Weiß Kreuz – Un viaggio nei problemi dei killer prezzolati – parte 5

La nostra analisi all’interno del mondo di Weiß Kreuz prosegue, vediamo cosa ci aspetta questa settimana.


Reiji comincia la sua personale battaglia in Weiß Kreuz seminando bombe a destra e a manca e incolpando i Weiß delle morti in giro per la città. Aya lascia il gruppo per affrontare da solo Reiji e col solito urlo “Takatori!” brandisce la spada e la infilza in una macchina che passa a caso sotto di lui. Nella macchina però ci sono Brad e Farfarello (Brad se lo porta dietro perché Farfarello torna utile di quando in quando).

Brad si prende gioco di Aya mentre Farfarello cerca di ammazzarlo senza riuscirci, però. È bello che alla frase di Brad “Ti ho visto attaccare questa macchina”, Aya risponda “Poteri di premonizione” indovinando il potere dello Schwarz così, solo per questa cazzata che ha detto. Va beh… Il culo di Aya, altrimenti spacciato, questa volta viene salvato da Persia che se lo carica in macchina e lo porta via. Già che c’è confida ad Aya di essere un Takatori, così Aya non perde tempo e subito si produce in uno dei suoi urli.

Nonostante tutti i casini successi finora i Weiß decidono di portare a compimento la loro ultima missione e così si preparano ad uccidere Takatori senior. Purtroppo Persia-Shuichi ha la triste idea di andare dal fratello per primo, e da solo, ottenendo il pregevole risultato di farsi ammazzare. Tra le braccia di chi pensate morirà? Omi. Che tra l’altro non capisce nemmeno che sta dicendo addio a quel genio di suo padre.

In Weiß Kreuz se notate ci sono un sacco di problemi familiari ma solo perché l’unica famiglia che esiste in città sono i Takatori. L’uccisione di Reiji fortunatamente spetta ad Aya così all’ultimo grido di “Takatori!” infilza l’uomo e la facciamo finita. I Weiß si sciolgono e ognuno comincia una nuova vita in un posto diverso.

Mi resta oscuro come un gruppo di assassini riesca a ricostruirsi in un secondo una vita dopo che la sua foto ha fatto il giro di tutti i commissariati di polizia nel raggio di chilometri e che è stato accusato di terrorismo, sta di fatto che Omi comincia ad andare a scuola, Ken allena una squadra di pulcini, Yoji torna a fare l’investigatore e Aya? Il muratore!

Povero Aya con tutti i suoi problemi. Tra l’altro lui faceva l’assassino per pagare l’ospedale alla sorella che adesso invece ha trasferito in un ospedale sulla spiaggia e non si sa come paghi le spese. Un coma interessante quello di Aya-la sorella: non ha un tubo attaccato da nessuna parte, è lì così, sdraiata e basta, bella come il sole…

Ad ogni modo la vita continua in Weiß Kreuz e mentre Omi rompe a tutti scrivendo lettere chilometriche, senza pensare che magari non è bello spargere in giro notizie su di voi che possano essere intercettate, gli altri fanno belle esperienze. Yoji conosce una ragazza uguale ad Asuka e vanno a letto subito subito. A lei evidentemente importa poco che lui la chiami Asuka ogni cinque minuti. Bella roba. Poveri personaggi femminili. Vengono attaccati la sera stessa da Neu, la Schreient-Gatchaman.

Ken viene quasi tirato sotto da un camion (quasi, peccato). Ad Aya rapiscono la sorella che, se da una parte è una facile preda da rapire, dall’altra stava anche in un ospedale. Non so, tenerla sotto controllo? Omi invece sente del rapimento di una sua compagna di classe ad opera di una setta che fa sacrifici umani dando fuoco alle ragazze rapite. Io non lo so, ma che problemi avete in questa città? Peggio di Baltimora nella serie tv di Hannibal…


Attratti tutti e quattro da una forza irresistibile i Weiß tornano nel loro vecchio negozio di fiori solo per scoprire che un certo Botan (mamma che fesso…) aiutato da Birman ha deciso di mettersi a capo dei Weiß. E va beh, questo ha deciso tutto per i fatti suoi. La prima missione è ammazzare gli adepti di questa setta. Missione portata a compimento perché tutti e quattro i ragazzi si sentono coinvolti, anche se nessuno di loro sembra intenzionato a rientrare nel gruppo.

Chissà le Schreient cosa c’entrano in tutto ciò… Ed ora veniamo alle belle cose successe in queste ultime puntate di Weiß Kreuz. Innanzitutto il nuovo capo, Botan, muore in modo imbecille nella puntata subito dopo la sua prima apparizione. C’entra quel senza cuore di Aya, ma principalmente la zappa sui piedi se la dà da solo. Insomma, dovrebbe essere uno che sa come si uccide la gente e come si fanno gli appostamenti, invece corre giulivo a squarciare gomme di camion facendosi beccare dalle guardie che gli sparano a vista.

Un po’ gli sta bene e Aya pure si dispiace, lo aveva in simpatia dopo che si erano presi a botte. Le mie previsioni non erano esatte, il gruppo dei Weiß è stato ricostituito da tutti tranne che da Aya, che se ne va in giro sconsolato come un pirla a chiedere all’ospedale che fine abbia fatto sua sorella. Il fatto che le infermiere gli rispondano “Ma scusi, è lei che l’ha portata a casa” la dice lunga su che schifo di ospedale abbia scelto Aya.


Però non importa nulla. Nulla ha più importanza dopo la meravigliosa storia di Farfarello. In mano a chi si è curato poco di dialoghi e grafica, purtroppo, ha lo spessore che ha, ma se andate a leggervi qualche fanfiction sono sicura che troverete meraviglie che aggiustano tutto. Il folle ragazzo ha un nome, Jei, e Farfarello è quello che ha adottato dopo una brutta esperienza della sua già travagliata vita.

Il piccolo Jei aveva una bella famigliola felice: mamma, papà e sorellina. Frequentava la chiesa ed era tanto affezionato ad una delle suore. Un brutto giorno torna a casa e trova tutti morti, compresa la suora. Da questo momento in poi Jei comincia ad odiare dio e a punire tutti coloro che credono in lui e che seminano bugie sul suo conto. Uno dei suoi divertimenti è, infatti, deturpare con l’acido preti e personaggi legati alla chiesa.

Adesso, a parte gli scherzi, nonostante la poca cura messa è una puntata di Weiß Kreuz davvero profonda. In tutto ciò ci vanno di mezzo i Weiss, principalmente Ken, che fa la conoscenza di una donna che gli chiede di addobbare la chiesa con i fiori. In realtà la signora in questione è alla ricerca di Jei da molto tempo e mette un annuncio in rete per trovarlo. Non appena Nagi se ne accorge informa Farfarello, che in quel momento si sta autopunendo per qualcosa e si è appeso a testa in giù dentro una camicia di forza.


Sì, ok, a me fa ridere questa cosa delle punizioni perché come al solito è stata sviluppata male, però se avessero approfondito questo personaggio… Farfarello subito si reca in chiesa a scoprire chi è questa donna e vedendola crolla in ginocchio mettendosi a piangere. Ken e Omi irrompono facendo solo un gran casino e rovinando tutto. Farfarello scappa portandosi dietro la donna.

Il colpo di scena finale (che ammetto per me non è stato tale perché, conoscendo Farfarello, è stata la prima cosa che ho pensato) è che Farfarello ha sempre incolpato dio di una cosa che aveva fatto lui. Lui, quel giorno, ha ucciso i suoi genitori e sua sorella impazzito dopo aver saputo che la madre che aveva sempre conosciuto non era la sua vera madre.

E il bambino Jei dimostra di aver sempre avuto queste disfunzioni mentali, perché non è che l’omicidio sia la prima cosa che ti viene in mente a dieci anni dopo aver scoperto una cosa del genere.
In più la suora che Jei aveva cercato di uccidere al tempo altri non è che questa amabile signora che si era salvata fermando la lama con le mani.

Farfarello così viene a sapere tutto proprio nel momento in cui affonda la lama del suo stiletto nel cuore della donna (che ha il tempo di raccontare ogni cosa prima di morire…va beh). Arrivano gli Schwarz e si portano via Farfarello massacrato dallo scontro con i Weiß avuto nel frattempo.

A questo punto scopro che il dono di Farfarello è quello di non sentire il dolore del corpo. Anche se non credo sia un potere paranormale, ma solo una sua capacità acquisita in anni di “punizioni” varie. Ripeto, questo personaggio non merita il male che gli si fa con le due cosette che vengono dette sul suo conto, considerando poi che è quello che ha il potere di non provare dolore nel corpo, ma che sente un lacerante dolore nell’anima. Più ci penso più questa cosa mi lascia senza parole.

E dopo tutta questa serietà vi lascio e ci ritroviamo qui la prossima settimana per continuare il viaggio in Weiß Kreuz.

 

Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.