Black Mirror – Approfondimento Stagione 4 Episodio 4 – Hang the DJ

Per diverse ragioni questo è l’episodio di Black Mirror che ho sentito di meno. Ciò nonostante è una puntata che permette moltissime riflessioni su sensazioni e comportamenti in un particolare contesto della vita, quello delle relazioni amorose.

Hang the DJ è il quarto episodio della quarta stagione di Black Mirror e la sua particolarità sta nel fatto che tutte le riflessioni a cui porta non hanno nulla a che vedere con la storia che si sta narrando, perché la storia che vediamo, come scopriremo alla fine, non esiste, non è mai esistita e solo forse si potrebbe verificare in futuro.

Amy e Frank si conoscono tramite il Sistema. Il Sistema appare come una sorta di mondo a parte dove tutti vengono guidati da questo Coach che li instrada verso lo scopo ultimo che è quello di trovare l’anima gemella. Per poter arrivare a stare con la persona giusta si deve passare attraverso una serie di relazioni, cosicché il Sistema possa raccogliere abbastanza informazioni e alla fine metterti con il partner perfetto.

I due protagonisti si conoscono la prima sera in cui provano il Sistema e si piacciono. Ma la caratteristica di questo mondo è che decide da sé la data di scadenza della relazione che ti propone e una volta che il tempo scade le due persone si devono lasciare. Dopo dodici ore Amy e Frank si separano perché così vuole il Sistema.


E la puntata sarà tutta un susseguirsi di relazioni più o meno brevi per i due, finché il Sistema non li farà incontrare di nuovo e in quel caso la relazione durerà di più. Vi tralascio i particolari della loro storia per le considerazioni successive su questo episodio di Black Mirror. Il gran finale è che quando i due cercheranno di battere il Sistema e scappare insieme per non essere divisi mai più, noi scopriremo che i protagonisti non sono altro che le simulazioni di un’app di incontri che stabilisce la percentuale di compatibilità tra due persone.

In pratica i nostri due protagonisti sono compatibili quasi al cento percento e in quella frazione di secondo in cui controllano questo dato la app parte con un migliaio di simulazioni fatte con quelle loro versioni virtuali e a noi viene mostrata una delle tante. La compatibilità è data dal numero di volte in cui i due cercano di scappare per stare insieme.

Come al solito un applauso a Black Mirror per aver reso terrificante anche l’idea di controllare la percentuale di compatibilità con un’altra persona. Immaginatevi un migliaio di versioni virtuali, ma vive, di voi stessi e dei vostri compagni lì come poveri stronzi a vivere e rivivere una relazione che però non potranno mai godersi, solo per permettere a voi creature del mondo reale di sapere quanto bene state insieme.


Beh, trovata geniale. Che però alla fine dell’episodio cancella con un colpo di spugna, tipo film di Shyamalan, un po’ tutte le idee che ci si era fatti su quanto stava accadendo. Nonostante il finale comunque le considerazioni importanti rimangono e le possiamo formulare tutte grazie alla simulazione che i poveri cloni virtuali sono costretti a vivere.

Il Sistema costringe a fare quello che gli esseri umani fanno da soli da sempre: passare da una relazione all’altra allo scopo, un giorno, di trovare l’anima gemella. Ora passatemi la generalizzazione, perché è ovvio che amore e relazioni sono tutti casi diversi per ogni essere umano, però qualche punto in comune lo si può trovare.


Ad esempio a volte ci si incontra al momento sbagliato, si tratti proprio di periodo della vita o di età troppo giovane. Con quelle dodici ore di incontro iniziali per Amy e Frank il Sistema sembra voler dire proprio quello: non è il momento giusto per voi, anche se vi piacete.

E li fa passare attraverso una serie forzata di relazioni, da cui non possono sfuggire per le regole del Sistema, che per loro sono una vera e propria sofferenza e una perdita di tempo. Perché entrambi pensano l’uno all’altra, eppure sono costretti prima a provare altre storie.

