comunicare esplicitamente al pubblico le proprie intenzioni, no? Esatto, perché l’ultimo (purtroppo solo in ordine temporale e non in senso definitivo) cinecomic targato SSU è solo l’ennesima ripetizione di copioni già visti. Eppure si riesce a peggiorare sempre più (e forse pensandola così si spiega l’uso di Toxic, sempre della Spears).

Non è semplice parlare di questo Madame Web in maniera ordinata. Si può iniziare da qualsiasi punto, perciò ecco un piccolo antipasto. Nonostante il film sia ambientato nel 2003, in una scena sembra esserci un ragazzo in metro intento a giocare con una PSP, uscita però nel 2005 negli USA, e nel 2004 in Giappone. Perciò, se anche l’avesse acquistata appena uscita, siamo abbastanza fuori tempo. Questo è tuttavia un dettaglio che aveva generato un certo grado d’ilarità nei fan, già all’uscita del primo trailer.

L’attenzione ai dettagli, quindi, non è di certo il miglior punto di partenza. Per questo la recensione seguente verterà sull’analizzare il perché il film non funziona, piuttosto che cosa funziona e cosa no.

La trama

Parliamoci chiaro, le trame semplici e poco intricate non sono un problema. Esistono diversi prodotti a dir poco magnifici, che si reggono su plot veramente molto semplici. Solo che vengono arricchiti da molteplici elementi che li rendono carismatici ed iconici.

La trama quindi non è sempre tutto, ma quando viene servita con dialoghi inconcludenti, pigri e spesso idioti; da personaggi con una caratterizzazione superficiale e apparentemente priva d’un cervello funzionante; e da crateri di logica, non si può pretendere che al pubblico piaccia.

E quando si parla di crateri di logica s’intende dire che verso l’entrata nel terzo atto, la protagonista (Dakota Johnson), ricercata dalla polizia per il presunto rapimento delle altre protagoniste (Sydney Sweeney, Isabela Merced e Celeste O’Connor), sale su un volo diretto verso il Perù, senza che alcuna anima viva si accorga di lei.

Prologo

Però è giusto andare con ordine (o almeno provarci). Nel 1973 una ricercatrice incinta andata a caccia di un ragno rarissimo, nelle foreste peruviane, il quale veleno si potrà usare per produrre importantissimi farmaci, viene tradita ed uccisa dalla sua guida, mentre quest’ultimo le ruba il ragno.

La ricercatrice, intanto, viene soccorsa da un gruppo di guerrieri che vive nella foresta ed usa il veleno del ragno da lei cercato per ottenere capacità fisiche accresciute. Durante il rituale di soccorso, praticato per cercare di salvarle la vita usando il veleno del da’ alla luce la figlia, Cassandra Web.

Salto temporale: 30 anni dopo. Certo, perché tanto in Morbius aveva funzionato, anche qui andrà bene. Peccato che mentre nel disastro con Jared Leto era quantomeno accettabile il salto, qui non si degnano nemmeno di spiegare come abbia fatto la bambina a tornare nel mondo civile. Il tutto viene liquidato con un semplice “ero in orfanotrofio”. E ok, ma come hai fatto ad arrivare in un orfanotrofio newyorkese? Non lo sapremo mai.

Fun fact, nemmeno i genitori adottivi di Cassandra sono pervenuti. Lei si è semplicemente teletrasportata 30 anni dopo con una casa, un lavoro da paramedico e relazioni sociali a dir poco instabili. Esatto, perché quel che dovrebbe sembrare una persona fredda, distaccata e schiva sembra più essere una sociopatica (con un livello di caratterizzazione dei peggiori personaggi dei peggiori prodotti Netflix).

Next

A seguito di un’esperienza psichedelica post mortem (del quale non se ne capisce una sonora cippa) durante il servizio, Cassandra Web viene rianimata da un suo collega, ma inizia a manifestare fenomeni improbabili, come dei dejà vù. Dopo aver consultato neurologi e psichiatri, non risultano però esserci alterazioni di sorta alle funzioni cognitive. Le consigliano quindi di tornare a casa e di rilassarsi guardando vecchi film.

Innanzitutto, quale razza di neurologo o di psichiatra prenderebbe mai così sottogamba un caso di un paziente che manifesta continui dejà vù dopo un esperienza post mortem? (spoiler: no).

