Chiedi a Iwata – Recensione – Satoru Iwata, Hobonichi – Panini Comics

Chiedi a Iwata – Recensione

La scomparsa di Satoru Iwata, quarto e iconico presidente di Nintendo, ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo videoludico: prima programmatore e poi presidente di HAL Laboratory, lo storico CEO della grande N ha preso le redini dell’azienda ad appena 42 anni, divenendo simbolo della stessa e personaggio amato dal grande pubblico e dagli altri attori del settore.

“Chiedi a Iwata” è un modo delicato e gradevole per ripercorrere quelle che sono state le fasi cruciali della carriera dell’omonimo presidente, raccontante tramite una raccolta di dichiarazioni, interviste ed approfondimenti a cura di Hobonichi.

L’edizione italiana è stata tradotta da Susanna Scrivo e pubblicata da Panini Comics, sotto il gruppo Planet Manga, in data 3 marzo 2022 in edizione brossurata da 192 pagine e in edizione digitale al costo di 15 euro. Abbiamo avuto modo di leggerlo proprio in edizione digitale, gentilmente inviataci dalla stessa Panini Comics.

Potremmo definire questo albo come una narrazione in prima persona, complice il fatto che tutti i pezzi riportati al suo interno sono scritti proprio da Iwata per il sito web Hobo Nikkan Itoi Shinbun, fondato da Shigesato Itoi, autore di Earthbound oltre che scrittore e doppiatore.

Ritroviamo al suo interno anche degli estratti dalla rubrica “Iwata chiede” che lo stesso presidente teneva online e nella quale intervistava gli sviluppatori Nintendo, nonché degli intermezzi a cura di Itoi e di Shigeru Miyamoto, due personalità molto vicine a Satoru.

Il libricino è dunque un viaggio in quella che era la mente dell’amato presidente Nintendo, non proprio una biografia quanto più una traversata nei ricordi e nei sentimenti del suo protagonista. Veniamo a conoscenza, tramite queste 192 pagine, di tutta una serie di aneddoti e curiosità gradevoli, come i primi approcci del presidente a Nintendo, quando era solo ancora un dipendente presso la HAL Laboratory, fondata da un suo compagno di studi all’università, e di come ne abbia preso le redini in un grave periodo di crisi finanziaria, sostenuto da sua moglie.

Conosciamo anche meglio i rapporti tra Iwata e Miyamoto, partner in successi su larga scala come Kirby’s Dream Land, e facciamo ordine all’interno di una carriera disseminata di momenti ardui e alte vette raggiunte: Satoru Iwata ha contribuito grandemente al ciclo vitale di GameCube e GameBoy Advance, ha ideato e programmato Wii e DS e ha supportato la compagnia, tramite un taglio al suo stesso stipendio, quando WiiU e Nintendo 3DS non hanno ottenuto il successo sperato.

Anche la nostra tanto amata Nintendo Switch è farina del suo sacco, sebbene il presidente sia morto prima che l’ibrida Nintendo raggiungesse il mercato.

Satoru Iwata con Nintendo WiiU.

La sua personalità è indiscussa e l’attitudine alla gestione di un’azienda deriva da una grande capacità di ascolto e di adattamento; il libro ci aiuta ad entrare dentro la mente di una persona che ha sempre dimostrato di sapersi relazionare intelligentemente con il mercato, con le console e soprattutto con le persone. Iwata aveva ben compreso che dietro la nascita di un successo vi sono delle idee forti e dei cuori appassionati, mostrando sempre grande empatia nei confronti dei suoi dipendenti e non ritenendoli mai al di sotto della sua persona. Inoltre, il compianto presidente ha saputo in più di un’occasione pazientare prima di giungere al meritato successo delle sue idee e dei suoi prodotti, che in più occasioni hanno largamente inciampato prima di ottenere la risonanza meritata.

Affascinante è poi il legame con Miyamoto che trapela dalle parole di Satoru, suo “osservatore numero uno”, e dello stesso Miyamoto, che si propone al pubblico come un’amicizia mai segnata da invidie o accese discussioni, quanto piuttosto da lunedì mattina fatti di scambi di idee.

Al centro delle idee del maestro vi è sempre l’esigenza prioritaria di far felici le persone e di non ricorrere mai a distinzioni tra giocatori occasionali e giocatori appassionati.

Con Nintendo Switch, la compagnia si è sbilanciata nuovamente a favore dei gamer più incalliti, tralasciando qualche gioco più casual dedicato ad un pubblico che, al contrario, Iwata sentiva sempre l’esigenza di incentivare e ingrandire. Nintendo era “per tutti” soprattutto durante l’arco vitale del suo iconico presidente e all’interno del DNA della grande N si respira ancora quell’insegnamento, quella filosofia. Condivisibile o meno, è affascinante conoscere meglio un pensiero appartenente ad una personalità così illustre e iconica del nostro settore preferito.

L’edizione inglese del libro, pubblicata da VIZ Media LLC.

Chiedi a Iwata è un must per tutti gli appassionati della grande N, ma anche per coloro che volessero “studiare” un personaggio che ha saputo essere imprenditore, sviluppatore e videogiocatore come pochi altri.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!