I Segni Del Cuore – CODA – Recensione – Sian Heder

CODA – I Segni del Cuore – Recensione

Candidato ai principali festival cinematografici in arrivo, incluse 3 candidature agli Accademy Awards, con già 5 premi vinti in altre manifestazioni, vi presentiamo oggi I segni del Cuore, della regista Sian Heder, Prodotto da Apple+ TV

Il Film

CODA /ˈkəʊdə/- o Child Of Deaf Adults– è un termine usato per indicare i bambini udenti, provenienti da famiglie non udenti.
Di solito questi bambini crescono usando sia la lingua dei segni che la lingua parlata, ma poiché la grammatica della lingua dei segni non segue le stesse regole della lingua ” udente”, questi bambini potrebbero sviluppare un modo insolito di parlare, che si aggiusta nel tempo grazie alla scuola o interagendo con i propri coetanei.

Vorrei precisare, prima di iniziare la mia recensione, che ho avuto il piacere di vedere questo film in lingua originale.
Solo di recente ho scoperto il titolo italiano, ed ancora non riesco a dormirci la notte.
Non capisco questa necessità dato che la realtà dei CODA esiste anche in Italia. Nonostante ciò, sono contenta di recensire questo film, specialmente in quanto studente di lingua dei segni.

La Trama

Ruby (interpretata da Emilia Jones), è l’unica figlia udente in una una famiglia culturalmente sorda. Una ragazza che si sente troppo e troppo poco allo stesso tempo, sia a casa o a scuola, dove è stata vittima di bullismo a causa del “modo strano in cui parla”, e seguita da questa sensazione opprimente di non appartenere davvero a nessun posto, tranne quando canta.
Anche a casa i suoi genitori non riescono a capire davvero le sue esigenze, o perché il canto dovrebbe essere così importante per lei. Nonostante Ruby vada ancora a scuola, tutte le mattine si sveglia alle 4 per lavorare con suo padre Frank (Troy Kotsur) e suo fratello Leo (Daniel Durant) sul peschereccio di famiglia, per poi presentarsi a lezione. Essendo l’unico membro della famiglia che possa tradurre la lingua dei segni, Ruby si ritrova spesso ad occuparsi dell’attività ittica di famiglia. Quando la nostra protagonista decide di iscriversi ai corsi extracurricolari, motivata anche dalla scelta della sua “high school crush” Miles (Ferdia Walsh-Peelo), decide di iscriversi al coro scolastico. Questo segna l’inizio del percorso di crescita della nostra protagonista, che troverà grande supporto nel suo insegnante di musica, il Signor V, e le darà la possibilità di prepararsi per il provino alla Berklee College of Music di Boston.
Questa decisione darà non pochi grattacapi alla famiglia, ma riusciranno ad accettare davvero la sua scelta?

Coda Vs La Famiglia Belier

Questo film, è in realtà il remake di un film francese intitolato “La Famille Bélier”, di Eric Latirgau, uscito nel 2014.
La trama è davvero molto simile al quella del film di cui abbiamo appena parlato, ma viene più che altro ricordato per alcune scelte fatte dal regista e dalla produzione, come il non volere attori sordi, o che conoscessero la lingua dei segni francese.
Inutile dire che questo ha creato ogni sorta di problemi, a cominciare dall’esagerazione e dall’uso sbagliato della LSF, la delusione della comunità sordomuta, che per l’ennesima volta non si vede realmente rappresentata (decentemente),  e l’assenza di sottotitoli SDH (subtitles for deaf and hard of hearing) sia per la versione cinematografica che per l’home theatre.

Nel film uscito nel 2021, sia sul grande schermo che sulla piattaforma streaming Apple+, la decisione della Heder, di avere un cast culturalmente sordo è stato fortemente voluto dall’attrice Marleen Matlin (che nel film interpreta la mamma di Rose, Jackie), ed ha finalmente dato la possibilità ad attori con lo stesso background di essere protagonisti sul grande schermo.
La grande vittoria di questo film, in realtà, è che smette di dipingere persone affette da disabilità come deboli e indifese, ma ce le mostra come una normalissima famiglia, con i suoi problemi, i suoi pregi, e come parte integrata della comunità.

Trailer del film

Semplice, ma con stile

Concordando sul fatto che la storia potrebbe sembrare abbastanza “semplice” e prevedibile, come un qualsiasi teen-drama, penso dovremmo concentrare la nostra attenzione sul fatto che questa non è solo una storia d’amore. Questa è la storia di molti bambini e adulti, che a volte si sono sentiti in imbarazzo o si sono vergognati per loro doti. La storia di una comunità, come dicevo, capace di tutto, ma esclusa solo perché non insegniamo la lingua dei segni a scuola, alle forze dell’ordine o al personale medico.
Questa è una storia di successi, resilienza e sacrifici, che dovrebbe dovrebbe ispirarci e farci entrare in un mondo ben al di fuori della nostra comfort zone.
Come avrete ben capito, è sicuramente un film che consiglio di guardare. È carico di momenti esilaranti -soprattutto quando ti rendi conto di quanto puoi effettivamente capire di una lingua che non conosci- e dove le scene girate completamente in silenzio, sono quelle più forti, che veramente ti fanno immergere in un’altra dimensione, facendoti commuovere un po’.
Il cast è fantastico: la voce di Emilia Jones mi ha lasciato sinceramente senza parole, e sono una fan di Marleen Matlin (nel film interpreta la mamma di Ruby) dai tempi di “Ragionevole dubbio”.
La vera scoperta penso sia stata Daniel Durant, che nonostante abbia lavorato in maniera quasi costante dal 2015, ed abbia anche avuto una parte nella seconda serie di “You”,  in questo penso abbia davvero trovato la sua fortuna, e mi auguro davvero di vederlo ancora – presto- sul grande schermo.

Spero davvero vi piaccia.

Serena "Zelelotus" Iodice
Al tempo degli Dei Norreni ed i Norvegesi che spadroneggiavano, intorpiditi, sui Fiordi gelati, il genere umano invocava il soccorso di un eroe, per riconquistare la civiltà perduta. Finalmente arrivò Serena "Zele", classe '93, l'invincibile Terrona di Ostia forgiata dal fuoco di mille voli Low cost Roma-Bergen, 10 ore, settordici scali. Le Serie tv, il True Crime, iI film di dubbio gusto a suon di intrighi e tradimenti, furono affrontati con indomito coraggio, in mille lingue diverse, da colei che sola poteva guardarli tutti!
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