Venticinque e Ventuno – Recensione – Netflix

Recensione – Venticinque e Ventuno

Netflix quest’estate ha deciso di tenere molto impegnati gli amanti dei K-Drama, rilasciando in successione serie coreane una migliore dell’altra. Oggi vi parlerò di Venticinque e Ventuno, un racconto di formazione che vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine.

Venticinque e Ventuno – La Trama

La serie si apre con Kim Min-chae, figlia della campionessa di scherma di fama mondiale Na Hee-do, che decide di abbandonare la danza classica e scappa a casa della nonna. Lì, Min-Chae trova e legge il vecchio diario della madre, attraverso il quale ci viene raccontata la storia.

Facciamo un salto indietro nel tempo di vent’anni e ci viene presentata una giovane Na Hee-do (Kim Tae-ri) che fa parte della squadra di scherma della Seonjung Girls’ High School. A causa della crisi dell’IMF, la sua squadra viene sciolta e, per non dover rinunciare alla sua passione, decide di trasferirsi alla Taeyang High School. Della nuova squadra fa parte anche Ko Yu Rim, attuale campionessa mondiale di scherma, per la quale Hee-do prova una forte ammirazione. La crisi finanziaria dell’epoca colpisce anche la famiglia di Baek Yi-jin (Nam Joo-hyuk) che, in un attimo, passa dalla ricchezza alla miseria. Yi-jin è quindi costretto a fare svariati lavori part-time per poter aiutare sua madre e suo fratello minore. Durante i suoi molteplici lavori conosce Na Hee-do, e insieme stringono una profonda amicizia.

Facciamo salire sul podio i tre punti di forza della serie. Al primo posto: I personaggi!

Ciò che attira fin da subito la nostra attenzione sono i vari personaggi della serie. Non solo per il loro carattere eccentrico e le diverse particolarità che li contraddistinguono, ma per ciò che li accomuna, ovvero la loro determinazione.

Tutti loro dovranno affrontare delle sfide che andranno a creare le fondamenta del proprio futuro, e ognuno lo farà grazie alla propria forza di volontà e al supporto di amici o familiari.

La loro forza passa attraverso lo schermo caricando anche lo spettatore, e alla fine di ogni puntata ci si ritrova pieni di una risolutezza che prima non avevamo. I personaggi non sono perfetti, sbagliano e “perdono”, ma cercano sempre un modo per risollevarsi, grazie alla fiducia che hanno in se stessi. Sono consapevoli che le proprie scelte e l’impegno saranno ciò che renderà i loro sogni una realtà, e non si lasceranno influenzare da eventi esterni.

La stessa Min-Chae, che all’inizio della serie voleva mollare tutto perchè non si considerava abbastanza brava, leggendo sul diario i pensieri della madre e parlandone con lei, si carica di una nuova forza, che la spinge a non abbandonare il suo sogno. Ho apprezzato molto il discorso della Na Hee-do adulta a sua figlia, quando le spiega come le sue abilità non aumentino in maniera costante come una curva in continua ascesa ma piuttosto come dei gradini. Saranno l’impegno e la perseveranza ciò che le permetterà di scalarli.

Vorrei fare un particolare elogio agli attori principali Kim Tae-ri e Nam Joo-hyuk, già visti precedentemente in “Space Sweepers” lei e “Start-up” lui. Mi è piaciuta molto la loro interpretazione e l’affinità che sono riusciti a creare reciprocamente, riuscendo a trasmettere esattamente ciò che la serie voleva mostrarci. Kim Tae-ri è un’esplosione di energia, capace di catturarti e trascinarti con lei tra vittorie e sconfitte.

Al secondo posto: L’ambientazione

Per quanto durante la serie si facciano spesso salti avanti e indietro nel tempo, seguendo sia le vicende di Na Hee-do che quelle della figlia Kim Min-chae, la maggior parte della storia è ambientata tra gli anni ’90 e inizi del 2000. La ricostruzione di quel periodo ci trasmette quella nostalgia a cui ormai siamo sempre più abituati, grazie ai molti media che giocano su questo tema. Ci facciamo largo tra discman, audiocassette, cercapersone, e cabine telefoniche. Vengono collezionati adesivi trovati nelle merendine e si corre disperatamente in libreria per acquistare il nuovo capitolo di una serie di fumetti. E poi, chi non ricorda le campagne telefoniche mobile che propongono offerte per le coppie?

