The Umbrella Academy 3 – Recensione – Netflix

The Umbrella Academy 3 – Recensione

E dopo le due esplosive – in tutti i sensi – stagioni di The Umbrella Academy, su Netflix arriva la terza stagione piena di colpi di scena, ma possiamo davvero definirla la fine del mondo?

The Umbrella Academy. Netflix © 2022

Se avete seguito le stagioni precedenti, sapete già che stiamo per affrontare una serie che deve tenere il passo con due stagioni assolutamente incredibili, tra storytelling ed effetti speciali.
Ma andiamo per gradi: cosa ci aspetta?

Sinossi

Dopo aver evitato la catastrofe nel 1963, l’Umbrella Academy torna a casa nel presente con la convinzione di aver sventato l’apocalisse iniziale e di aver risolto il problema della linea temporale una volta per tutte. Dopo festeggiamenti di breve durata, il gruppo si rende conto che le cose non sono per niente come le aveva lasciate. Qui entra in scena la Sparrow Academy: geniali, eleganti e affettuosi come degli iceberg, gli Sparrow affrontano immediatamente gli Umbrella in un violento scontro che finisce per essere la preoccupazione minore.

Tra sfide, perdite, sorprese e un’entità distruttiva non identificata che scatena il caos nell’universo (situazioni che potrebbero aver provocato loro stessi), ora dovranno riuscire a convincere la nuova e forse migliore famiglia del padre ad aiutarli a risolvere il problema causato dai nuovi arrivati.
Ce la faranno a tornare alle loro vite pre-apocalittiche? O forse questo mondo rivelerà qualcosa di più di un semplice intoppo nella linea temporale?

The Umbrella Academy. Courtesy of Netflix ©

Bene, ma non benissimo

Questa è una delle poche serie che ho davvero aspettato quest’anno. Ero pronta. Carica a mille.

Purtroppo, però, penso davvero che questo terzo capitolo non regge il passo con i capitoli precedenti.
È come se si sentisse più il bisogno di chiudere la storia precedente, che di creare una struttura solida per la trama, arrivando così ad un risultato abbastanza mediocre che, spero, faccia solo da ponte per una nuova stagione.

Certo, l’effetto WOW/WTF non manca mai, ma la storia tende a rallentare troppo, dando spazio a momenti e personaggi non essenziali alla trama, che si perdono nel tempo.
Avrei preferito approfondire la storia e le investigazioni di Klaus, o la storia dell’Hotel Obsidian (che ci lascia con più domande che risposte) invece di passare tempo prezioso a dipingere Allison come una madre isterica.

La serie esce non a caso a giugno, in occasione del Pride month.
Dopo il coming out a Dicembre 2020 dell’ora attore Elliot Page, Netflix ha annunciato che ci sarebbe stata una transizione dal personaggio di Vanya a quello di Viktor.
Viktor si è rivelato forse uno dei personaggi più completi in quest’ultima parte, tanto da vedere come  e quanto questo personaggio sia cresciuto in 3 stagioni.
L’unico problema, come al solito, è il dubbing che questa volta non solo non fa coincidere, neanche per sbaglio, il parlato con il labiale, ma cade davvero nel ridicolo quando si tratta di dare voce al personaggio di Vanya/Viktor.

Fatevi un regalo, specialmente nel 2022, guardate la serie in inglese perché rende molto, ma molto di più.

Con la speranza di ricevere una quarta stagione più bella e forte della precedente, vi consiglio comunque di vederla.

Serena "Zelelotus" Iodice
Al tempo degli Dei Norreni ed i Norvegesi che spadroneggiavano, intorpiditi, sui Fiordi gelati, il genere umano invocava il soccorso di un eroe, per riconquistare la civiltà perduta. Finalmente arrivò Serena "Zele", classe '93, l'invincibile Terrona di Ostia forgiata dal fuoco di mille voli Low cost Roma-Bergen, 10 ore, settordici scali. Le Serie tv, il True Crime, iI film di dubbio gusto a suon di intrighi e tradimenti, furono affrontati con indomito coraggio, in mille lingue diverse, da colei che sola poteva guardarli tutti!
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