GRID Legends – Recensione – PS4, PS5, XBOX Series X/S, PC, XBOX One

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Quando si tratta di parlare su un gioco che ha a che fare con il mondo delle due o quattro ruote è sempre difficile. Bisogna saper bene che tipo di titolo si ha davanti, quale pubblico vuole andare a “colpire”, e soprattutto se sa fare il suo dovere. L’ultimo gioco che ho recensito fu Forza Horizon 5; un qualcosa di strabiliante, un sim-cade veramente rivoluzionario. Ora tocca a GRID Legends, sviluppato da Codemasters e pubblicato da EA, si propone come un sim-cade divertente ed innovativo. Scopriamo insieme se ci è riuscito.

Perchè la recensione di GRID è uscita così tardi? Non si può parlare di un gioco così vasto giocandolo poche ore e lasciare il resto all’immaginazione. Necessita di essere visto, studiato. Sarebbe stato semplice scrivere qualche riga dopo qualche ora di gioco, ma mi sarei perso la parte finale e non avrei mai potuto parlarne, se non per immaginazione o sentito dire. Quindi eccoci qua con la recensione di GRID Legends!

La storia

Come in un film in ambito motoristico che si rispetti, la storia di GRID Legends narra la rivalità tra il team Seneca ed il Ravenwest Racing. Il nostro Team Principal, Marcus Oda (Seneca), ha l’ambizione di voler portare il suo team ad eccellere nella GRID World Series attraverso momenti in cui guideremo auto fantastiche ed altri in cui la vita fuori dalla pista sarà interpretata da veri attori che animeranno il mondo di gioco. Ma chi siamo noi? Boh. Letteralmente. Non abbiamo un nome, non abbiamo un volto e nemmeno una voce. Siamo semplicemente il “Pilota 22”. Gli sviluppatori si sono giustificati affermando di voler creare inclusività in questo mondo. Una scelta che mi ha fatto storcere il naso e non poco; Forza Horizon 5, ad esempio, ha comunque inclusività ma permette al giocatore di scegliere la voce, il genere, addirittura protesi bioniche… Quella è inclusività, non questa cosa che fa molto anni ’90.

Ad ogni modo, la storia ci catapulta subito in mezzo ad una gara, dove la nostra compagna, Yume Tanaka, subisce un incidente violentissimo dopo essere stata buttata fuori pista da Nathan McKane, il rivale burbero senza un briciolo di amor proprio. Subito dopo questa scena potremo decidere se tornare indietro nel tempo e ripercorrere la nostra carriera dall’inizio fino a diventare un pilota del team Seneca, oppure continuare da quell’incidente.
Vi dirò che è una scelta mezza obbligata, perchè se continuerete dagli eventi accaduti vi perderete il 90% del gioco.

Dal momento della vostra scelta, supponendo abbiate deciso di ripercorrere tutta la vostra carriera, dovrete correre un numero di competizioni veramente ampio fino ad arrivare alla GRID World Series. Il tutto, come detto qualche riga più sopra, condito da spezzoni con gli attori che approfondiscono la storia della rivalità tra Seneca e Ravenwest Racing.

Piano piano scaleremo le classifiche dei campionati per Principianti, poi quelli dei Semi Pro, Pro, Gauntlet (Che nome strano per una series) ed infine la competizione per eccellenza, la GRID World Series. Per avanzare di categoria sarà necessario ottenere dei risultati che il team ci chiederà di raggiungere, non necessariamente la vittoria, ma tutti sappiamo che non si gareggia per partecipare.
Ogni evento delle categorie ha le proprie auto e proprio per questo ci ritroveremo a guidare tutte le più belle auto mai fatte, in un parco auto molto ampio e divertente. Ovviamente, essendoci così tanta variabilità tra i mezzi non aspettatevi qualcosa di simulativo, anzi. Ricordate quando dissi su una recensione di F1 che sembrava di guidare sempre le stesse auto nonostante fossero team diversi? Beh eccoci qui. Codemasters ci è caduta ancora una volta. Le auto sono praticamente uguali tra loro nel comportamento sull’asfalto, cambia qualche parametro ma hai sempre la sensazione di guidare la stessa macchina con valori diversi per tutto il gioco. Peccato.

Il gameplay

La storia è senza dubbio la parte più interessante e divertente di GRID Legends, anche se ci sono alcuni problemi di cui vorrei discutere con voi.

C’è un tipo di evento che è dedicato alle auto con modifiche sbloccabile solo dopo aver effettuato un tot di gare e chilometri con quella determinata vettura. Ciò significa che sarai costretto ad effettuare più e più volte la stessa gara in un loop che sa di “noioso”. Soprattutto perchè la mole di eventi da fare in giro è tanta, forse si poteva cercare un espediente meno macchinoso per sbloccare questi eventi. Non essendoci poi le qualifiche prima delle gare, ti ritroverai più volte a partire dal fondo, magari in un circuito cittadino e con la pioggia. Certo, l’IA non è forte e non risulterà difficile vincere, però è frustrante. Concedetemi questo termine.

Una cosa di cui non ho trovato assoluta utilità riguarda la gestione sponsor nella modalità Carriera. Questi ti permetteranno di ottenere vari bonus, dai crediti agli sconti, ma è una cosa fine a se stessa. Partendo dal presupposto che per gestire tutta la compagine “social” bisogna uscire dalla carriera ed andare in un’altra pagina, questi sponsor non compariranno MAI sulle vetture perchè potremo decidere la livrea e di conseguenza non ci sono gli sponsor visibili. Una cosa piuttosto inutile e macchinosa.

Parlando dei mezzi veri e propri, come accennato precedentemente, questo GRID Legends è un sim-cade a tutti gli effetti con i suoi pregi ed i suoi difetti. Non dovrete stare a preoccuparvi troppo di come guidare un mezzo, l’unica cosa di cui dovrete preoccuparvi sarà divertirvi e dare più spettacolo possibile durante le gare, compresi incidenti rocamboleschi che saranno roba quotidiana, all’interno di questo gioco.

Passiamo infine all’online. Che dire, mi ha stupito. Pensavo fosse il classico “Gara Rapida”, “Gara a Tempo”, etc… Invece puoi giocare tutta la carriera con altre persone sparse per il mondo, anche tutta la griglia! L’importante è che almeno una vettura sia guidata dalla IA. Ciò rende veramente dinamica questa modalità e neanche troppo monotona, perchè ammetto che dopo aver fatto una ventina di gare in solitaria ed aver vinto con scioltezza perchè l’IA fa SEMPRE gli stessi errori ed affronta le curve SEMPRE allo stesso modo, ho cominciato ad annoiarmi. Quindi mi sono buttato sull’online e la Carriera fatta con altre persone ha tutt’altro sapore. Soprattutto se fatta con un amico che ha delle abilità simili alle vostre.

 

N.B. GRID Legends è stato giocato su Playstation 4 Pro ed è risultato fluido sui 30FPS per tutto l’arco della partita.

Andrea Panicali
Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il rispetto tra i più famelici mangiatori d'Italia.