La Nuova Vita di Nina – Recensione Manga – Goen

Recentemente, per Goen si è concluso La Nuova Vita di Nina ed ecco la mia recensione di questo manga, completo in 4 volumi.

“Ti ho sempre amato, fin dalla mia vita precedente.”

Nina Aoyagi ha solo dieci anni quando, dopo essersi trasferita in un’altra città, conosce il vicino di casa, Atsuro. Nel momento in cui lo vede riesce a ricordare la sua vita precedente in cui lei era Chitose Amamiya, fidanzata di Atsuro morta tragicamente all’età di quindici anni.

Adesso lui ne ha venticinque e non ha ancora dimenticato Chitose, rimanendo legato al dolore della sua perdita e al vuoto che gli ha lasciato.

Nina, che ha quindici anni meno di lui, lo capisce e vuole stargli accanto, perché lo ama ancora… sin dalla sua vita precedente.

Trovo che questo manga, che in Giappone si è concluso nel 2012, non sia per niente invecchiato con il passare del tempo. Inoltre risulta essere uno shoujo, e lo si percepisce nella lettura, ma i suoi temi e la sua atmosfera lo rendono un manga unico nel suo genere.

Nina è solo una bambina, eppure è innamorata di un venticinquenne che lavora alla sua scuola elementare. Potrebbe trattarsi di ammirazione o di una cotta passeggera, invece è qualcosa di molto più profondo e radicato in lei.

Qualcosa che si porta dentro sin dall’infanzia… ma non la sua, quella di Chitose Amamiya.

Adesso Nina è un’altra persona, eppure conserva tutti i ricordi di quando era Chitose e ciò la condiziona, non solo per quanto riguarda il suo amore per Atsuro.
Come Chitose, ha l’istinto di sacrificarsi per aiutare gli altri e questo porta a diversi momenti di tensione già nel primo volume.

Comunque, niente la ferma dal voler stare accanto ad Atsuro per sostenerlo nel suo dolore, che lei stessa in un certo senso condivide. Insomma, non è più Chitose e gli altri non sanno che un tempo era lei, anzi non devono saperlo.

Nina si porta dentro questo segreto straziante, insieme a tutti i ricordi della sua vita precedente.

Va detto che niente la ferma dal dichiararsi ad Atsuro, malgrado lei abbia solo dieci anni. Però Atsuro ama ancora Chitose, e di certo non può accettare i sentimenti di una bambina che lo conosce da poco, anche se in qualche modo lo conosce così bene.

Nel corso della storia la vediamo crescere, ma la differenza d’età con Atsuro – ovviamente – non si accorcia. Comunque, si percepisce che il primo volume doveva essere l’unico, perché alla fine di esso un breve extra ci mostra la vita da adulta di Nina, senza spiegare niente ma lasciando intendere molte cose.

Per fortuna il manga è andato avanti fino al quarto volume, affrontando molte più questioni, sviluppando la storia della protagonista e risultando davvero completo.

Questa è un’opera romantica che si legge con il magone, perché sono frequenti i parallelismi con la vita di Nina e quella di quando lei era Chitose.

Nina la ricorda molto, ma difatti non è più Chitose, quindi certe cose non può più farle… o almeno, se vuole farle dovrà affrontare molti ostacoli.

Allo stesso tempo si può dire che lei sia ancora Chitose, e lo si vede dal suo comportamento, oltre che dai sentimenti che prova per Atsuro. Sentimenti non corrisposti, perché lui non può dimenticare la persona che amava e che adesso non c’è più.

I primi due volumi si incentrano sul ricordo di Chitose e della vita che Nina aveva in precedenza. Il terzo e il quarto volume, invece, riguardano più che altro Nina. Lei non è più Chitose, ne prende atto e va avanti… pur non dimenticandolo.

Il primo volume, in particolare, si incentra tutto sul rapporto con Atsuro, che evolve lentamente col passare degli anni. Si percepisce chiaramente ciò che provano i due protagonisti, in un continuo di gioie e dolori, magone e commozione.