Ma va tutto bene, visto che Cassandra torna a casa e (mentre guarda la versione del 1984 di A Christmas Carol, battutona incredibile) scopre di poter vedere avanti nel tempo e poter cambiare il normale corso degli eventi. In che modo? Un piccione si schianta contro la sua finestra, allora lei la apre prima che ciò accada e lo salva. Ciò non è un problema, sia chiaro, il problema è che è un’esposizione scritta ed eseguita in maniera tremendamente pigra, e nel contesto generale aggiunge solo mediocrità alla mediocrità. Tra l’altro, il potere acquisito dalla protagonista è esattamente quello di Nick Cage in Next. Solo che a differenza sua non riesce a controllarlo e compare solo quando la trama lo richiede.

Svolgimento

La sezione centrale del film è una caccia all’uomo, con il non amichevole Spiderman di quartiere (o meglio, la versione tarocca) che cerca di catturare e assassinare le tre adolescenti che in futuro lo uccideranno. Cassandra riesce a difenderle da un suo attacco in metro grazie alla sua abilità di vedere il futuro. Unica pecca: ora è ricercata dalla polizia per il rapimento delle tre ragazze.

Aspetta, cosa? Nella metro di New York, un tizio con un costume da pirla e abilità sovrumane, aggredisce e uccide degli agenti di polizia. Però è la protagonista ad essere accusata dell’aggressione e del “rapimento” delle ragazze. Come se nel 2003 non ci fossero telecamere pubbliche a documentare la pubblica sicurezza. Anche non ci fossero, nessun testimone oculare? Nemmeno uno? Sembrerebbe una forzatura di trama! (che strano).

Dunque prende le ragazzine, ruba un taxi e le porta in un luogo isolato, in una foresta, per non farle trovare da nessuno. Dopo un brain storming, definibile più come una pioggerellina, Cassandra capisce di dover tornare a casa e cercare nella valigia che ha casa, contenente una serie di averi lasciatile dalla madre. Anche qui, la logica che condisce i dialoghi è a dir poco discutibile, ma la trama dovrà pur andare avanti no?

La valigia

Tornata a casa apre la valigia ed il diario della madre con tutti i suoi appunti sul ragno e sulla stirpe di guerrieri indigeni. Così come una foto di lei con il villain, Ezequiel Sims, senza maschera. E non appena lo riconosce, ricollega tutto. Solo che, Cassandra ha avuto la valigia con degli averi della madre per 30 anni e NON L’HA MAI APERTA. Nemmeno una volta? Nemmeno per sbaglio? Perché infatti nell’inseguimento, vede Ezequiel senza maschera, ma lo riconosce solo dopo nella foto.

Segue scena completamente inutile in cui Cassandra scopre dei poteri degli hombre arana peruviani, prova ad arrampicarsi al muro, ma scivola a terra come un sacco di patate. Un vecchio saggio definirebbe ciò come la “scena clou” che racchiude l’anima della pellicola.

Il rapporto con la madre

Cassandra, bella di casa, io capisco che non vuoi proprio bene a tua madre (ed il film ha fatto di tutto per farcelo capire fino ad ora, quindi figurati se non lo sappiamo), ma non ti sembra un tantinello eccessivo? Specie perché se non è stata con te non era di certo colpa sua, visto che era morta. Ma soprattutto, non ci sembra che a causa della sua mancanza ci siano state gravissime mancanze nella tua vita, visto che comunque sei diventata un paramedico, e qui tutti sappiamo quanto costi seguire un percorso di studio negli USA, specie se legato a professioni mediche.

Andrebbe bene spiegare ciò dicendo che non sono di certo i soldi a fare la felicità, ed andrebbe bene, è corretto. Il problema è che per come il rapporto tra Cassandra e la madre viene esposto, lei le è avversa a tal punto da fingere che lei non sia mai esistita. Non si mai accenno ad una, non so, tristezza per non esserci mai stata. Sembra esserci solo avversione ed un “odio” legato al non “riuscire a perdonarla”. Il problema è che la madre è morta per cause non legate al suo volere. Inoltre non vengono mai mostrate carenze parentali da parte dei genitori adottivi, e non si approfondisce mai l’infanzia della protagonista, quindi tutto si riduce ad un semplice e superficiale “sono arrabbiata con te perché ti hanno ucciso”.

