Karma of Purgatory – Recensione – J-Pop

Karma of Purgatory – Recensione

Una storia che pur trattando una tematica delicata come il suicidio è in grado di immergere, attraverso le emozioni, il lettore nel suo mondo.

Karma of Purgatory – Recensione – Informazioni Generali

Opera scritta da Shun Hirose e disegnata da Negi Haruba (autore di un’altra opera di grande successo quale The Quintessential Quintuplets), Karma of Purgatory è un manga drammatico con sfumature sovrannaturali il cui obiettivo è far riflettere il lettore.

Pubblicato a cavallo tra il 2014 e il 2015 in Giappone, approda in Italia grazie alla casa editrice J-Pop nel 2021 per un totale di 5 volumi (disponibili singolarmente o in un pratico box per un totale di 29,50 €).

Trama

L’opera si divide in due macrostorie ognuna delle quali si sviluppa in maniera indipendente per chiudere il cerchio sul finale. La prima di queste ruota intorno alla figura di Makoto Nanase, un ragazzo vittima di bullismo e dalla vita familiare particolarmente problematica che decide di togliersi la vita. Riprendendo il concetto dantesco del suicidio come atto peccaminoso, Nanase non può compiere il trapasso e guidato da una figura, il “Karma”, dovrà rimediare ad alcune situazioni conseguenti al suo gesto.

La seconda storia invece vede protagonista Tamako Harukawa, una ragazza piena di sogni e ambizioni, ma che anche in questo caso dovrà fare i conti col suicidio, ma non il suo bensì di altri e come la figura dello psicopompo (il cosiddetto traghettatore), avrà il compito di aiutare le anime dei defunti a raggiungere l’aldilà.

Fondamentale inoltre, nelle ultime pagine, la presenza di un capitolo “zero” che con la sua schiettezza fornisce un quadro più completo al lettore, donando alla storia una profondità maggiore.

Personaggi e Disegni

I personaggi presentati sono vari e purtroppo questo non è un bene per una storia così breve. Infatti se nelle figure di Nanase e Tamako ritroviamo due personaggi ben caratterizzati e delineati, non si può dire lo stesso dei personaggi secondari che in alcune situazioni avrebbero richiesto un maggior approfondimento.

Per chi ha già avuto modo di apprezzare il disegno di Negi Haruba in The Quintessential Quintuplets non c’è molto da dire. Per tutti gli altri ci troviamo di fronte ad un disegno pulito e dal tratto delicato, ma che sa essere, quando necessario, estremamente tagliente.

Conclusioni

Karma of Purgatory è un’opera con la quale Shun Hirose si è trovato ad interagire con le emozioni umane ed è proprio di queste e con queste che l’opera parla al lettore. Parliamo di un manga che è la doppia faccia di una stessa medaglia; i primi volumi sono crudi, brutali, diretti come un pugno allo stomaco, mentre gli ultimi risultano caritatevoli, dolci, amorevoli come una carezza in viso. Due storie dalla capacità emotiva opposta, ma che nel finale regalano speranza.

Parliamo di un’opera che sa mantenere alta l’attenzione catapultando il lettore in un subbuglio di sentimenti e non solo. Non saranno rari i momenti in cui la storia porterà all’immedesimazione, a chiedersi “Io cosa avrei fatto?”, ponendo il pubblico di fronte a situazioni non così lontane dalla realtà. Una storia di emozioni tangibili che si pone l’obiettivo di trasmettere un messaggio importante e che spinga a riflettere.

Unica pecca, come già menzionato, la mancanza di approfondimento in alcuni frangenti, giustificato in parte dalla brevità della storia.

Per concludere questo Karma of Purgatory con la sua schiettezza e dolcezza sa porre l’attenzione su una tematica molto importante, offrendo più di uno spunto di riflessione. Un’opera che merita una possibilità di lettura e che non può che meritare un 8.5 (tramutato in un 4 per adattarsi alla votazione da 1 a 5 richiesta dal sito).

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Lorenzo Filipponi
Lorenzo Filipponi per gli amici "Phil", classe '98, ha prima imparato a tenere in mano un mouse e poi a camminare. Appassionato di ogni tipo di videogiochi ha raggiunto l'apoteosi con la serie dei Souls, seppur non disdegna affatto giochi di stampo competitivo. La scoperta di anime e manga gli sottrae anche l'ultima parte non nerd rimasta. Questi suoi interessi lo portano a pensare che divertendosi avrebbe potuto contemporaneamente creare dei contenuti da condividere con gli altri, intraprendendo la strada dello youtuber e dello streamer. Constantemente alla ricerca del miglioramento spera di realizzare qualcosa che possa essere apprezzato da chi condivide le sue stesse passioni, ma ora deve andare: "Passo e chiudo. El Psy Congroo".