Il workshop di Frank Miller a Lucca Comics

Frank Miller – Speciale Lucca Comics 2021

Frank Miller, uno dei più importanti e realmente rivoluzionari fumettisti viventi ha recentemente presentato a Lucca Comics 2021 il documentario sulla sua arte “Frank Miller: American genius“.

Dopo l’anteprima Miller ha tenuto un workshop di un’ora e noi siamo andati lì per incontrarlo!

L’autore e la sua carriera

Fumettista, illustratore, sceneggiatore, regista. Frank Miller (classe 1957) è uno dei più grandi cartoonist contemporanei. Le sue opere, insieme a quelle dei britannici Neil Gaiman e Alan Moore, hanno rivoluzionato il mondo dei supereroi negli anni ’80, ispirando registi come Tim BurtonZack Snyder, Christopher Nolan, Robert Rodriguez.

Il suo Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1986), ha reinventato completamento il personaggio di Batman e lo ha reso iconico per come lo conosciamo oggi. Dopo la serie ai limiti del comico e del grottesco con Adam West, Miller reinterpretò Batman riportandolo alle origini del suo creatore Bob Kane. Ma quello di Miller non è solo il Batman delle origini, l’investigatore mascherato che porta giustizia dove il sistema non riesce. Ha un’aggravante che lo rende ancora più cupo e paranoico: è un Batman invecchiato, ultra cinquantenne, malato e il cui corpo non regge più gli scontri di un tempo.

Con due seguiti (di cui via abbiamo parlato in occasione dell’uscita delle ristampe Panini qui), Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro è e rimane uno dei fumetti più importanti al mondo.

Oltre a Batman Miller è famoso per 300, Sin city, Ronin, Devil, Elektra e molti altri. Alcuni dei suoi fumetti hanno avuto trasposizioni cinematografiche degne di nota dove Miller è stato coinvolto come co-regista o produttore esecutivo.

Ma cosa pensa del Cinema Miller?

«Quando disegno sono in un mondo tutto mio, non ho bisogno di nessuno, ho il totale controllo artistico e stilistico del lavoro, ma evito tutti. Dirigere un film, invece, è un’esperienza di totale collaborazione, dove devi affidare la tua visione nelle mani di decine di persone, anche se alla fine quelli che renderanno vivi davvero i personaggi sono solo gli attori e la capacità di disegnare per loro quello che voglio che facciano mi facilita i rapporti regista/attore» Frank Miller, dopo l’esperienza come regista con The Spirit (adattamento del fumetto di Will Eisner)

«Neil (Gaiman) è diventato uno sceneggiatore, io un regista e Alan (Moore) un critico cinematografico! Scherzi a parte: quando mi avevano chiamato come consulente di Robocop 2 e 3, è stata un’esperienza traumatica. Senza Robert Rodriguez non mi sarei più avvicinato al cinema. 300 di Snyder è un ottimo lavoro e Il Cavaliere Oscuro di Nolan è suggestivo ma, oltre ad aver scelto il titolo del mio fumetto, non ha molto a che fare con me. Forse avrebbero dovuto intitolarlo The Joker, vista la grande performance di Heath Ledger».

Tra i suoi registi di riferimento Miller cita «Stanley Kubrik, Federico Fellini, Fritz Lang, ma anche Frank Capra. Quello da cui però ho imparato tutto nella pratica quotidiana è stato Rodriguez, che per me è come un fratello ritrovato dopo essere stati separati alla nascita: Robert è in grado di seguire ogni passaggio: regia, riprese, effetti speciali, colonna sonora, montaggio, visto che fa tutto lui! Con The Spirit, invece, ho scoperto che non riuscivo a dormire più di un paio d’ore al giorno: quando non giravamo, disegnavo continuamente, ma era bello. Il fatto che Eisner non fosse più vivo ha impedito che passassi tutto il tempo a discutere con lui su ogni passaggio, ma sentivo il suo spirito aleggiare intorno a me in ogni momento».

Nell’Incontro alla Festa del Cinema di Roma, Frank Miller racconta lo stretto rapporto che lega cinema e fumetti con il documentario Frank Miller – American Genius di Silenn Thomas.

Frank Miller- American Genius

Stati Uniti 2021 Regia Silenn Thomas, DocumentarioDurata 109’

Silenn Thomas, già produttrice dei film 300 e Sin City – Una donna per uccidere e della serie Cursed, tutte opere nate dalle graphic novel e dalle illustrazioni di Frank Miller, debutta qui alla regia in questo documentario che ripercorre la carriera di Miller.

Dagli inizi nel Vermont fino a New York e Hollywood, dai fallimenti e dalle tendenze autodistruttive fino alla riscoperta di sé, alla celebrità e al successo, analizzando la forte e duratura influenza che Miller ha avuto in diversi ambiti: arte, narrazione, cultura, politica.

Nel 2018 Miller twittava: “Dal Vermont al Louvre – Meglio di così non può andare”. Si contano sulle dita infatti i fumettisti che hanno ottenuto il riconoscimento di un museo tanto importante.

“Frank Miller – American Genius” non racconta solo i suoi successi, la Mostra al Louvre, ma anche la sua dipendenza dall’alcol, le debolezze di un uomo.

Alla fine degli anni ’70 Frank Miller esordì in casa Marvel con il personaggio di Daredevil, pseudonimo di un avvocato cieco che di notte combatte il crimine. Viene poi Elektra, supereroina segnata dalla morte del padre, che ha dato vita a serie e miniserie. Passato alla DC Comics, arriva il già citato The Dark Knight Returns, e segue Sin City per la Dark Horse. Serie cupa e violenta, che riceve molti premi e vanta due adattamenti cinematografici, cui ha collaborato lo stesso Miller.