Il diner

Contemporaneamente alle scene della valigia, si verifica la sequenza del diner. Praticamente un sogno febbrile misto ad una paralisi ipnagogica. Innanzitutto, le ragazzine dovevano trovarsi nel bel mezzo del nulla, ma a praticamente 20 metri da loro c’è un diner pieno di clienti. Per fortuna che erano isolate no?

Dirigendosi nel luogo per mettere qualcosa sotto i denti (in barba ad un tizio con superpoteri che vuole ucciderle e che, da quanto ne sanno, può trovarle ovunque vadano) possiamo finalmente qualche interazione pura tra i personaggi delle future spider-girls. I problemi a questo punto sono 2:

  • I dialoghi vuoti e idioti, uniti alla superficialità dei personaggi rendono il tutto una sequela di scene terribilmente bislacche, che si susseguono trascinando il film per i capelli.
  • Le tre finiscono per avvicinare un gruppo di ragazzi seduti a un tavolo e per flirtare, salgono sul tavolo ed iniziano a ballare sulle note di Toxic.

E tutto ciò è ancora peggio se pensiamo a come viene costruita la scena. Ora, va bene che in prima adolescenza ci sono picchi ormonali, lo sappiamo. Tuttavia in una situazione in cui devi nasconderti da qualcuno che vuole ucciderti, salire sul tavolo di un diner a ballare per rimorchiare è incredibilmente stupido.

Un plauso ad Anya Corazón (Isabela Merced) che è l’unica del gruppo ad usare un minimo di raziocinio. Lo usa solo una decina di secondi e si fa convincere con un paio di moine ad andare a morire per il giubilo del popolo, però poteva andare peggio.

Non a caso un camionista le nota e chiama la polizia. Cosicché il cattivo possa trovarle e braccarle, come infatti accade.

Il Vuoto & La Noia

Dopo che Cassandra torna a salvarle, rubando un’ambulanza e investendo Ezekiel Sims, il quale la avvelena (con un potere che quantomeno è coerente con l’animale d’ispirazione), tornano a nascondersi e il film diventa un tributo alla vincitrice di Sanremo 2024. Si concatenano una serie di situazioni noiose ed improbabili che inducono la noia negli spettatori.

Highlights di questa sezione sono:

  • Una scena in cui Cassandra insegna la CPR alle tre protette. Completamente a caso, dal momento che loro non sono interessate a lei o al suo lavoro. Forse perché servirà nel finale? (spoiler: si).
  • Il famoso volo in Perù in cui una tizia che ha un mandato di cattura per rapimento di tre minorenni ed è braccata dalla polizia, prende un volo senza problemi alcuni.
  • Un inseguimento in cui Ezekiel Sims viene investito altrettante volte ma rimane sempre illeso.

Il finale

Lo scontro finale si tiene in una fabbrica della Pepsi piena zeppa di fuochi d’artificio (?) al quale viene dato fuoco per scappare (ancora) da Sims. Fuochi d’artificio degni del migliore capodanno partenopeo, visto che basta un semplice dardo per creare una voragine in un muro e far scappare le protagoniste quando messe alle strette. Notare come uno dei razzi colpisce in pieno Sims, ma continua a rimanere illeso illeso (sia lui che il costume; scemi Tobey Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland!).

Nel finale una serie di eventi randomici portano le tre mancate spider-girls in pericolo di vita. In una scena che è assolutamente degna dello stallo tra il goblin e Spiderman nel primo Spiderman di Raimi (giuro!). A questo punto scopriamo il nuovo potere di Cassandra Web: la possibilità di evocare molteplici forme astrali di sé stessa, donandole il dono dell’ubiquità. Con la quale riesce (quasi) a salvare le sue protette ma un plot twist moscio le rimette in pericolo.

Quindi Sims la colpisce, lei cade in acqua, ma le non ancora spider-girls la salvano. E in che modo? Indovina indovinello?

Con la CPR. Già. Chi ci avrebbe mai pensato? (tutti in sala).

Ed Ezekiel Sims? La tempesta pirotecnica colpisce il logo della Pepsi (CGI degna della playstation 2) di cui una lettera lo colpisce e lo fa finire in acqua. Uccidendolo.

Finale all’acqua di rose, con Cassandra che “adotta” le tre ragazzine ed ora, cieca e costretta sulla sedia a rotelle, ma sempre con i poteri di Next e le forme astrali, dice loro che vede il loro futuro. Vede che combattono per i loro ideali senza mai arrendersi (testuali parole del film).

