One Room Angel – Andiamo oltre le apparenze

One Room Angel – Recensione

Da lettrice di boys love (o BL, in breve), molto spesso mi sono sentita porre questa domanda:

Da dove iniziare per approcciarsi al BL?

Con i miei video su YouTube ho tentato molte volte di rispondere, ma la verità è che si tratta di qualcosa di soggettivo, perciò mi sono sempre impegnata per dare delle opzioni che potessero rispondere più o meno alle esigenze di tutti.

Anche con questo articolo, in un certo senso, rispondiamo alla stessa domanda.

Leggi manga seinen? Ti piacciono le storie ricche di temi interessanti e profondi? One Room Angel potrebbe fare per te, anche perché sembra essere un boys love solo sulla carta.

Ma di cosa parla One Room Angel?

È la storia di Kouki, ragazzo sulla trentina che non ha hobby, non ha amici né una relazione amorosa. Vive in un appartamento composto da una singola stanza e lavora part-time in un convenience store. In questa situazione apparentemente senza via d’uscita, ormai ha perso del tutto la voglia di vivere.
Abbiamo una svolta quando si ritrova coinvolto in una rissa, viene accoltellato e abbandonato a morire in un vicolo. Mentre le forze lo abbandonano, vede un meraviglioso angelo scendere dal cielo.
Miracolosamente Kouki si salva, ma ricorda bene l’immagine dell’angelo. Si è trattata solo di un’allucinazione? Oppure era reale, e si trovava lì per portarlo via con sé?
La realtà si rivela molto più complicata del previsto quando, tornato a casa dall’ospedale, scopre lo stesso angelo ad aspettarlo. L’insolito ospite gli dice di aver perso la memoria e decide di rimanere a vivere con lui, in quel piccolo spazio che bastava a malapena per il protagonista.
Da questo momento in poi, inaspettatamente, l’angelo inizierà a far cambiare Kouki. In particolare, riuscirà a fargli guardare la vita da un altro punto di vista.

Se siete appassionati del genere, avrete notato che la premessa è ottima per sviluppare una storia d’amore, ma non mi sento di dire con certezza che si tratta di un’opera boys love.

Mi spiego meglio. È stato etichettato come tale ma, per i lettori ignari, sarà difficile identificarlo come parte del genere. Si possono notare degli elementi che fanno luccicare gli occhi degli appassionati, certo, ma solo di questo si tratta: piccoli elementi. Un po’ di tensione di qua, un po’ di tenerezza di là, e il gioco è fatto!

Ma, considerando tutto, possiamo davvero dire che si tratta di un boys love?

Io lo trovo difficile.

In Giappone, il manga è stato serializzato sulla rivista onBLUE, specializzata proprio in BL, come lo è anche l’autrice, Harada. Probabilmente è proprio per questo che One Room Angel è stato fatto rientrare sotto questa categoria.

È un volume che, se letto da un appassionato di BL, sembrerà contenere una delicatissima storia d’amore, che lascia molto alla nostra interpretazione.
Per chi invece è ignaro dell’etichetta sotto la quale è stato fatto rientrare, sarà semplicemente una storia molto particolare e profonda, con un sentore di qualcosa di più, forse, ma niente di confermato.

Perché One Room Angel è proprio questo: una lettura profonda che, attraverso l’unione di quotidiano e fantasy, ci fa immergere in qualcosa di immensamente concreto, realistico e allo stesso tempo unico.

L’angelo è andato da Kouki per portarlo via con sé, o c’è dell’altro? Perché il suo primo ricordo risale al loro incontro? E perché non riesce a volare?
Mentre Kouki inizia a cambiare atteggiamento e a riscoprire il senso della vita, le domande che ci vengono in mente trovano lentamente risposta, rivelando una trama molto più particolare e complessa del previsto.

Qualcosa di realistico e per questo anche molto forte, per l’appunto.

Detto ciò, perché mi sento di consigliarlo a chi vuole approcciarsi al BL, ma non sa da cosa iniziare?

Fermi tutti, facciamo prima un passo indietro.
Se siete soliti leggere manga seinen, apprezzate le storie contenenti temi interessanti, forti e drammatici, questa lettura fa assolutamente per voi. Non lasciatevi fermare dal fatto che è stato etichettato come boys love, perché non ha praticamente niente del genere.

Rischiereste di perdervi qualcosa di molto profondo, ma soprattutto di unico.

Tornando alla domanda iniziale, lo consiglio per approcciarsi al BL perché possiamo vederlo come una sorta di via di mezzo tra questo genere e le opere che rientrano nel target seinen.

Contiene poco del boys love, giusto la tenerezza di quella che è (forse) una relazione appena sbocciata. Potreste gradire la cosa e proseguire nella scoperta di questo genere, sospinti dal delicato vento di One Room Angel.
Allo stesso tempo, starete leggendo una storia facilmente identificabile come seinen, quindi niente di troppo distante dalla vostra comfort zone – se apprezzate queste letture, s’intende.

Senza stare a guardare le etichette, è in quel target che io la farei rientrare.

Nel caso non vi interessi approcciarvi al BL, sarà semplicemente una lettura di target seinen.
Se invece sarà il vostro punto di partenza per aprirvi ai manga boys love, fate solo attenzione a una cosa: non aspettatevi lo stesso dalle altre opere dell’autrice. Sarebbe come passare improvvisamente dal livello 1 al livello 10.

 

Siete ancora convinti che One Room Angel, in quanto boys love, non possa fare per voi? Vi sfido ad andare oltre le apparenze e buttarvi in questa lettura estremamente delicata, ma allo stesso tempo forte e profonda.

Difficilmente ne rimarrete delusi!

One Room Angel è edito in Italia da Star Comics e lo trovate a QUESTO LINK!
Elisa Fioredichill
Appassionata di Manga e di Fumetto in generale, gestisce un canale Youtube e una pagina Instagram dove condivide le sue letture. Fan di Star Wars da sempre, si è aperta ultimamente ad altre saghe nerd scoprendo un mondo meraviglioso. Con due amici porta avanti un progetto per sostenere il Fumetto Italiano in tutte le sue forme, dalle case editrici più conosciute alle piccole realtà indipendenti. Nella “vita vera” studia Grafologia con l’intento di approfondire ogni applicazione della disciplina, per poter lavorare in questo campo, un giorno. “Noi siamo ciò che scriviamo.”