Il secondo volume si discosta completamente dal primo, perché abbiamo un cambio di scenario. Atsuro finisce momentaneamente in secondo piano, mentre Nina affronta altri ricordi del passato di Chitose.

In questo contesto abbiamo anche un capitolo dal punto di vista di un altro personaggio, che io ho trovato estremamente realistico. Il vuoto lasciato dalla perdita di Chitose, già palpabile nel primo volume con Atsuro, qui si fa ancora più concreto, illustrandoci il dolore profondo del non aver più la ragazza nella propria quotidianità, all’improvviso.

Sin dal momento del risveglio, niente è più come prima… né l’atmosfera che circonda il personaggio, né le interazioni con gli altri. In un singolo capitolo, tutto questo è stato reso in un modo davvero immediato e realistico.

Ammetto che pensavo non sarebbe stato toccato questa aspetto, per concentrarsi invece sull’amore per Atsuro, invece mi sbagliavo. Il manga esplora ogni parte importante della vita di Chitose, e lo fa benissimo.

 

In quanto alla seconda metà dell’opera, dicevo che si concentra più su Nina che su Chitose. La protagonista sa di non essere più lei, eppure è innamorata di Atsuro e il suo obiettivo nella vita è lo stesso che aveva Chitose.

È quindi il momento di diventare in tutto e per tutto Nina, così che Chitose non sia più una parte fondamentale di lei, ma solo un ricordo segreto che non l’abbandonerà mai del tutto.

Con questo concludo la mia analisi della storia, per non farvi spoiler.

In quanto ai personaggi, Nina è quello che conosciamo meglio.
Il suo spirito di sacrificio si fa sentire ed è decisamente un tratto che la caratterizza nel profondo, eppure questo dà molte preoccupazioni a chi la circonda.
Difatti, nella sua vita precedente è morta proprio per questo, anche se lo sa soltanto lei.

È un personaggio interessante, che si evolve nel corso della storia. E come potrebbe non farlo? La conosciamo che ha dieci anni, ma alla fine dell’opera è ormai adulta.

La famiglia di Nina resta molto sullo sfondo, ma è comunque fondamentale per certi passaggi.
Invece il ricordo della famiglia di Chitose è molto più presente, da quando si inizia ad affrontare l’argomento. Si sa, ci si aggrappa di più ai ricordi dolorosi che a quelli felici, e spesso si capisce quanto qualcosa era importante solo quando lo abbiamo perso… e Nina deve convivere con questo.

L’unica cosa su cui non intende scendere a compromessi è il suo amore per Atsuro, che l’accompagna nel corso degli anni.

Riguardo al suo attaccamento per lui, a volte si potrebbe definire stupido o superficiale se visto da fuori, ma il fatto che lei era Chitose dà a tutto una connotazione diversa.
Loro due stavano insieme, nella sua vita precedente. Lei non l’ha dimenticato e questo sentimento, insieme all’intenzione di restare per sempre con Atsuro, è davvero radicato in Nina.

È bello vedere che nel frattempo la sua famiglia, anziché ostacolarla, appoggia il suo amore di bambina, com’è bello vedere Atsuro che torna a vivere grazie alla sua compagnia.

 

Anche Atsuro è un personaggio molto interessante. Ciò che lo caratterizza di più è il dolore per la perdita di Chitose, eppure in qualche modo è riuscito ad andare avanti, anche se è chiaro che non stia bene.

Ci vuole un po’ per capirlo, ma quando si riesce diventa un personaggio coerente, con una storia personale che lo ha portato proprio dove si trova adesso, all’incontro con Nina. È difficile spiegarlo senza fare spoiler, ma mi sento di dire che in lui tutto torna.

