Ruined King: A League of Legends Story – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S, Switch

Ruined King: A League of Legends Story – Recensione

Nascere come MOBA non significa essere destinato a rimanere tale e League of Legends ce lo sta facendo ampiamente capire: dopo avere distribuito una serie capace di riscuotere un successo clamoroso su Netflix e aver fatto sviluppare un deliziosissimo rythm game , Riot Games affida ad Airship Syndicate un RPG più classico, battezzato come Ruined King: A League of Legends Story e rilasciato lo scorso 16 Novembre. Dopo averci speso numerose ore sopra e aver valutato la nuova creatura del team, siamo dunque pronti a parlarne in questa recensione!

Ruined King: A League of Legends Story – Recensione – Attrazione per tutti!

La prima cosa che tengo a dire a tutti voi lettori è che non dovete temere di cimentarvi in qualcosa di difficile comprensione: certo, conoscere LOL come struttura e mondo di gioco non sarebbe male, ma potete tranquillamente approcciarvi a Ruined King anche con poca esperienza nel brand o addirittura senza nemmeno mai averne sentito parlare!

La storia ruota intorno a narrative preesistenti nell’universo di gioco, ma che verranno saggiamente re-introdotte per coloro che fossero neofiti in questo ambiente: ci metterete poco ad appassionarvi alla trama di Miss Fortune, con il suo caratterino e la sua indiscutibile avvenenza, oppure ad affezionarvi alle vicende di Braum o di Illaoi, soprattutto grazie ad un’ottima caratterizzazione e all’intreccio delle diverse storie sapientemente reso.

La narrativa scorre piacevolmente e ben presto ci si rende conto di essere in grado di fare collegamenti e ordire teorie, il che che porta, inesorabilmente, a chiedersi sempre di più, volerne sempre di più e, diamine, volersi immergere in un universo che magari non avevamo mai approfondito prima.

Ruined King ha quindi un forte valore in termini di intrattenimento e si affianca a quei prodotti-trampolino che Riot Games sta costruendo in questo periodo attorno al suo gioco di punta: e se tutti i prodotti-trampolino fossero così ben costruiti… beh, parecchi brand ne gioverebbero!

Ruined King: A League of Legends Story – Recensione – Un piccolo intoppo.

Gli appassionati di RPG non troveranno nulla di troppo complesso o nuovo nelle meccaniche ludiche del gioco, ma il team mette a disposizione un semplice e intuitivo tutorial per avvicinare nuovi e vecchi giocatori alla struttura del proprio titolo.

Lo stile di gioco è basato su un sistema di turnazione che poggia su tre “binari di movimento” posti in basso durante i combattimenti: Velocità, Equilibrio e Potere. Ognuno di essi, appunto, genera effetti diversi nei confronti degli attacchi di base dei personaggi, che verranno dunque diminuiti di forza ma velocizzati nel primo caso, mantenuti equilibrati nel secondo e potenziati a discapito dell’immediatezza nel terzo.

Spostare le icone dei personaggi nel binario desiderato comporta anche l’uscita da eventuali aree di danno che vengono generate dai nemici, motivo per cui tenere d’occhio le tre linee è di fondamentale importanza per arrivare alla vittoria senza faticare troppo. Inoltre, alcuni mostri e oppositori possono essere colpiti solo sfruttando uno dei binari nello specifico, e se non ve ne accorgerete finirete per sprecare tutti i vostri attacchi! Tranquilli però, il gioco vi dà modo di consultare le caratteristiche degli avversari durante la battaglia e vi dà, quindi, accesso a tutte le informazioni necessarie al combattimento.

Un aspetto che potrebbe scoraggiare i poco avvezzi ai giochi di ruolo è la forte necessità di grinding evidenziata in Ruined King: alcuni nemici saranno infatti nettamente più forti di voi e per sconfiggerli avrete bisogno di potenziare attacco e difesa del vostro team, “farmando” punti esperienza. La crescita, c’è da dirlo, è un po’ lenta e questo è più una macchinosità di troppo che una scelta relativa alla difficoltà, a mio parere. Quantomeno, il team ha inserito una meccanica ripresa dai souls per facilitare l’ottenimento dell’esperienza, ovvero che ad ogni recupero di energie andrete automaticamente a rigenerare anche i nemici in zona.

L’albero di gestione dei personaggi è poi abbastanza esteso e ricco di spunti di crescita, forse troppi per chi ha poca dimestichezza con questo tipo di prodotto: non temete però, se “sbagliate” ad attribuire i Punti Potenziamento avrete comunque la possibilità di spostarli in un secondo momento, nonché potrete abbinare delle Rune che potenzieranno gli effetti desiderati.

Al netto di queste informazioni, possiamo concludere che la difficoltà di approccio al titolo sia medio-alta, soprattutto per chi ha esperienza zero con i giochi di ruolo di varia natura. Settatela a Normale per una sfida bilanciata, ma non toccate gli altri livelli se volete mantenere intatta la vostra console e la vostra aura di santità!

Potete cimentarvi, infine, anche in attività secondarie come pesca, ricerca di materiali, cucina e una bella contrattazione al mercato nero per ottenere losche monete da reinvestire in loschi tesori.

Un pacchetto non troppo originale, insomma, ma sicuramente completo e appagante.

Ruined King: A League of Legends Story – Recensione – La mano di Madureira!

Se vi state chiedendo perché Ruined King risulti così bello da vedere e vi ricordi terribilmente qualcosa che avete già letto/giocato, beh… sappiate che la mano dietro i disegni è quella di Joe Madureira, già conosciuto per la serie Uncanny X-Men e per avere lavorato ai due capitoli di Darksiders sul piano artistico.

La cura messa nella realizzazione degli ambienti è palese, grazie alle loro atmosfere e ai dettagli di ogni area; inoltre, ogni personaggio è ben caratterizzato esteticamente, sia esso principale o secondario. Lo stile del gioco è netto e ricercato, capace di spingerci ad attente osservazioni degli scenari. Nulla da dire anche sul fronte tecnico, dove rileviamo stabilità e fluidità, al netto di qualche caricamento di troppo sulle versioni old-gen.

La nostra prova si è svolta su Xbox One S.

Inutile (anzi UTILISSIMO) dire che la localizzazione dei menù, dei dialoghi e del doppiaggio è rigorosamente italiana: Riot Games è molto seria quando si tratta di queste cose e abbiamo apprezzato l’immersività resa dall’ascolto della nostra madrelingua.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!