A study in Minions and Minionese – Despicable Me 2 – Parte 1

E da oggi si parte con Despicable Me 2 che offre nuovi ed interessanti spunti sui Minions e sul Minionese.

Despicable Me 2 regala quel mix giusto tra le avventure di Gru e delle bimbe e le avventure dei Minions. Gli adorabili piccoletti non sono più spalle, aiutanti, sono veri e propri protagonisti.

Ancora prima dell’inizio del film due Minions litigano su chi deve dire “TA TAAN!” per presentare il logo della Illumination. Ciò è interessante perché alla fine del litigio sentiamo uno dei due insultare l’altro con la parola “BLUMOCK”. È un insulto, è appurato, è molto usato, ma non saprei dargli traduzione. Magari è tipo il BAKA giapponese, multifunzione.

Despicable Me 2 approfondisce sia la natura dei Minions, sia il loro rapporto con Gru.

Immagino la loro grande parte nel secondo film sia dovuta al loro successo già come comparse nel primo e soprattutto al fatto che nell’aria c’era l’idea di un film tutto loro.

Infatti in questo capitolo i piccoletti sono ovunque, fin dalle prime scene, perché ormai Gru è un padre di famiglia interessato ad essere di buon esempio per le sue figliole e poco gli importa di attuare piani malvagi; i suoi Minions sono da un lato utili a dare una mano in casa con le bimbe, dall’altro dei bimbi loro stessi che fanno pasticci, capricci e che vanno tenuti d’occhio. Parecchi dei problemi che sorgono in questo film saranno causati proprio alle creature; fortuna che Gru ci tiene alla loro salvaguardia.

Per farla breve riassumo la trama; Gru non è più un Villain da cui guardarsi, ma è sicuramente un’ottima fonte di informazioni per quanto riguarda tutti gli altri cattivi in giro per la città. Infatti il suo aiuto si rivela prezioso per scoprire chi ha rubato un siero che provoca una mutazione genetica da un laboratorio nel Circolo Polare Artico, di certo qualcuno che non ha belle intenzioni.

A dire il vero il cattivo in questione ruba tutto il laboratorio, per sicurezza, come si vede dalle prime scene. E così l’associazione segreta che deve risolvere la questione, la AVL, chiede alla sua spia più capace di andare a cercare Gru e portarlo al Quartier Generale. Nel frattempo il nostro Gru è impegnato con la festa di compleanno di Agnes e trattandosi di lei tutto è cosparso di unicorni, fatine, castelli gonfiabili e palloncini colorati. Non sfigurano certo i Minions che sono ben felici di avere la scusa buona per travestirsi, in questa occasione da cavalieri.

In realtà tutto ciò che cercano è la rissa tra di loro e presto le armi che portano, direi non tutte finte, servono solo per darsele di santa ragione. Il Minion con la mazza ferrata non guarda dove va e rotea una mazzata ad una caviglia di Gru che lo insegue con un ferro da barbecue.

È bello perché questa casa è sempre così piena di oggetti sicuri per i bambini. Non si capisce infatti com’è che al compleanno siano presenti un sacco di amichette e amichetti delle bambine: le mamme dovrebbero teneri i pargoli ben lontani da Gru. Invece si scopre che le mamme single adorano Gru e che puntano a lui in modo piuttosto esplicito. E Gru si difende strenuamente dalle avances. Non ne vuole sapere.

Ciò che non disdegna, invece, è una sana passione per il travestimento, anche nel suo caso come nei Minions. La fatina che doveva presentarsi per Agnes non è disponibile e così il buon papà si traveste da fatina con le ali per accontentare la figlioletta. Si prende tempo con uno spettacolo di magia tenuto da chi? E beh, manco a dirlo. I due Minions vestiti da maghi (uno con un’inconfondibile cravatta Gryffindor) mettono in bocca a Edith un palloncino gonfio, dopodiché attivano una motosega immagino per scoppiare il palloncino. Vengono bloccati da Margot, con grande disappunto anche di Edith, che come sappiamo ama le armi quanto i Minions.

