Dice Legacy – Recensione – PC, Nintendo Switch

Recensione – Dice Legacy

Se c’è una cosa che amo del mondo videoludico, è la sua capacità di stimolare la mia curiosità e fornire prodotti unici nel loro genere: è decisamente il caso di Dice Legacy, un particolare strategico-city builder con meccaniche da gioco da tavolo classico, sviluppato da un team tutto italiano con sede a Ravenna, i DESTINYbit. Uscito il 9 Settembre 2021 su PC e Nintendo Switch, il gioco offre una formula peculiare e ha saputo sfidarmi e incuriosirmi a più riprese: nella speranza che possa presto approdare anche su altre console, vi parlo dell’esperienza vissuta sull’ibrida di casa Nintendo!

Dice Legacy – Recensione – Una sfida incalzante.

Cominciamo con il presentare la prima peculiarità della produzione, ovvero il suo mondo ad anello: la campagna si articola in più setting da affrontare, tutti pronti a partire dalla necessità di colonizzare questo pianeta sconosciuto e potenzialmente ricco di risorse; nonostante l’avvio fantascientifico dovuto ad alcuni riferimenti “spaziali”, il gioco mostra in realtà un cuore molto fantasy, con strutture e personaggi che richiamano l’immaginario del fantasy medievale. Nei panni di un re, dovremo infatti gestire la colonizzazione di un lembo di terra per far prosperare il nostro popolo, stando attenti a soddisfarlo e a tenere conto dei suggerimenti del Concilio, molto utili per sbloccare “bonus” relativi ai diversi settori di sviluppo.

Il mood generale del gioco è molto gradevole e si è sinceramente spronati a spingere in avanti i nostri esploratori per scoprire cosa cela questo fantomatico “mondo-anello”; il titolo è fortemente votato ad essere approcciato con calma, riflessività e attenzione alle scelte da effettuare, motivo per cui gli sviluppatori hanno deciso di concentrarsi su una modalità single player corposa, escludendo un possibile multiplayer. La mancanza della cooperativa o delle sfide online, in un contesto del genere, non si sente, motivo per cui appoggio pienamente la scelta appena evidenziata.

Consideriamo inoltre che il gioco è abbastanza complesso, soprattutto dopo le primissime fasi, e richiede un livello di concentrazione e di attenzione non indifferenti, che vi porteranno a dover ripetere le partite più di una volta: per tale ragione, consiglio di approcciare l’avventura in modalità Normale, dove è possibile impostare una Pausa per ragionare sulle prossime mosse. È anche vero che DESTINYbit ha palesemente concepito il gioco per sfidarci fino alla fine e che la modalità Legacy sia quella più indicata per respirare le atmosfere previste dal team: dopo un po’ di esperienza pregressa, giocarla è d’obbligo!

Dice Legacy – Recensione – Il gioco di dadi che non ti aspetti!

Ma cosa fa di Dice Legacy un gioco tanto particolare? Beh, innanzitutto la sapiente unione tra generi di gioco “cervellotici” come gli RTS, gli strategici e i city builder, conditi dalla presenza di uno degli stili ludici più vecchi e divertenti del mondo: i dadi. Chi non ha mai giocato ad un gioco di dadi? E se non lo avete fatto, rimediate, perché non c’è nulla di tanto adrenalinico come affidarsi alla sorte “del lancio fortunato”.

Nel prodotto di DESTINYbit i dadi saranno i nostri “abitanti” e ogni faccia corrisponderà ad una possibilità di interazione: la spada rappresenta il potere di attacco, gli ingranaggi la produzione, l’ascia e il piccone la raccolta, il martello la costruzione e la bussola l’esplorazione. Ovviamente, andando avanti nel gioco, ci verranno date ulteriori possibilità durante i lanci, relative alla “classe” di ogni dado: i dadi possono infatti essere di colori differenti, ovvero gialli, viola, blu e verdi, ed ogni colore determina un’attitudine maggiore a svolgere determinate azioni. I villici (gialli) sono i base, senza competenze particolari; i blu sono i guerrieri, abili in combattimento e nelle fasi esplorative; i viola sono i monaci, adatti a funzioni di recupero e cura; infine i verdi, gli studiosi, sono particolarmente adatti alla ricerca di strutture e potenziamenti.