In Venticinque e Ventuno ci viene mostrato tutto questo e anche di più, facendoci tornare alla mente i ricordi di quelle cose che un tempo avevamo o facevamo anche noi.

Vediamo come i personaggi affrontano la crisi economica del ’97, che sconvolge e ribalta totalmente le loro vite. Fa quasi impressione vedere come riescono a combattere per i propri sogni quando tutto sembra andare contro di loro. E’ interessante, inoltre, capire come non solo loro, ma l’intera nazione si sia fatta forza per risollevarsi, con metodi come la raccolta dell’oro da destinare a garanzia del prestito dell’IMF.

Al terzo posto: L’amicizia

Chiariamolo subito, la serie viene definita come drama romantico, ma questo in verità è solo un plus che ci viene mostrato più avanti. Sono la crescita personale e l’amicizia che trainano la storia. I due protagonisti, pur avendo una storia d’amore, sono legati da un profondo legame di amicizia. Loro stessi, durante tutto il tempo, non riescono a definire il loro rapporto, che va oltre l’amicizia e l’amore. Quando ci provano, non trovano altro modo che chiamarlo “arcobaleno”, che può sembrare buffo ma ha una sua spiegazione.

Questi sentimenti non coinvolgono solo loro, ma anche gli altri personaggi. Il legame tra Na Hee-Do e Ko Yu Rim cresce in maniera esponenziale, trasformandosi da ammirazione, a ostilità e, infine, amicizia.

Il gruppo formato dai protagonisti si supporta a vicenda, aiutandosi con ogni mezzo possibile, diventando quasi come una famiglia. L’affetto che provano gli uni per gli altri è così forte da fargli credere che durerà per sempre e, infatti, così sarà.

Il finale – Spoiler Alert! Riprendete la lettura quando avrete visto la serie… O continuate pure se siete abbastanza temerari!

In molti non hanno apprezzato particolarmente il finale della serie, ma devo dire che non sono d’accordo. Il finale rispetta esattamente lo spirito del drama, e in particolare il tema del’amicizia citato precedentemente.

Durante il corso delle puntate i personaggi si lasciano e si ritrovano in continuazione ma, nonostante questo, il loro legame non si dissipa. Ciò che provano gli uni per gli altri va oltre il tempo e la distanza. Non viene specificato se, a distanza di anni, i membri del gruppo continuino a frequentarsi o meno, perchè non è fondamentale saperlo. Così come non importa se in futuro lo faranno. Ciò che conta veramente è quanto sia stato significativo il loro rapporto di allora, come li abbia aiutati, cambiati e guidati, e come nonostante il passare del tempo e la lontananza, questo affetto sia rimasto immutato.

Nonostante alla fine Hee-do e Yi-jin non stiano più insieme, una scelta che la protagonista rimpiange di aver fatto, questo non vanifica la loro storia e l’amore che provavano e provano l’uno per l’altra. E lo stesso vale per il rapporto con gli altri personaggi.

Se ancora non avete visto Venticinque e Ventuno vi consiglio vivamente di rimediare. State sicuri che non ve ne pentirete! 

Victoria Rossi
Battezzata da Dragonball, cresciuta dal Signore degli Anelli e sposata con i drama coreani. Per Vicky il cinema, le serie tv, i videogiochi, ed i giochi da tavolo sono i quattro pilastri che sorreggono la sua quotidianità, ravvivata dalle note del k-pop. Il suo superpotere? Inserire citazioni di Aldo Giovanni e Giacomo in ogni discorso, per questo "non importa che tu sia un armadillo o un pavone, l'importante é che se spoileri me lo dici prima. No, un attimo... Non era così... Miiii ma proprio io devo fare la voce fuori campo".