Beyond a Steel Sky – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S, Nintendo Switch

Beyond a Steel Sky – Recensione

Quando un gioco fa la storia del suo genere, produrne un seguito è sempre un’operazione rischiosa: Beyond a Steel Sky si getta in un mercato ben lontano da quello del suo predecessore, Beneath a Steel Sky, e lo fa con una versione PC rilasciata nel 2020 e con la versione console old e current-gen pubblicata in data 30 Novembre 2021. Sopportare l’eredità di una delle avventure grafiche più peculiari e apprezzate di sempre è certamente un fardello bello pesante che, però, Revolution Software ha saputo gestire bene, senza risparmiarsi qualche piccolo inciampo. Vediamo nel dettaglio cosa ci riserva questa produzione grazie alla nostra recensione dedicata!

Beyond a Steel Sky – Recensione –  Robert Foster e Union City non hanno ancora finito!

Beneath a Steel Sky è stato un titolo esponenziale delle avventure grafiche classiche e, a suo tempo, è stato capace di stregare gli amanti della narrativa, degli enigmi e dello stile cyberpunk. Beyond a Steel Sky riprende gli eventi del gioco del 1994 e ci pone nei panni di Robert Foster, ormai abitualmente residente nelle aride distese della Radura e ben lontano dalla vita a dir poco movimentata della storica Union City. Purtroppo però, (o per fortuna, altrimenti non avremmo avuto un pretesto per giocare!) la pace del nostro protagonista viene turbata dal rapimento del piccolo Milo, un ragazzo che vive nel suo stesso villaggio, che lo porterà a seguirne le tracce proprio fino ad Union City, ben diversa da come la ricordava: la città è infatti prospera, ricca di sistemi all’avanguardia e popolata da cittadini e robot apparentemente felici e grati al Consiglio per il governo che esercita su di loro. Ma che gioco sarebbe se le cose fossero proprio come sembrano?

Comincia quindi un’avventura fatta di numerosi dialoghi e interazioni ambientali che ci porterà a scoprire i segreti dietro la prosperità di Union City, aiutati anche dalla presenza di personaggi a dir poco particolari. La cosa che mi è subito piaciuta è stata l’ironia che permea la narrativa, capace di proporre uno humor intelligente in certe situazioni e volutamente nonsense in altre, “piacevolmente colpevole” di avermi fatta ridere per la quasi totalità delle ore di gioco. Ovviamente non mancano anche momenti più impegnati, con risvolti che ci propongono oscure macchinazioni e meccaniche narrative più thriller per dare pepe all’avventura. Quello che si crea è dunque un sapiente mix tra intrigo, investigazione e umorismo, che ammetto di aver gradito parecchio e che mi ha portato via poco meno di 10 ore di gioco.

Inoltre (e questo è decisamente un bene), considerate che Beyond a Steel Sky può essere serenamente giocato da chiunque, anche da coloro che non avessero mai giocato al primo capitolo. In ogni caso, consiglio di recuperare Beneath a Steel Sky per il solo fatto che è disponibile gratuitamente su PC, tramite Steam e GOG.

Che vogliate godervi la coppia di giochi in rapida successione o che vi limitiate a giocare questo nuovo capitolo, sappiate che la storia tessuta da Revolution Software è intrigante, divertente e lascia anche qualche bello spunto di riflessione per il post-game. Se siete amanti del genere, ve lo consiglio senza indugiare oltre.

Beyond a Steel Sky – Recensione – Un bel classico dal ritmo altalenante.

Beyond a Steel Sky è un’avventura grafica moderna in terza persona che si basa principalmente sui dialoghi, sulla risoluzione di enigmi e sulla raccolta di oggetti connessi agli stessi.

In primo luogo, è importantissimo parlare con quasi tutti i personaggi disponibili all’interno dell’area di riferimento, poiché portatori di informazioni che andranno a sbloccare ulteriori opzioni di dialogo con il medesimo PNG o con un altro personaggio e che, una dopo l’altra, ci faranno incedere nella storia. Ovviamente parlare non basta e capiterà molto spesso che qualcuno manifesti qualche necessità particolare, magari collegata ad un oggetto perso o ad un problema da risolvere: arriva quindi la parte più “ludica” dell’esperienza, con oggetti da analizzare a schermo e da raccogliere per poterli consegnare agli interessati o per collegarli ad altri oggetti e procedere con le nostre indagini.

Gli enigmi proposti non sono eccessivamente complicati e si articolano principalmente sull’interazione ambientale classica e su una meccanica di hacking che consiste nell’invertire alcuni comandi e moduli dei dispositivi elettronici di una medesima area; meccanica che, onestamente, si ripete forse un po’ troppo e risulta eccessivamente basica per poterla proporre così spesso senza annoiare il giocatore.

Per chi non fosse troppo avvezzo al genere, inoltre, gli sviluppatori hanno inserito alcuni aiuti nel menu di gioco, dei piccoli consigli che ci permetteranno di avanzare e di non restare bloccati per troppo tempo in una situazione che magari ci è poco chiara: una meccanica da alcuni criticata, ma che io preferisco nettamente rispetto al dover ricorrere, per pura frustrazione, a guide e video esplicativi. Se proprio bisogna aiutare il giocatore, Revolution Software preferisce farlo direttamente, e va benissimo così!

Il gioco risulta forse un po’ sbilanciato in termini di ritmo, con una parte iniziale volutamente più lenta per farci comprendere le meccaniche, una parte centrale ben ideata e una parte finale che sembra “avere fretta di concludere”. In ogni caso, il sistema di gioco è sempre fluido nella sua interazione e comprensione, se tralasciamo qualche legnosità di troppo del protagonista.

In sintesi, Beyond a Steel Sky si configura come un’avventura grafica adatta ad esperti e novizi, non brillante in termini di realizzazione complessiva ma sicuramente interessante e appagante da giocare. Un buon ritorno sulle scene.

Beyond a Steel Sky – Recensione – Grande carattere artistico!

Passando al lato artistico, il mondo ideato da Dave Gibbons è davvero ispirato, con bellissime ambientazioni in stile cyberpunk e una cura estetica che si sente e si vede, grazie soprattutto ad uno stile fumettoso, colorato e arricchito da un cel-shading ben realizzato. Ho apprezzato inoltre la distopia proposta, i sotto-testi trasmessi da elementi come i colori dei pannelli interattivi, gli abbigliamenti dei robot e la realizzazione complessiva delle ambientazioni e degli interni.

Certo, dobbiamo considerare che il budget dietro la produzione non è da gioco next-gen e che le animazioni, in particolare, risentono di questa “mancanza di fondi”.

Ho giocato il gioco su Xbox One S grazie ad una key fornita da Microids e onestamente non ho rilevato grosse pecche tecniche, tranne forse qualche piccolo glitch occasionale e un frame-rate che sicuramente non regge il confronto con la versione PC rilasciata lo scorso anno. Forse, valutando esclusivamente il porting, si poteva intervenire su questi aspetti per non creare un eccessivo divario tra le versioni presenti sul mercato.

Il gioco è doppiato in inglese e sottotitolato in italiano per intero, elemento che ovviamente ho apprezzato: tuttavia, la localizzazione di alcune frasi lascia un po’ a desiderare e se state attenti ai dialoghi parlati e li confrontate con il testo scritto vi accorgerete di alcuni cambi totali di senso, inspiegabili a mio avviso. Certi giochi di parole, infatti, non possono essere trasposti letteralmente dall’inglese all’italiano, ma si poteva almeno tentare di trovare un corrispettivo valido nella nostra lingua! La colonna sonora invece è gradevole, ma non indimenticabile.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!