L’accesso alle classi di dadi sarà graduale e i primi passi in-game consisteranno più che altro nel comprendere le attività possibili e i concetti di durabilità e “rilancio”: ogni dado ha infatti un numero di tiri massimo, ripristinabile da apposite strutture, che una volta consumato porterà alla morte dello stesso. Ogni lancio, dunque, è importante per stabilire quali azioni fare e quali è meglio evitare per rilanciare il dado e tentare un altro approccio. Il consiglio che posso dare ai novizi è quello di non sprecare mai un lancio, in quanto la faccia dei dadi è determinata dalla sorte ed è meglio utilizzare ogni azione proposta turno per turno, laddove possibile.

La necessità di incedere nell’esplorazione e nella costruzione di edifici sempre nuovi è poi incentivata dalla scarsità di risorse presenti in ogni appezzamento di terreno che sbloccheremo, come legna, pietre e metalli, riserve di cibo e altro ancora; una volta esaurite, sarà necessario mandare in avanti i nostri esploratori per sbloccare nuove aree, tenendo sempre in considerazione la possibilità di incontrare popoli ostili o, al contrario, amichevoli villaggi con cui avviare trattative.

Il gioco si divide inoltre in due macro-stagioni da affrontare, l’Estate e l’Inverno: se nella prima sarà possibile coltivare e affrontare tutte le azioni in modo relativamente tranquillo, durante la stagione fredda sarà invece necessario calcolare molte più probabilità negative; i dadi possono infatti congelarsi, e quindi divenire inutilizzabili, a causa del gelo e sarà necessario scongelarli con le apposite contromisure per poterli usare nuovamente. Un modo per impedire il congelamento è quello di installare delle stufe nelle aree del villaggio che pensiamo di utilizzare maggiormente o, ancora meglio, su tutto il territorio da noi controllato: ogni stufa va però alimentata a legna, quindi fate scorta di legname per il rigido inverno!

Come comprensibile da quanto descritto fino ad ora, Dice Legacy è un gioco che richiede un attento monitoraggio del consumo delle risorse, della durabilità dei dadi, delle classi disponibili e delle necessità della popolazione: la Felicità è infatti un altro parametro da tenere sotto tiro, in aumento al benestare dei cittadini e pronto a diminuire quando non saremo in grado di mantenere costanti le risorse o di difendere il nostro villaggio; inoltre, il parametro è soggetto a forti variazioni generate dalle attività dedicate alle classi, alle leggi in loro favore, emanabili grazie al Consiglio, e ai distretti loro dedicati. Fortunatamente, un completo compendio di tutte le scoperte fatte in-game ci aiuterà a rinfrescarci la memoria se dovessimo dimenticare alcuni dettagli… e fidatevi, l’ho letto molto spesso.

Ho trovato molto bilanciato anche il sistema di “casualità” dei dadi e non potrei evidenziare dei difetti evidenti interni alla produzione. Unica nota negativa è forse l’effettiva necessità delle classi, forse a tratti più estetiche che utili ai fini dell’incedere del gioco, soprattutto per i guerrieri e le situazioni in cui verranno richiesti: non ci sono infatti vere e proprie battaglie in Dice Legacy, ma più che altro invasori da rallentare all’occorrenza, il che limita le condizioni d’uso dei dadi blu.

Insomma, l’opinione complessiva relativa al gioco è che DESTINYbit abbia svolto davvero un ottimo lavoro, ispirato e bilanciato al punto giusto, capace di portare via parecchie ore di sfida e divertimento.

Dice Legacy – Recensione – Un “bellissimo pasticcio”.

La mia partita si è svolta su Nintendo Switch e devo dire di aver trovato particolarmente adatta l’ibrida Nintendo per un titolo del genere, grazie alla possibilità di giocare a letto, ben concentrati e con lo schermo vicino a sufficienza per tenere sotto tiro ogni parametro necessario: certo, rispetto alla versione PC si fatica un po’ di più a familiarizzare con la configurazione dei comandi, a volte un po’ “pasticciati”, soprattutto in situazioni in cui bisogna impartire ordini diversi molto in fretta. Dal punto di vista tecnico invece non posso assolutamente dire nulla alla versione provata, stabile e priva di qualsivoglia rallentamento o bug (almeno per quanto concerne la mia esperienza). In linea generale, però, avrei gestito diversamente i punti di collocazione delle diverse strutture, troppo attaccati tra loro e destinati quindi a creare confusione tra un edificio e l’altro, nonché le impostazioni relative alla telecamera, troppo “rigida” nei suoi movimenti.

Il resto invece, colonna sonora di accompagnamento compresa, è ben ideato: lo stile artistico di Dice Legacy è innegabilmente gradevole e l’estetica del mondo e dei dadi è piacevolissima, capace di spingere a giocare per ore anche solo per guardare l’animazione di lancio.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!