Recensione – Dream: Sogni e Incubi, buonanotte ai giocatori – Little Rocket Games

Dream – Recensione

Scatola minuscola, un mazzo con poco più di 50 carte ed una grafica alquanto originale. Basta tutto questo per rendere Dream un gioco di carte “da sogno”? Andiamo a scoprirlo insieme con questa nuova recensione!

Dream: Sogni e Incubi (che chiamerò solo Dream da ora in poi) è un gioco di carte per 2-4 giocatori, dalla durata di circa 15-20 minuti a partita ed adatto praticamente a chiunque; la scatola riporta un “tranquillo” 8+, ma mio figlio di 7 anni ci gioca senza alcun problema. L’autore è l’ormai navigatissimo Giampaolo Razzino, autore tra gli altri di Hens, un simpatico titolo di carte a tema galline che affronterà una campagna Kickstarter fra non molto.

Una fila di carte Sogno

La meccanica di gioco è davvero molto semplice: gioca una carta o pesca una carta. Ma in tutta questa semplicità si nasconde un’interazione tra giocatori che stupisce per come sia stata ben incastrata nel contesto. Per vincere, i giocatori dovranno costruire la propria fila di carte Sogno, ma bisognerà stare sempre in allerta, poiché spesso e volentieri gli avversari vi metteranno i bastoni tra le ruote piazzando carte Incubo nel vostro piano di gioco.

VI SPIEGO IL REGOLAMENTO DI DREAM…

Ma non perdiamo altro tempo e andiamo subito a vedere come si gioca a Dream grazie al mio video tutorial, proprio qui sotto, dove vi spiego il regolamento nel dettaglio. Fatto ciò, potrete poi scoprire le mie impressioni sul gioco!

LE MIE IMPRESSIONI SU DREAM…

Sono sincero, finchè non mi è stato proposto di recensirlo non sapevo molto di questo Dream, anzi non ne sapevo quasi nulla. Essere un divulgatore di giochi da tavolo in questo particolare periodo storico non è assolutamente semplice, bisogna stare sempre al passo con le novità senza purtroppo avere il tempo di guardarsi indietro. Ed è proprio per questo motivo che non ho mai avuto il tempo per potermi interessare a Dream ed a tantissimi altri titoli non di primo pelo.

Detto ciò, quando ho avuto per le mani questa piccola scatoletta, mi sono subito chiesto: “Che ci devo fare con questo?”. Ho aperto, letto il regolamento e giocato la prima partita, che poi sono diventate due, poi tre e poi boh, ho perso il conto. Due minuti per il regolamento, uno per il setup ed una quindicina per una partita in due. Alt, fermi tutti. Ma allora vuoi vedere che questo Dream non è poi così male? Anzi, non è per niente male!

Ahimè, al momento della scrittura di questa recensione, sono rinchiuso in casa, positivo insieme alla mia famiglia (fortunatamente senza sintomi gravi) e quindi che si fa se non giocare insieme ai giochi da tavolo? Con i miei figli di 7 e 11 anni, cerco sempre di più giochi semplici e veloci che ci permettano di fare più partite in meno tempo; sapete, i bambini si annoiano spesso ed in fretta e credo che questo sia un ottimo modo per tenerli sempre svegli ed interessati a qualcosa. Comunque, finito questo piccolo excursus personale, torniamo a parlare di Dream.

Il gioco di Giampaolo Razzino va giudicato per quello che è, cioè un filler leggero, immediato e per tutti. Il mio personale giudizio è relativo alla categoria appartenente, fare paragoni con gestionali da 2 ore a partita non avrebbe alcun senso. Detto ciò, posso dirvi che Dream mi è piaciuto, è stato davvero una gradita sorpresa: i miei figli mi chiedono di giocarci continuamente, sintomo di quanto sia genuino questo apprezzamento.

Le carte jolly speciali

Il flusso di gioco è snello e lineare, o peschi o giochi, niente fronzoli e niente paralisi da analisi. Molto interessante poi l’interazione che si viene a creare tra i giocatori: devo cercare di creare la mia fila di carte Sogno, ma gli avversari possono non solo interrompere la mia sequenza, ma rubarmi anche la carta Sogno appena coperta. Preparatevi, perchè questo capiterà in continuazione! A dare un po’ di pepe all’azione ci sono anche le carte “Converti” che fungono da jolly numerico, insieme alle carte Rem che hanno invece la funzione di jolly totali. Altro dettaglio da non trascurare è il fatto che per vincere, non solo bisogna terminare la propria fila Sogno, ma bisogna anche terminare le carte in mano. Sì, a volte Dream sarà anche crudele nei vostri confronti, quando vi mancherà sempre “quella carta” per ottenere la vittoria.

Vincere una partita con i jolly

Le carte di Dream hanno una grafica senza dubbio originale e particolare. Subito possono lasciare un po’ straniti, ma con il passare del tempo vi abituerete e vi accorgerete quanto in realtà rendano il gioco ben ambientato; bisogna dire però che non piaceranno a tutti, probabilmente. Tra l’altro, ho notato un’ottima qualità delle carte, grandi e robuste; al momento ho deciso di non imbustarle, sembrano davvero molto resistenti. La scalabilità è pressoché perfetta, ma vi confido che più sono i giocatori e più l’azione si fa frenetica e divertente. Unica nota negativa (ma neanche tanto) è che a volte ci si deve affidare alla fortuna, se serve una carta per chiudere e non arriva, beh c’è poco da fare. Ed è risaputo che questo dettaglio non andrà giù a chi ama avere sempre il controllo del proprio destino.

In conclusione, mi sento di consigliare Dream a chi cerca un gioco tranquillo (ma neanche tanto), semplice, veloce e da giocare praticamente ovunque. Non esistono strategie dominanti o difetti di sorta, ogni partita ha una storia a sè e, importante, tutti partono sempre ad armi pari. Aggiungo ancora un ottimo rapporto qualità/prezzo, meno di 15€ e ve lo portate a casa. Quindi, mi sento di dare a Dream ⭐⭐⭐ , ma che in realtà sono molto vicine alla quarta⭐!

Un enorme grazie alla Little Rocket Games per avermi fornito la copia del gioco utilizzata per questo articolo.

Un grosso grazie a TE per avermi dedicato qualche minuto del tuo tempo ed aver letto questo articolo! Ti ricordo che puoi seguirmi anche su Instagram (AleboardGamer) e su Youtube (La Ludoteca di Aleboardgamer). Ci si vede alla prossima recensione!

Alessandro “AleBoardGamer” Pugliese

 

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.