Guardiani della Galassia Vol.3 – Recensione – James Gunn

Guardiani della Galassia Vol.3 – Recensione – James Gunn

James Gunn torna a dirigere (per l’ultima volta) una pellicola stand alone sui Guardiani della Galassia. Nel cast tornano tutti quanti i personaggi che abbiamo conosciuto nei film precedenti, con qualche piccola aggiunta. Nel periodo di crisi che i Marvel Studios stanno affrontando, sarà riuscito il regista a risollevare un po’ la situazione?

L’ultima volta di James Gunn

Come probabilmente tutti sapete, questo film abbiamo rischiato di non vederlo. O meglio, abbiamo rischiato di non vederlo con la regia di James Gunn. Ciò per via dei disguidi che ha avuto nel luglio del 2018 con alcune battute pregne di umorismo nero di cui lo stesso regista si è pentito. (clicca qui per il trailer)

Inizialmente licenziato ed in seguito riassunto dopo averlo praticamente regalato alla concorrenza, James Gunn torna a dirigere (per l’ultima volta) una pellicola stand alone sui Guardiani della Galassia e sin da subito ci era stato detto che questo sarebbe stato il suo ultimo film in casa Marvel. Non sappiamo se per via di tutto ciò che è successo o se a prescindere avrebbe mollato, sta di fatto che ci ha fatto una promessa: quella di un finale indimenticabile.

Ora che la pellicola è uscita, quindi, cerchiamo di capire: Gunn è effettivamente riuscito a salutare questi personaggi in grande stile? Ha dato un finale degno alla sua trilogia? È riuscito a portare qualcosa che possa effettivamente compiacere il grande pubblico in un periodo in cui i Marvel Studios si trovano in crisi?

L’esperienza in casa DC

Una delle primissime cose che lo spettatore nota durante la visione è che questo nuovo capitolo presenta alcune caratteristiche differenti rispetto alle prime due storie. 
Ci riferiamo alla presenza di una violenza molto più esplicita e a quella di una volgarità molto più massiccia.

La prima in realtà non stupisce più di tanto, perché risulta comunque molto filtrata dai canoni Disney. Non vi è la presenza di sangue o organi che si spappolano, però sono presenti dei momenti in cui, ad esempio, ad alcuni personaggi viene mozzata la testa.

A stupire di più, invece, è la volgarità, poiché in molte battute ha inserito quelle che sono vere e proprie parolacce. 
C’è da dire, comunque, che nei film del Marvel Cinematic Universe più recenti l’utilizzo di questo tipo di parole è sempre più frequente, ma per il terzo film dei Guardiani a Gunn è stato dato il permesso di aumentarne il numero.

In questo modo si è riuscito a trovare un compromesso tra lo stile del regista (molto più per adulti che per famiglie) ed i canoni Disney. tutto questo, molto probabilmente, per via della sua esperienza in DC dietro alla macchina da presa di The Suicide Squad.

Tanti personaggi, tutti approfonditi

Non era facile riuscire a gestire bene un numero così grande di personaggi. Già il fatto che il protagonista non sia uno ma molteplici aumenta la difficoltà, eppure Gunn c’è riuscito egregiamente, poichè tutti quanti risultano. 
Stupisce inoltre il fatto che questo ragionamento vale sia per i principali che per i secondari.

L’unico che probabilmente funziona meno è Adam Warlock, introdotto in una post credit del film precedente in preparazione ad Infinity War ed Endgame, poichè nei fumetti si tratta di un personaggio fondamentale per sconfiggere Thanos, ma che per qualche motivo non hanno minimamente utilizzato in quelle due pellicole.

Si è quindi ritrovato a dover gestire un personaggio che quasi sicuramente non rientrava nei suoi piani iniziali ed infatti risulta riuscito fino ad un certo punto. Nel complesso funziona, ma è sicuramente il più debole tra tutti.

Ottimo invece il villain, L’alto evoluzionario. Un cattivo con motivazioni valide ed estremamente carismatico, brillantemente interpretato da Chukwudi Iwuji. Il suo unico problema è che risulta un po’ troppo abbozzato. Se avesse avuto più tempo per approfondirlo sarebbe potuto venire fuori qualcosa di ancora più interessante.

In generale comunque la scrittura risulta davvero molto valida, poiché riesce a raccontare una storia semplice ma piuttosto dettagliata, che alterna magistralmente momenti d’azione, momenti comici e momenti più malinconici, in cui è molto facile sentire qualche lacrima scendere dagli occhi.

La comicità, inoltre, a parte qualche piccolo momento leggermente più infantile, è davvero ottima. Si ride davvero di gusto. Incentrata quasi interamente nel personaggio di Drax, ottimamente interpretato, come al solito, da un bravissimo Dave Bautista.

Il lato tecnico

Quando Gunn è dietro la macchina da presa, la qualità si alza non solo dal punto di vista creativo, ma anche da quello tecnico.

La primissima cosa che si nota sta negli effetti visivi. Come già detto qualche riga più in altro, la Marvel non sta passando un buonissimo periodo ed uno dei motivi consiste nell’inserire nei propri prodotti una CGI che spesso lascia abbastanza a desiderare.

Dopo tanto tempo (forse dal periodo dell’ormai lontana fase 3) gli effetti visivi sono effettivamente di alto livello. Regalando al pubblico una vera e propria gioia per i loro occhi.

Validissima anche la fotografia, molto colorata e che risulta decisamente più curata e stupefacente rispetto a tanti altri prodotti della stessa saga, con delle scelte di colori davvero molto interessanti e che possono rimanere impressi nella memoria.

Ma la componente che forse risulta meglio riuscita è la regia. Gunn infatti, soprattutto nelle scene d’azione, utilizza tantissime inquadrature, tutte molto veloci e piuttosto movimentate, ma perfettamente chiare e comprensibili. Tutto ciò però non gli basta, poiché verso la fine un combattimento piuttosto articolato lo realizza con una sola inquadratura. Il risultato è mozzafiato.

Tiriamo le somme

Guardiani della Galassia Vol. 3 è la degna conclusione per una trilogia che, nell’ambito dei cinecomic, rasenta la perfezione. Un ottimo modo del regista per salutare i personaggi che ha reso famosi e che lo hanno reso famoso, oltre che per dire addio ad una casa di produzione con cui ha sì avuto qualche disguido, ma che anch’essa ha contribuito a renderlo conosciuto in tutto il mondo. 

Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime news e sulle ultime novità dello store, non dimenticare di seguirci su Instagram (Nerdream.it e  Nerdream Store), Facebook e Telegram!
Nato a Bologna nel 1996, si appassiona al cinema da bambino, quando capisce gli piacerebbe lavorare in quel campo. Più nello specifico come regista e sceneggiatore. Nel 2020 apre su Instagram un profilo che chiama "Recensisco Cose Audiovisive", con cui inizia a parlare di cinema e serie televisive con altre persone che condividono la sua passione.