Gran Turismo 7 – Il primo cavallo di Troia della storia dei videogiochi…

Gran Turismo 7 – Storia di un Cavallo di Troia

Nel regno dei media che trattano videogames, la relazione tra un editore e il media stesso è spesso vista come una strada a senso unico, ma non è cosi! Gli uni non potrebbero esistere senza gli altri, ma a volte ci scappa un po’ la mano.

Media ed editori hanno un rapporto di simbiosi e questa simbiosi deve essere rispettata. Tuttavia, poiché il ruolo dei media è quello di tenere metaforicamente i piedi dell’editore al caldo, l’editore ha cercato un modo per aggirare i media per anni e Sony potrebbe finalmente averlo fatto. Le modifiche apportate a Gran Turismo 7 dopo l’uscita violano la relazione simbiotica tra l’editore e i media, ma cosa ancor più importante, violano la fiducia del pubblico nello sviluppatore, nell’editore e nei media, facendo sì che un gioco che era destinato alla grandezza diventi l’ennesimo racconto ammonitore del comportamento predatorio nella più grande industria dell’intrattenimento del mondo.

Per chi non lo sapesse, Gran Turismo 7 era il tanto atteso ritorno all’esperienza originale dei capitoli che hanno fatto la storia di Playstation. Come da prassi, il gioco è stato inviato ai recensori di decine di media diversi prima della release del 4 marzo. Gran Turismo 7 è stato recensito in modo estremamente favorevole prima dell’uscita e il sistema di embargo a due livelli di Sony ha permesso al gioco di capitalizzare il doppio dei cicli di notizie; il gioco ha ricevuto quindi una seconda ondata di elogi mentre alcuni recensori sono stati costretti a tenere le loro recensioni fino al giorno del lancio. Dopo che il gioco e, cosa più importante le recensioni, sono uscite, le cose hanno iniziato a cambiare. In primo luogo, Sony ha implementato le microtransazioni nel gioco permettendo ai giocatori di acquistare crediti di gioco con denaro del mondo reale.

Questo era prevedibile per un gioco con elementi di live service ed è qualcosa che, pur non essendo disponibile prima del rilascio, poteva evidentemente essere implementato in un secondo momento. Ma poi Sony ha iniziato a cambiare l’economia del gioco. Aumentando i prezzi delle auto e abbassando i pagamenti con valuta in game delle gare… brutta storia, Gran Turismo 7 è diventato un’esperienza significativamente più grindy di quella giocata dai recensori. Sony ha cercato di mascherare questo abbassando i prezzi di alcune auto e aumentando i pagamenti di alcune gare per far apparire questi cambiamenti come niente più che semplici modifiche di bilanciamento. Il totale netto dei cambiamenti però raccontava una storia diversa. Oltre a tutto ciò, i prezzi delle stesse auto erano aumentati fino all’800% rispetto al predecessore del gioco, Gran Turismo Sport.

Ma ora, con tutte le controversie che hanno circondato il gioco e i conseguenti cambiamenti, le recensioni fatte prima dell’uscita risultano praticamente obsolete e sembra che tutti abbiano speso 2.000 parole per farneticare su un gioco grindy, lento e predatorio; in parole povere, la recensioni fanno sembrare i recensori stupidi. Sony ha usato i recensori per sostenere un prodotto che l’azienda deve aver saputo bene che sarebbe stato radicalmente rivisto poco dopo il rilascio per spingere una monetizzazione aggressiva sui loro clienti.

Sfortunatamente questa debacle sarà probabilmente l’ultimo chiodo nella bara del mio personale amore per Gran Turismo, quando avrebbe potuto essere un totale risveglio dei sensi. Ecco come questi cambiamenti al gioco influenzano me e altri recensori, ma ciò che è ancora più importante è come influenzano i giocatori. Sony ha manipolato i media e li ha usati per attirare l’attenzione su un’uscita first-party. Facendo questo, Sony è stata in grado di inondare internet con punteggi di recensioni stellari e creare una massiccia ondata di sentimento positivo per il gioco attraverso il passaparola prima del suo rilascio. Migliaia – e probabilmente centinaia di migliaia – di giocatori sono andati a comprare Gran Turismo 7 il giorno dell’uscita basandosi proprio su questo sentimento positivo attraverso il passaparola e gli eccellenti punteggi delle recensioni.

I giocatori che hanno acquistato il gioco in anticipo avrebbero presto scoperto che Sony aveva venduto loro un cavallo di Troia; ciò che si aspettavano essere l’eccellente esperienza di Gran Turismo di cui avevano letto era in realtà un veicolo per un negozio di microtransazioni. Quello che Sony ha fatto con Gran Turismo 7 stabilisce un pericoloso precedente per l’erosione della fiducia tra i media e il consumatore. Essendo stato un giocatore per tutta la mia vita prima di entrare nel lato mediatico dell’industria, posso capire l’ipotesi di che accordi nefasti siano regolarmente fatti tra editori e siti di recensioni.

I media esistono per essere un sostegno dei giocatori e anche se molte persone di entrambi i gruppi sembrano averlo dimenticato negli ultimi anni, rimane vero. Nel caso di Gran Turismo 7, Sony ha usato i recensori per ingannare i giocatori e noi siamo più arrabbiati di chiunque altro.

Francesco Alberio
Milanese, nato nel’anno del primo Final Fantasy e di Metal Gear, non c’era da stupirsi che i videogiochi gli sarebbero entrati nel DNA a tal punto da aprire un canale YouTube ed una pagina Instagram dedicati alla sua passione. Innamorato degli U.S.A, del mondo nerd e delle colline di Toussaint al tramonto.
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