Black Mirror – Approfondimento Stagione 4 Episodio 3 – Crocodile

Oggi parliamo di Crocodile, episodio della quarta stagione di Black Mirror davvero sconvolgente e spietato.

In questo episodio di Black Mirror seguiamo la storia di Mia che inizia quindici anni prima, in una notte brava fatta di alcol e droga. Lei e il suo compagno ritornano da una discoteca completamente fatti e ubriachi e su una strada di montagna travolgono e uccidono un uomo in bicicletta. Mia vorrebbe costituirsi, ma Rob la convince che disfarsi del corpo è la soluzione migliore.

Si arriva ai giorni nostri e Mia è ormai una donna in carriera con marito, figlio e zero sensi di colpa. Rob la ricontatta perché invece lui, da quella sera, non si è mai ripreso e non riesce a zittire quella che è ovviamente la più grossa colpa della sua vita. Informa Mia che vuole mandare una lettera anonima alla moglie della persona uccisa anni prima, almeno per dirle cos’è successo e farle smettere di sperare invano nel ritorno del marito.

In parallelo scopriamo che la tecnologia di cui si fa uso qui è una simile al Grain e al Mass, qualcosa che agisce direttamente sui centri nervosi e permette di recuperare alcuni ricordi dalla mente; viene usata dalle compagnie assicurative e dalla legge per interrogare le persone e i sospetti ed evitare che vengano raccontate bugie, visto che i ricordi vengono mostrati su schermo, quindi c’è il supporto visivo di ciò si è visto.


Beh, la nostra Mia decide di uccidere Rob la sera in cui lo incontra e avrà la grande sfiga di ritrovarsi anche al cospetto di un incidente stradale. Capirete dove va a parare la storia; il fatto di aver assistito a quell’incidente farà di Mia una testimone che verrà chiamata in causa, ma che allo stesso tempo non potrà fornire tutti i suoi ricordi a supporto, col rischio di essere beccata come assassina.
Così, in un crescendo di follia, Mia finirà per uccidere ad una ad una tutte le persone che possono accusarla dell’omicidio di Rob, d’accordo, ma anche dell’omicidio di quindici anni prima.

La cosa incredibile di questo episodio di Black Mirror sta proprio nell’assurdità che permea le azioni di questa donna. Ancora prima dell’efferatezza, che si esprimerà perfino nell’omicidio di un bambino piccolo, qui salta all’occhio l’assurdità, perché uccidere qualcuno per coprire l’omicidio di qualcun altro che hai commesso ha davvero un pensiero idiota dietro.

Ora io non do a Mia la scusante della malattia mentale o dell’incapacità di intendere e di volere, assolutamente, le piacerebbe. Quindi preferisco darle della schifosa e pure idiota anche per spregio alle sue capacità intellettive.


Io posso anche capire le bugie che coprono altre bugie. Non è vero, non le capisco, ma facciamo finta che in un contesto in cui non si ferisce nessuno uno si inventi una bugia dietro l’altra, una che ne copre una detta ancora prima, che ne so… Per non uscire la sera con gli amici. E magari parte da Ho il vino che mi diventa aceto per arrivare a Ho lasciato il gatto sulla pentola a pressione. (Cit. Aldo Giovanni e Giacomo)

Capirete la palla di neve della bugia che rotolando diventa sempre più grossa. Mettetela in un contesto atroce come quello appena descritto e dal fatto terribile di aver nascosto un cadavere quindici anni prima si arriva ad una serie di omicidi in un’escalation di violenza e totale inutilità incredibile.

Mia per salvare quella che è la sua vita, ora serena, e per evitare di confessare quanto fatto anni prima, e fra l’altro confessare era stato il suo primo istinto perfino sotto stupefacenti, all’epoca, decide invece di commettere una serie di atti mano a mano più gravi fino a raggiungere l’apice della follia. E che lei speri ad ogni omicidio di essersi salvata il culo per quello precedente fa atterrire, ma fa anche molto ridere.

Il tema del passato che viene a bussare sempre alla tua porta prima o poi, in particolare se è un passato di colpevolezza, a me piace molto. Ho già detto più volte che amo che le colpe si paghino. Il problema qui è che la colpa è di un livello talmente assurdo che il fatto di pagare perde di significato. Infatti nel finale noi sappiamo che Mia pagherà, ma non la vediamo nemmeno arrestare. Perché non serve. Per avere un po’ di soddisfazione bisognerebbe vederla spellata viva e quello non si può, quindi si lascia così in sospeso e la nostra immaginazione fa il resto.

Mia uccide due uomini, una donna, un bambino e nel momento in cui viene scoperta rovina la vita al marito e in modo atroce la vita al figlio. Come si paga una colpa così? Ve lo dovete immaginare voi, Black Mirror preferisce non dircelo.


Sono dell’idea che la puntata si intitoli Crocodile perché Mia piange davvero quelle che sono le proverbiali Lacrime di Coccodrillo. Sebbene io sia in disaccordo con questo modo di dire; gli animali non hanno nulla di cui sentirsi in colpa quindi questo detto non ha alcun senso, ma è giusto per capirci.

Mia si dispera per l’occultamento del cadavere quindici anni prima e poi è l’unica a rifarsi una vita nella completa serenità d’animo, Mia è quella che, sempre piangendo, non esita però a decidere che può prendersi la vita di un’altra persona piuttosto che mandare una lettera anonima alla moglie dell’uomo ucciso anni prima. Mia è quella che piange e dice Mi dispiace mentre a sangue freddo uccide la donna che deve interrogarla, suo marito e il suo bambino in un modo che non voglio nemmeno descrivere. Mia è quella che piange alla recita di suo figlio, qualche ora dopo aver ammazzato un bambino. Ma Mia piange per se stessa, per la sua vita non più serena, non certo per le persone che ha decimato.

È davvero spaventosa e piuttosto realistica la velocità con cui tutto va a rotoli e certe decisioni orribili vengono prese in nome di una famiglia e una vita da proteggere. Fa rivoltare lo stomaco la lucidità con cui questa donna non ha un attimo di esitazione e passa da zero a cento in termini di violenza allo scopo di nascondere una verità, una colpa.

Fa anche specie che lei fosse quella a premere per costituirsi, quella notte di quindici anni prima. Sembra quasi che averla fatta franca in quel contesto le abbia tolto successivamente qualsiasi etica morale riguardo alla vita delle altre persone; me la sono cavata allora e me la caverò anche adesso, così uccido senza alcuna remora.


Perché pare ovvio a chiunque che la colpa di anni prima non è paragonabile a ciò che lei fa dopo. Tra l’altro lei non era alla guida dell’auto, quindi il ciclista non era stato ucciso da lei, e in un eventuale processo avrebbe potuto scaricare tutta la colpa su Rob per averla costretta ad occultare il corpo. Invece quanto Mia fa per evitarsi tutto questo è qualcosa di indicibile che non la salva da diversi ergastoli, da una vita di prigione e lontana dalla famiglia che tanto cerca di proteggere. Eppure lei non esita un attimo a pensare di risolvere il suo problema con diversi omicidi. Questa cosa è sconvolgente a dei livelli che nemmeno so spiegare.

L’unica cosa che dà soddisfazione alla sottoscritta è l’idea che non solo Mia venga incriminata da un animaletto, dai ricordi di un porcellino d’india che viene interrogato allo stesso modo degli umani, ma che l’animaletto in questione l’abbia vista commettere proprio l’omicidio più orribile e per lei da quel momento non c’è scampo.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.