Le considerazioni che mi vengono su questo numero di magia brutalmente bloccato sono soprattutto su dove stia la magia, per i Minions probabilmente nella sega elettrica, e poi sul perfetto inserimento di Edith nel branco dei Minions: è in sintonia con loro, pronta a prestarsi alla possibile morte come e più di un Minion stesso. Subito dopo ecco arrivare la bella fatina, calata giù dal tetto della casa con una carrucola, appesa ad una corda. Corda retta da chi?

Io non so perché Gru continui a fidarsi ciecamente dei suoi collaboratori nonostante i continui disastri. Ecco infatti i tre Minions che reggono Gru. Stavolta ne servono tre, nonostante nel primo film un solo Minion riuscisse a reggere una quantità di gente incredibile tutta da solo con un suo braccino.

I tre si sforzano parecchio per reggere il Boss, ma all’improvviso un palloncino sgonfio passa accanto a loro facendo una pernacchia e si sa che questo decreta per un Minion il completo disinteresse per qualsiasi altra cosa intorno a lui; il primo Minion molla la corda per ridere e imitare il rumore a beneficio dei colleghi e gli altri due non perdono tempo a seguirlo.

 

Gru rovina per terra, ma pare non dolersene più di tanto e alla fine Agnes è pure contenta della fata così inusuale com’è. Del resto Agnes è anche quella che si è accontentata dell’unicorno costruito con forchetta e cono gelato dai Minions, è una meravigliosa bambina come non ne fanno in nessuna parte dell’universo. Probabilmente non è umana manco lei. Tutto ciò che è adorabile non è umano.

Potrei soffermarmi a chiedermi dove Gru abbia trovato questo bellissimo vestito da fata, ma è un uomo dalle mille risorse, quindi non mi stupisco più di tanto.

Amo il fatto che lui sia preso dalle bambine e sia un padre meraviglioso, ma che gli altri bambini li tratti con sufficienza e sarcasmo, nella maggior parte dei casi. Nei casi restanti cerca proprio di levarseli dai piedi in tutti i modi e così non perde la sua vena crudele.

A festa finita, verso sera, Gru viene avvicinato da Lucy, la spia incaricata di rapirlo e portarlo alla AVS, se lui non accetta di seguirla di sua spontanea volontà. Gru si rifiuta e lei lo surclassa in prontezza mettendolo KO e infilandolo nel baule dell’auto. Ma due Minions assistono al rapimento e ovviamente partono all’inseguimento della disgraziata che ha rapito il loro Boss.

Corrono trafelati dietro all’auto e quello che riesce ad aggrapparsi alla parte posteriore poi si gira verso l’altro e urla qualcosa tipo: “COMI NA!” che mi sembra tanto un Come On o un Hurry Up. Infatti l’altro zampettando veloce, mugugna la stessa frase come a dire “Eh, la fai facile tu…”   Ce la fa a raggiungere l’amico, sennonché viene afferrato per la tutina e lasciato scivolare di nuovo sull’asfalto retto dall’amico per le bretelle, come un cavallo.

Ma i Minions si adattano in fretta a qualsiasi circostanza, una delle loro grandi doti, e così quando il Minion rimasto a pattinare sull’asfalto si ritrova a cozzare contro uno scatolone, semplicemente ci si siede dentro e lo usa come carrettino per essere trasportato. Si rilassa e saluta l’amico davanti che lo saluta di rimando. Sono troppo scemi. Il Minion dietro viene poi investito da un grosso lenzuolo e lo usa subito a mo’ di paracadute improvvisandosi aquilone vivente. O per essere più precisi diciamo che si mette a fare parasailing in città e senza mare.

Ritrovandosi per aria, al colmo della gioia, assume la posizione tipica di Superman e urla: “PU KI NA LU MA TA!” che a scelta può voler dire “To infinity and beyond!” oppure “Up, up and away!” o “Believe it or not I’m walking on air…”

Posso andare avanti per ore e non ce n’è una che sia più giusta dell’altra; preferirei che rimanesse non tradotta.

 

Si prosegue la prossima settimana!

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.