Il villain

Un bel faccino duro e tremendamente generico che è cattivo perché si e di cui non sappiamo nulla (né perché sia il cattivo, né come ha fatto ad ottenere tutto ciò che vuole proteggere). Che ha visioni di tre ragazzine che lo uccideranno e cade nella trappola in cui cadde anche Lord Voldemort. Gli sarebbe bastato leggere Harry Potter e l’Ordine della Fenice no? (libro uscito il 21 giugno 2003, ben prima di Toxic di Britney Spears, il 13 novembre di quell’anno, periodo in cui si suppone sia ambientato il film, visto che quando la si sente è dalla radio).

Personaggio che sopravvive alla più violente mazzate arrivategli da ogni dove. Viene investito almeno un paio di volte e sbattuto su diversi edifici. Muore per una lettera gigante della Pepsi che lo travolge. Pepsiman, sei forse lì osservando il film e dando la tua beneficenza a Madame Web?

I superpoteri

Passi per i poteri di Sims. Capiamo le visioni perché è del tutto comprensibile che gli indigeni facciano uso di un veleno psichedelico. Stessa cosa per la capacità d’iniettare veleno nelle persone; e per le capacità fisiche potenziate, ormai potere obbligatorio di ogni singolo supereroe.

Ma esattamente, i poteri di Madame Web, che senso hanno? Ovviamente la capacità di vedere il futuro e l’ubiquità astrale: abilità di ogni singolo ragno peruviano che si rispetti.

Sappiamo benissimo essere i suoi poteri anche nel fumetto. Il problema è che la bravura di uno scrittore/sceneggiatore sta nel far sembrare gli avvenimenti come naturali e verosimili, nel sistema che ha creato, altrimenti diventano pure e semplici forzature o cose a caso. Esempio lampante è Ant-Man dell’MCU: nasce come tuta capace di diventare piccolissima, poi si chiedono se si può fare lo stesso al contrario e così si ottiene il potere d’ingrandirsi. Quantomeno è credibile.

Tutto il resto

A tutti gli effetti non c’è una singola cosa che funzioni nel film:

  • La regia è da mal di mare. Con queste telecamere che si muovono in preda a crisi epilettiche per cercare di creare l’azione.
  • La fotografia patinata fa pena.
  • La CGI sembra davvero uscita dai giochi di media fascia della playstation 2.
  • Dakota Johnson sembra assente e il personaggio sembra aggirarsi sul set in preda  alla confusione totale.
  • Sydney Sweeney, Isabela Merced e Celeste O’Connor ridotte a tre bei faccini fa male al cuore. Specie quando dimostrano di essere anche più che discrete attrici quando non devono recitare dialoghi che sembrano scritti dal teorema delle scimmie infinite.
  • L’inserimento della madre di Peter Parker, per giunta incinta di lui, come a strizzare l’occhio al pubblico (perché ormai non sono solo i fan sfegatati a sapere il vero nome dell’uomo ragno) è fastidioso e sa di presa in giro.
  • Se devi fare un cinecomic in cui solo il villain principale ha dei superpoteri veri e propri ti prendi un enorme rischio. Poteva veramente essere qualcosa d’interessante. Non fosse stato per…

L’inganno di Sony

Rilasciare un trailer in cui vediamo ben 3 spider girl in azione e poi lo screening time è praticamente lo stesso di quello del trailer. Questo è un inganno, ed anche abbastanza grave. Ma soprattutto, a chi era diretto il film? A chi conosce i personaggi dell’universo di Spiderman? Al grande pubblico? Ai fan dei singoli personaggi? Ai fan degli attori? Nessuno di questi possibili target sembra ideale per rientrarci  del costo di 80 mln di dollari e farci un profitto (quindi un grossing di non meno di 200 mln di dollari).

Sembra che l’SSU (Sony Spiderman Universe) esiste solo ed esclusivamente per continuare a fare film così da poter mantenere i diritti dell’universo legato all’uomo ragno.

Per concludere in bellezza, i costumi mostrati sembrano fatti da cosplayer (specialmente quello di Madame Web), quantomeno cosplayer bravi (e non come quelli che si vedono nel recente trailer di Borderlands).

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Da sempre appassionato di cinema (meglio se horror/slasher e sci-fi), serie tv, libri, anime e manga, musica (meglio se metal) e qualcosina di gaming. Vive nel suo piccolo mondo felice, completamente dissociato dal mondo, rischiando di perdersi l'80% delle nuove uscite. Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn.