MotoGP 22 – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox Series X|S, Xbox One

MotoGP 22 – Recensione (versione testata Xbox Series X)

Ogni anno il mondo videoludico ci presenta i classiconi sportivi, che tornano con una nuova versione (più, meno o per nulla) migliorata rispetto a quella dell’anno precedente. Ed eccoci quindi alle prese con la nuova creatura del brand di MotoGP, giunta all’edizione 2022. Milestone sarà riuscita a migliorare davvero il gioco o sarà la solita minestra riscaldata? Scopriamolo assieme in questa recensione di MotoGP 22.

Iniziamo subito con il parlare di quello che a prima vista ci è parso molto differente dalla precedente edizione, ovvero il sistema di guida. Le modifiche non sono da poco e sicuramente sembrano voler cambiare il trend della saga, abbandonando il percorso che stava portando il gioco verso semplificazioni, divertimento ed inclusività ai neofiti, per intraprendere un cammino fatto di simulazione, aumento del livello di sfida, solidarietà verso un pubblico più avvezzo al genere, forse per conquistare il mondo degli eSports in modo più netto e remunerativo.

La scelta ci è parsa sicuramente assennata e “modernizzante”, perchè alla fine di titoli arcade poco simulativi se ne possono trovare molti di più, mentre la battaglia per il titolo di simulatore per eccellenza ce la si gioca in pochi (leggasi RiMS Racing).

I cambiamenti sono visibili fin da subito, con le moto molto più difficili da domare, soprattutto nelle frenate alla fine dei lunghi rettilinei, dove inchiodare potrebbe voler dire cappottarsi miseramente e dove con l’analogico sinistro dovremo saper dosare al meglio anche il bilanciamento antero/posteriore del nostro pilota e non solamente l’inclinazione laterale per fare la curva.

Sarà importante capire come sfruttare il freno motore e come implementare al meglio i vari setup della moto, con una difficoltà crescente che va da un livello molto meno punitivo in Moto 2 e Moto 3 ed un livello élite in MotoGP che richiede concentrazione massima.

Ma i neofiti? Saranno estromessi dai giochi fin da subito? Assolutamente no! Il tutorial è uno dei fiori all’occhiello del gioco e, con una serie di sfide affrontabili più volte a vari livelli di difficoltà, con più o meno aiuti, ci farà stabilire di che pasta siamo fatti e a come possiamo approcciarci al gioco, in modo da capire quali aiuti attivare, quali depennare e che livello dell’I.A. impostare.

Questo fa si che il gioco sia quindi godibile per tutti in termini di giocabilità, nonostante c’è da dire che, essendo il primo passo verso la simulazione nuda e cruda il prodotto di Milestone potrebbe trovarsi in quel limbo dove, per un amante della simulazione il gioco non è ancora perfettamente simulativo e per un amante degli arcade il gioco non è più tanto arcade come prima. Non bisogna avere fretta e sicuramente questo è il modo di evolversi, non si può pretendere il “tutto subito”.

A.N.N.A. è rimasta una stronza! Diciamolo… Da quando Milestone ha messo mano al suo sistema di “Machine learning”, con gli avversari che capiscono se siamo dei polli o dei super piloti e si adeguano di conseguenza, in gara si ha sempre la sensazione di giocare a Road Rash! Mancano solo le catene e le mazze ferrate e ci saremo quasi. Scherzi a parte c’è una aggressività notevole degli avversari,

C’è molto impeto e forse poco cervello, con una gestione di gara che non sembra di certo tra le più assennate ma porta i piloti ad essere tutti molto squali, poco attendisti e sempre all’attacco.

Il discorso “modalità di gioco” vede luci ed ombre.

Tralasciando le modalità veloci di gioco, è giusto affrontare subito le vere modalità cardine del prodotto.

La modalità carriera è rimasta del tutto invariata, con i suoi pro e i suoi contro e picchi emozionali non altissimi a dirla tutta… Si può partire dal fondo con un proprio team, o farsi ingaggiare da un team già esistente e poi schematicamente si andrà ad implementare gli sponsor e lo staff per giocarsi le proprie carte al meglio e salire di categoria a mano a mano. Non è sbocciato l’amore con questa modalità (che di solito nei manageriali e nei simulativi è quella che prediligo sempre).

Buona a metà la scelta di inserire tantissime moto e piloti gloriosi del passato, incluse le mitiche moto di quando la MotoGP era la Classe 500, anche se non notiamo grosse differenze in pista quando si guida e su questo tocca lavorare, altrimenti il lavoro amarcord ha appeal solo per pochi minuti e basta, se sono nei panni di Luca Cadalora, sulla sua vecchia Yamaha mi aspetto cose diverse da quelle che vedo ai tempi odierni in tv in MotoGP.

Superba l’idea di inserire la nuova modalità NINE Season 2009 dedicata all’ultimo titolo conquistato su pista dal dottore Valentino Rossi (cazzarola se ci si sente vecchi a pensare che era il 2009!).

In questo caso avremo di fronte una modalità ibrida, un po’ film e un po’ gioco, con scene di una sorta di docufilm che si intersecano con spezzoni di gioco dove dovremo superare delle prove specifiche.

Avremo 17 capitoli suddivisi in più episodi a guidarci passo dopo passo attraverso la storia di un’annata indimenticabile! Operazione promossa a pieni voti.

Andando avanti abbiamo il ritorno dello split screen! Un ritorno più che gradito (dall’alto dei miei 38 anni mi fa sempre commuovere e divertire), mentre il multiplayer è solo verticale e non multipiatta totale, con ogni utente che potrà affrontare utenti sulla stessa famiglia di console o PC.

Chiudiamo la recensione con il commento sul comparto tecnico che neanche quest’anno fa gridare al miracolo. Siamo ad un livello di pulizia grafica maggiore rispetto a quello dell’anno scorso, abbiamo delle buone animazioni, ottime texture ed un utilizzo buono della luce, ma dopo i video dimostrativi di Ride 4 ci si aspetta il fotorealismo che non arriva mai del tutto. Ci sono talvolta dei fastidiosi effetti pop-up sulla pista (usando una Series X) che lasciano un filino l’amaro in bocca e speriamo possano essere mitigati da qualche patch futura.

Buono il sonoro per i vari rumori di motore ed effetti ambientali, mentre per il commento come sempre sarà una questione di gusti personali… chi ama Guido Meda sarà felice e chi non lo ama sarà triste, ad ogni modo interverrà solo a bocce ferme e mai a gara in corso.

Al netto di tutto ci sentiamo di consigliare l’acquisto di questa nuova edizione al 100% a chi non ha mai comprato un MotoGP prima d’ora, ma anche a chi possiede già una versione più o meno recente del gioco, sia per iniziare a capire che strada sta prendendo il gioco e sia per il doveroso omaggio a Valentino Rossi!

Valerio Vega
Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo Commodore64”