Dying Light 2 – Recensione – PC, PS4, PS5, XBOX One, XBOX Series X/S

dying light 2 recensione

Dopo un lunghissimo periodo di attesa ed uno sviluppo che non può essere definito “liscio come l’olio”, è giunto ormai un mese e mezzo fa Dying Light 2 sugli scaffali dei negozi online e fisici. Scopriamo insieme se ha superato le aspettative! Seguite i miei ragionamenti in questa recensione di Dying Light 2 Stay Human.

dying light 2 recensione

Sì lo so, siamo usciti tardi con questa recensione di Dying Light 2, quindi più che definirla tale affrontiamola come un “Parliamo di…”. Sapete, non capisco come abbiano fatto alcune persone a far uscire le review il Day-One e finire questo gioco in tempo. Sarà che noi abbiamo ricevuto la chiave a Febbraio inoltrato (Grazie infinite comunque a Techland che ci ha permesso di provarlo), ma ci è voluto del tempo per analizzarlo. Non basta una settimana per finire la trama e dire “Ok, scrivo due righe”.

Dying Light 2 è un titolo che va capito, è un titolo che va amato e va odiato con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. Sì, ha tanti pregi e tanti difetti, ma è comunque un bel gioco. Andiamo però un passo alla volta.

Dying Light 2 Recensione – La storia

Siamo parecchi anni dopo i fatti di Harran ed il GRE non ha per nulla interrotto le ricerche sul quel suo bellissimo virus che trasforma gli esseri umani in… Qualcos’altro. Ovviamente non tutto è andato per il verso giusto e l’umanità è letteralmente crollata in un mondo estremamente simile a “The Walking Dead”. Quindi stavolta non ci troviamo più a dover contenere il virus in una cittadina, bensì il mondo è totalmente avvolto da questo virus ed i superstiti sono rinchiusi in delle piccole città fortificate. Una di queste, Villedor, è il luogo dove si svolgerà il gioco.

Vestiremo i panni di Aiden Caldwell, un pellegrino con un passato tutt’altro che simpatico e roseo che è abituato a vivere e cavarsela da solo. Aiden vuole scoprire che è accaduto a sua sorella, Mia, e per questo giungerà a Villedor dopo un tutorial iniziale nelle lande desolate. Non vi dirò assolutamente nulla di più sulla storia. Lo avete giocato? Sapete perchè non vi dico altro. Non lo avete fatto? Giocatelo.

C’è da dire, però, che Dying Light 2 offre degli spunti narrativi decisamente migliori rispetto al primo. Nonostante i cliché “telefonati”, ed alcune cose facilmente intuibili, la storia è assolutamente godibile ed emozionante con risvolti che possono essere cambiati anche in base alle nostre scelte.
Nulla di nuovo e rivoluzionario che possa far lasciare il giocatore con la mascella spalancata, vi avviso già, è un gioco fatto e finito che punta moltissimo sul gameplay più che sulla storia nuda e cruda. Gameplay che, alla fine di tutto, può non essere di totale gradimento ai giocatori più hardcore, i quali potranno agilmente trovare i punti deboli e criticare delle scelte sull’open world. Però sapete che vi dico? Queste persone troveranno il pelo nell’uovo sempre e comunque, non si godranno mai un gioco per quello che è: divertente.

Se il giorno vi spaventa…

…aspettate di vedere la notte! Migliaia di infetti di tutti i tipi separeranno Aiden dal suo obiettivo e voi dovrete sconfiggerli, aggirarli, trovare i punti deboli e scappare. In tutto ciò Villedor offre due paesaggi, il notturno ed il diurno.

Di giorno dovrai scontrarti con gli umani i quali vogliono tutt’altro che condividere con te quel poco che è rimasto (Oltre agli infetti), mentre di notte dovrai affrontare gli infetti che di giorno hanno dormito. Dubbi? Sì. Alcuni infetti dal virus THV hanno problemi con i raggi UV, quindi di notte si nascondono e dormono all’interno dei tanti edifici, tutti esplorabili. Mentre appena cala il sole è come se suonasse la campanella di scuola. Le porte letteralmente si spalancano ed orde di mostri cominciano ad uscire da ogni anfratto.
La prima volta che mi è capitato di assistere a quella scena ero su Discord con degli amici, mostrando il mio gameplay, e sono letteralmente saltato dalla sedia ed ho cominciato ad urlare. Tutto mi aspettavo, tranne che migliaia di zombi scolaretti che escono dalle classi dopo svariate ore di matematica. Il tutto condito da una musica tutt’altro che rilasssante. Quindi immaginatevi questa scena: musica incalzante nelle cuffie, battito accelerato per l’ansia, io che cerco di correre e trovare un riparo perchè sapevo che di lì a poco sarebbe successo qualcosa (Erano le prime ore di gioco), ad un certo punto si spalancano alcune porte davanti a me ed escono i bulli pronti a rubarmi la merenda… È stato il momento più tragicomico di tutto il gioco.

Ovviamente la notte è fatta appositamente per poter visitare i luoghi dove di giorni gli infetti dormono e fare scorta di materiali e potenziamenti preziosi, ma allo stesso tempo questi sono più aggressivi e fanno male. Molto male. Per carità potete anche andarci di giorno in quei luoghi se avete abbastanza fegato in corpo, dovete solo sfruttare una buona dose di stealth ed eliminare gli ospiti indesiderati silenziosamente. Questa l’ho adorata.

Di notte poi ci sono loro, gli Urlatori. Appena vi vedono lanciano il grido di allarme stile chihuahua ed attraggono verso di voi tanti di quegli zombi che da soli è molto difficile uscirne vincitori; ed allora scatta la modalità inseguimento dove più tempo più tempo passa più infetti hai alle calcagna e di conseguenza è alta la probabilità di morte. Allora che si fa? Si deve cercare un nascondiglio, riconoscibile grazie alle luci UV o comunque dai segnalini sulla bussola in alto.
Parlando di luce UV, ecco una cosetta un po’ frustrante. Aiden ha un timer che, se si passa troppo tempo lontani dalla luce solare e/o UV, comincia a scendere, a meno che non si rallenti con dei consumabili. Sicuramente non vorrete far scendere quel timer a zero, nemmeno vi dirò il perchè a meno che non lo sappiate già. Però io ho trovato un po’ noioso e frustrante dover correre “al riparo” ogni tot tempo, rompendo di fatto quello che è il ritmo dell’esplorazione. Per carità, a livello di trama è MOLTO importante il tutto, però fino ad un certo punto…

Dying Light 2 – Recensione Una società verticale

Quello che ci si poteva aspettare da un gioco dove il parkour fa da padrone, è proprio che la societa sia letteralmente “verticale”. In che senso? Gli infetti sono diventati i padroni della terra e l’unico modo per tenerli a bada è andare il più in alto possibile. Quindi vedremo degli accampamenti costruiti sui tetti degli edifici, od anche delle fortificazioni. Queste ci saranno molto utili, specie durante gli inseguimenti.

In un gioco open world la compagine esplorativa ha la sua dose di estrema importanza. Per questo ci verrà in aiuto un binocolo che indicherà tutti i punti di interesse nei paraggi e non e starà a noi doverci andare per capire cosa succeda. Non vi nego che alcuni punti sembravano molto facili da fare, salvo poi rivelarsi più tosti del previsto, obbligandomi ad una fuga con la coda tra le gambe.

Altra cosa importante per l’esplorazione e per l’open world riguarda i mulini a vento. Questi dovremo sbloccarli passo passo nel gioco e farli diventare dei rifugi, successivamente li assegneremo ad una delle fazioni del gioco: i Sopravvissuti, i Pacificatori od i Rinnegati. Offrire un mulino ai Sopravvissuti o ai Pacificatori permetterà loro di comandare quel distretto e riceverete ovviamente dei vantaggi, ma anche degli svantaggi. Sta a voi decidere chi volete aiutare e per quale motivo. Vi dico solo che ogni scelta ha le sue conseguenze e sarete voi a plasmare il futuro di Villedor.

La paura è il tuo peggior nemico

Ad inizio gioco ho pensato di vivere in un mondo talmente ostile da dovermi muovere con i piedi di piombo per TUTTA la mappa. Il terrore della sfida mi assaliva, ogni infetto mi terrorizzava. Ad un certo punto ho pensato “Non mi sto godendo per niente il gioco in questo modo” e l’ho rotto. In che senso? La volontà degli sviluppatori poteva tranquillamente essere quella di lasciare il giocatore con il terrore per tutto il tempo, però io sentivo che non riuscivo a godermelo, non riuscivo a farmi piacere quello che succedeva, mancava qualcosa. Allora ho imbracciato l’arma (Ricordo che ci sono praticamente solo armi da corpo a corpo) e sono andato letteralmente alla carica di ogni infetto. Non mi importava delle conseguenze. Ho fatto come Gimli al Fosso di Helm; allora sì che ho cominciato a divertirmi.

Tutto questo per dirvi che se un gioco vi “dice” che dovete fare una determinata cosa, non è detto che sia quella giusta. A volte siete obbligati ad affrontarla in quel modo, come quando andavo di giorno nei luoghi chiusi e quindi dovevo eliminare tutti gli infetti in modalità stealth, ma non è detto che non possiate farla a modo vostro. La bellezza di questo gioco sta proprio nella varietà. Potete affrontare le situazioni in più modi, ed otterrete comunque lo stesso risultato. Certo, in quello affrontato da me ho visto tanti di quei glitch e bug che Cyberpunk spostati, però mi sono divertito.

Sicuramente in aiuto viene una IA non eccessivamente intelligente, i nemici umani non sono in grado di sfruttare il vantaggio numerico e gli infetti hanno veramente troppo poco cervello.

Ultimo tasto “dolente”, le animazioni. Nel 2022 mi aspettavo qualcosa di meglio. Siamo ai livelli di Mass Effect Andromeda, e non sto scherzando. Senza considerare tutti i bug ed i glitch sparsi qua è là nella mappa di gioco. Techland ha mostrato grande interesse nel voler sistemare questo titolo, peccato che il review bombing delle prime settimane abbia colpito ed anche duramente. Forse anche per questo penso che bisogna aspettare un pochino prima di parlare dei videogiochi.

Il mio consiglio? Compratelo e giocatelo perchè è assolutamente divertente.

Andrea Panicali
Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il rispetto tra i più famelici mangiatori d'Italia.