Un altro personaggio che ha molto spazio, quando arriva il suo turno, è Chiharu. Ho empatizzato subito con lui e, se fino a quel momento stavo leggendo col magone, i capitoli che lo riguardano mi hanno dato il colpo di grazia, facendomi finire in una valle di lacrime.

E poi ci sono altri personaggi che accompagnano la nostra Chitose, alcuni con più spazio di altri, in una storia che sembra essere stata pensata nei minimi dettagli perché fosse realistica e carica di emozioni.

Il tema della reincarnazione, va detto, torna per tutto il manga, ma non viene davvero approfondito. Sappiamo che Nina era Chitose, ma non sappiamo come mai se lo ricordi, né perché il destino abbia voluto che incontrasse Atsuro anche in questa vita.

La questione fa solo da background al personaggio di Nina, perché si voleva raccontare altro: la sua nuova vita.

Dicevo che si tratta di uno shoujo, ma è molto particolare e ormai sarà chiaro anche a voi.

Sul retro dei volumi c’è un bollino che ne consiglia la lettura a un pubblico adulto. Infatti i suoi temi suggeriscono che potrebbe essere un josei o un seinen, malgrado disegni e storia d’amore siano senza dubbio in stile shoujo.

E se non conoscete il significato di questi termini, ecco un breve video in cui li ho spiegati.

Per il suo contenuto, l’opera potrebbe essere letta da tutti, in realtà. Forse però non tutti la capirebbero fino in fondo.

Insomma, resta una storia d’amore unica nel suo genere e delicata, ma con questo sottofondo malinconico e intenso, dato dal fatto che la protagonista ricorda la sua vita precedente.
Porta con sé tanti ricordi felici che non le appartengono più, e che per questo ora sono dolceamari… come lo sono per i cari di Chitose, che l’hanno persa all’improvviso.

Ecco perché questo manga è ottimo per i lettori di vecchia data, che magari cercano uno shoujo diverso dal solito, o semplicemente cercano qualcosa da leggere, che non sia per forza shoujo.

In quanto ai lettori più giovani… se interessati ai temi dell’opera, perché non dovrebbero provare a darle un’opportunità?

Dopotutto, si tratta solo di quattro volumi.

Quattro volumi che rendono l’opera sì breve, ma anche completa. Avrei letto volentieri altro, lo ammetto, perché ormai ero affezionata alla storia di Nina e di tutti gli altri… ma non c’era altro da dire. Il manga, quindi, è lungo il giusto, a parer mio.

L’edizione poi gli fa da cornice perfetta, con le sue sovracopertine satinate che danno un aspetto soft, puro ed etereo all’opera. Peccato che, sotto di esse, troviamo la stessa identica copertina, sempre a colori.
Allora io dico, belle queste sovracoperte, ma erano necessarie? Solo perché tutti i volumi editi Goen le hanno, immagino.

Ma sono disposta a mettere da parte le mie lamentele sulla carta che scarseggia per questa volta, perché questo manga merita davvero.

Detto ciò, non posso che consigliarvi la lettura. È difficile rendere a parole tutto ciò che ho provato mentre leggevo, e tutto ciò che mi ha lasciato… È decisamente un manga che porterò nel cuore per un po’, e che rileggerò volentieri in futuro.

In conclusione, La Nuova Vita di Nina è un manga che merita più attenzione di quella che ha avuto finora, ve lo assicuro. Dategli un’opportunità, potrebbe sorprendervi!

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Appassionata di Manga e di Fumetto in generale, gestisce un canale Youtube e una pagina Instagram dove condivide le sue letture. Fan di Star Wars da sempre, si è aperta ultimamente ad altre saghe nerd scoprendo un mondo meraviglioso. Con due amici porta avanti un progetto per sostenere il Fumetto Italiano in tutte le sue forme, dalle case editrici più conosciute alle piccole realtà indipendenti. Nella “vita vera” studia Grafologia con l’intento di approfondire ogni applicazione della disciplina, per poter lavorare in questo campo, un giorno. “Noi siamo ciò che scriviamo.”