Il documentario Frank Miller: American genius

LA PAROLA ALLA REGISTA

“Il progetto di questo documentario nasce da varie fonti e dall’esortazione di tanti fan a documentare un grande genio americano sopravvissuto ad un’esperienza vicina alla morte. Quando abbiamo iniziato questo percorso, Frank Miller aveva appena iniziato la sua guarigione e aveva una grande brama di vita. Aveva il desiderio di recuperare anni di “tempo sprecato” e di approfondire la sua identità come artista. Prima della pandemia, Miller aveva appena ricominciato a viaggiare e a lavorare ad una serie di nuovi progetti. Più lo seguivamo in questo percorso, più abbiamo potuto toccare con mano il mestiere del fumettista. Era e continua ad essere un mondo ispirato da donne, artisti, scrittori, artigiani e da una comunità mondiale di fans desiderosi e appassionati. Questo film è per loro; perché possano diventare parte e avere la possibilità di esplorare dall’interno il mondo del loro idolo e maestro, il loro sensei, Frank Miller”.

L’incontro con Frank Miller a Lucca Comics 2021

Come stanno i supereroi, chiediamo a Miller. E lui ci risponde che chiederselo sarebbe come domandarsi lo stato di salute dei film western oggi. Il western è senza tempo e viene continuamente reinventato, da John Ford a Sergio Leone a, perchè no.. Tarantino. Possiamo chiederci semmai lo stato di salute del cinema. I supereroi possono e fanno lo stesso. Vengono sempre reinventati, ritrasposti e nuovamente narrati con mille sfumature diverse in ogni decade.

Nati fra gli anni 30 e gli anni 40, significativi in tempo di guerra come paladini che combattevano anche i nazisti e baluardo dell’America del tempo. Tanto significativi per la guerra quanto noiosi negli anni 60 e poi rinati e reinterpretati come con Adam West in chiave grottesca.

Per Miller i fumetti e in particolar modo quelli di super eroi sono parte della tradizione popolare che descrive un paese e se il paese è noioso sono noiosi i fumetti, in quel momento. 

Hanno un successo ciclico, perché sono appieno degli artefatti della Pop Culture. E quindi riflettono il tempo in cui sono creati.

Negli anni come sappiamo emergono due grandi case, DC e Marvel, ma le direzioni intraprese sono le più disparate.

Il cinema ha bisogno di qualcosa di nuovo non di trasporre sempre qualcosa che è già stato fatto come negli anni è avvenuto sempre di più è troppo dai fumetti. E Cinema e fumetto fanno la stessa cosa: raccontano storie e quindi sono la stessa cosa anche se innegabilmente lo fanno in modi molto diversi. Posso dire che sono sicuramente più preparato in uno dei due… dice Miller. E scattano gli applausi del pubblico presente all’incontro.

Si parla poi del Rating per età, ma Miller sostiene che  porterebbe inevitabilmente gli autori ad autocensurarsi 

Dopo la proiezione, Miller e la regista Silenn Thomas hanno raccontato non solo come è nato il film. Ma anche il rapporto di Frank Miller con i Nerd di Lucca Comics (“They’re my people” ci dice. E di nuovo scrosciano gli applausi).

“Quando Silenn mi ha proposto un documentario le ho detto: ‘solo se sarai tu a girarlo’. Mi sono fidato ciecamente”.

Quando il moderatore dell’incontro rimanda a Miller che, a giudicare dal film, lui assomiglia molto ai suoi personaggi, lui si sente lusingato.

“Gli eroi sono i soggetti del mio lavoro. Io ci credo negli eroi”. Tuttavia l’autore, pur con umiltà, riconosce che “Tutto viene da qualcosa. Come quando gli antichi greci umanizzavano le proprie divinità, anche noi vediamo qualcosa di nostro negli eroi. Ma gli eroi sono quelli che si tolgono l’impermeabile e volano. Noi possiamo volo guardare”. Se l’eroe ti ispira a fare del bene, significa che un eroe irreale fa diventare me un vero eroe”.

Per Miller gli eroi migliori sono quelli che sarebbero anche potuti diventare altrettanto facilmente dei villain. “Basti pensare a Batman, che vede uccisi i suoi genitoriLa maggior parte delle volte quella storia non finisce con un uomo virtuoso”.

Infine, Miller ha ricordato la sua prima Lucca Comics nel 1984. Aveva passato la giornata parlando con Hugo Pratt. Eventi come il Comics & Games permettono di trasmettere la passione da una generazione all’altra. E lui ne è la dimostrazione.

Una mostra su Miller a Lucca 2022

Alla fine dell’incontro con l’autore, ci danno un’importante anteprima, che condividiamo con gioia con tutti voi lettori.

Rivedremo Frank Miller a Lucca 2022. Il Comics & Games sta organizzando una grande mostra per celebrare ancora una volta tutta la sua opera. Non ci resta che aspettare un anno e vedremo tutte le tavole originali in esposizione. Contiamo davvero i giorni che mancano al nuovo Lucca Comics.

E intanto, rispolveriamo le grandi opere di Miller. Ancora e ancora. Buona lettura.

 

Stefano Chianucci

Stefano Chianucci
Stefano "TheMoviemaker" Chianucci - Nato a Firenze, dopo la laurea in Storia della Musica per Film con una tesi sulla musica di Star Wars, ha vissuto a Roma dove ha lavorato in alcune fiction italiane brutte brutte. Ora di nuovo a Firenze, si occupa di formazione. Sembra serioso come Darth Vader ma se lo conosci meglio è l’anima della festa come Voldemort!