Anche qui il Sistema agisce come nella vita reale; se l’incontro con quella particolare persona “giusta” è avvenuto nel momento sbagliato, allora tutte le relazioni dopo sono dei tentativi di non rimanere da soli e far finta che ci siano altre persone altrettanto interessanti con cui avere a che fare.


La simulazione è brutale e i due poveri protagonisti trovano solo partner fastidiosi con cui convivono senza trarne il minimo piacere, però è anche vero che in entrambi i casi si nota quanto l’insofferenza a volte sia causata da stupidaggini; perché se non stai con la persona giusta quelli che sono piccoli difetti, noiose abitudini e peculiarità si amplificano e diventano qualcosa di insopportabile. La compatibilità è una cosa seria, in una relazione penso sia indispensabile e non si può essere compatibili con tutti.

In effetti viene presto il dubbio che tutto sia una simulazione non solo perché i protagonisti non ricordano nulla della loro vita prima del Sistema, ma anche perché uno si chiede che diavolo di mondo sia uno in cui trovare l’anima gemella deve essere lo scopo della vita.

Personalmente da un mondo così vorrei uscire subito, di sicuro non mi ci infilerei mai. Lì dentro tutto gira attorno alle relazioni e via una ne comincia subito un’altra, senza sosta, mai un momento da single.

Questa è una cosa che non trovo molto saggia da parte della simulazione stessa. Se devi vedere quanto compatibili sono due persone a mio parere devi non solo guardare come stanno insieme e come stanno con gli altri, ma soprattutto come stanno da soli.

Amy ad un certo punto farà una considerazione interessantissima, dirà che forse il Sistema continua a passarli da una relazione all’altra allo scopo di sfiancarli così poi alla fine, quando arriva il partner che secondo il Sistema è “giusto”, loro non fanno altro che dargli retta e accettare. “You settle” dice Amy, “Ti accontenti di qualcosa che non è esattamente ciò che speravi”.


A me questo ricorda il novanta percento delle relazioni che vedo tutti i giorni, il novanta percento di amici che sono andati avanti fino ai trenta/trentacinque anni a “divertirsi”, come sostenevano loro, e che poi ad un certo punto si sono spaventati, si sono sentiti troppo vecchi per continuare ad attendere la persona giusta, e hanno fatto figli coi primi che sono capitati loro sott’occhio ed erano ancora liberi. Non serve specificare che quella è stata una pessima idea.

In questo senso la cultura dovrebbe influenzare molto come agisce il Sistema. Se avverte il tuo terrore di rimanere da solo dovrebbe ad un certo punto accasarti senza troppi sforzi, tanto “You settle”. Ma siccome la considerazione viene fatta da un clone virtuale all’interno di una simulazione, sembra più la necessità di Amy di spiegarsi la quantità di persone con cui si è trovata a dividere letto e casa quando era l’ultima cosa che voleva fare.

Anche qui, nella simulazione si costringono i cloni virtuali a tutte queste relazioni, è la legge, se non lo fai ne subisci le conseguenze. Nella vita reale spesso è una scelta delle persone di stare con chi non è esattamente ciò che vuoi, ma giusto per evitare di stare da soli…

I cloni terminano una simulazione con successo quando si ribellano al Sistema e scappano insieme. Mi chiedo se sia mai accaduto che una coppia era compatibile al cento percento e se in quel caso la fuga sia avvenuta nella totalità dei casi subito, non appena conosciuti. Questa versione al massimo me la scrivo io e non con una coppia etero, possibilmente.


Contrariamente a quello che potrebbe essere il pensiero generale, non credo che questo episodio di Black Mirror abbia un happy ending. È più coinvolgente l’esperienza dei due cloni virtuali, ribellatisi perché consci del loro desiderio di stare insieme, di quanto possa esserlo la futura sorte dei due umani veri che si incontrano alla fine della storia. Su di loro non ci è dato di sapere molto, possiamo presumere che siano identici ai loro corrispettivi cloni virtuali, ma il mondo in cui vivono è molto diverso e chissà quanto inciderà quello sulla lunghezza della loro relazione.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.