The Elder Scrolls Online Deadlands – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S

The Elder Scrolls Online Deadlands – Recensione

L’ultimo DLC di The Elder Scrolls Online denominato Deadlands è arrivato e, pad alla mano, mi sono cimentata anche stavolta insieme ai miei impavidi amici, nel nuovo contenuto che mette la parola fine all’arco narrativo dedicato ai Cancelli dell’Oblivion. Bethesda avrà centrato l’obbiettivo stavolta? Scopritelo continuando a leggere la nostra recensione senza spoiler!

Come ho anticipato nella premessa, The Elder Scrolls Online Deadlands mette fine al capitolo dedicato ai Cancelli dell’Oblivion, col ritorno del principe daedrico della distruzione Mehrunes Dagon. Ma cosa introduce questo nuovo contenuto che ha portato a termine questo ciclo? Prima di tutto come sempre due nuovi dungeon, il Bradfire Reformatory e il False Martyrs Folly, nuove stazioni di crafting e tantissimi boss e mini boss! 

Cominciamo a parlare un po’ dei due dungeon senza però spoilerarvi troppo, partendo dal Brandfire Reformatory che già dal nome è tutto un programma! Si tratta di una fortezza daedrica controllata dall’ordine di Waking Flame utilizzata per diversi loschi scopi, tipo la tortura e l’addestramento, il secondo dungeon False Martyrs Folly non si differenzia di molto dal primo, se non per la location, si tratta infatti di una caverna, un luogo di perdizione e tortura, ci troverete dei prigionieri pietrificati, fate attenzione! Per ovvi motivi non vi dirò altro, scopriteli meglio da soli!

I boss principali ci hanno tenuti impegnati in 5 scontri che definirei fantastici ed impegnativi, contro i seguaci del principe della distruzione, ossia:  Den of the Unmaker, Abomination Cradle, Kothan the Razorsworn, Vorsholazh the Anvil e Irncifel the Despoiler. Oltre a questi fantastici boss abbiamo avuto a che fare con gli Elite che aggiunti ai boss ci hanno tenuti impegnati per un totale di 13 scontri all’ultimo colpo! Devastanti e divertenti! Ve li elenco senza un ordine preciso: Havocrel Duke of Storms, Ruinach Count of Cataclysm, Faram-Xaran, Flarion, Ol’icath, Domoira, Salosuum.

Vi assicuro che in Deadlands combattere è un’altra cosa rispetto alle espansioni precedenti, è gratificante e richiede strategia di squadra per affrontare gli avversari, nessuno di loro è da sottovalutare nella maniera più assoluta, per cui vi consiglio di unirvi ad una gilda oppure come me affrontateli insieme a qualche amico.

Nelle nuove stazioni di crafting invece è possibile acquisire i nuovi set armatura molto importanti per affrontare sia i Boss che gli Elite, che sono: Forgotten Feretory (Iron Flask Set), La Razorworks (Deadlands Demolisher Set) e il Stormwright’s Cleft (Wretched Vitality Set). Quasi dimenticavo di dirvi che sono state aggiunte anche nuove abitazioni ossia l’Agony’s Ascent e l’Ossa Accentium.

Oltre a tutto questo ci sono anche le nuove zone e in Deadlands il panorama è davvero stupendo!

Fargrave è una capitale grandissima (e bellissima mi ha ricordato Star Wars! Coincidenze? Non credo!) non c’è nessun principe a governarla ed ha un mercato funzionale eccellente, la città è una comunità mista dove convivono pacificamente daedrici e mortali.

Ci sono inoltre, nuove bestie da incontrare e segreti da scoprire, anche se grazie al nuovo aggiornamento delle icone della mappa non abbiamo più faticato a localizzare gli Skyshard (oggetti che si possono trovare in tutta Tamriel, ogni tre skyshards raccolti si ottiene un punto abilità). Come al solito, questo DLC è stato accompagnato da un aggiornamento gratuito e questa volta i miglioramenti della qualità della vita dureranno sicuramente più a lungo. E’ stata implementata anche l’Armeria, consentendoci di impostare build di equipaggiamento e passare rapidamente da uno all’altro alla stazione dell’Armeria. Non solo possiamo equipaggiare a rotazione quello che abbiamo a disposizione, l’Armeria consente anche di cambiare i punti attributo, punti abilità (sia passivi che attivi), punti campione, l’abbigliamento e le maledizioni del vampiro e del lupo mannaro.

Come sempre, Zenimax Studios ha svolto un lavoro completo e brillante anche con la recitazione dei personaggi, e siamo rimasti come sempre sorpresi da quanto siano approfonditi i dialoghi, quindi il comparto narrativo resta qualcosa di unico in questo DLC.

Deadlands può essere completato in poche ore, personalmente mi ha impegnata per 9 ore circa (in realtà potevo finirlo in meno tempo), ma non fate riferimento al mio giocato, perchè tutto dipende da quanto ci si impegna a completare gli obiettivi principali e secondari, quindi voi potreste metterci di meno oppure di più. Ci sono alcune cose come la pesca e la raccolta di set di oggetti su cui i completisti trascorreranno molto tempo per esempio, ma nel complesso Deadlands può essere completato veramente in poche ore.

Detto questo, la storia dei Cancelli dell’Oblivion è stata una delle più elettrizzanti di sempre (tra alti e bassi), con dungeon che sembravano legati alla storia in modo più completo rispetto ai precedenti. Siamo sempre entusiasti di vedere cosa succederà nel mondo di Elder Scrolls Online in redazione e, mentre ci avviciniamo a scoprire maggiori dettagli su Elder Scrolls VI (personalmente non vedo l’ora), siamo abbastanza fiduciosi che questo gioco potrebbe presto dirigersi verso Hammerfell, chi lo sa!

Per concludere, anche se questo DLC è relativamente piccolo, resta per ora il più degno di nota, sarà anche per la bellezza travolgente della location e per il degno finale, che sinceramente mi aspettavo, per concludere questo ciclo. Ovviamente sul finale come sulla storia in sè, non vi spoilero nulla per non rovinarvi l’esperienza nel caso in cui voleste giocarlo, anche perchè se siete sensibili, l’emozione prenderà il sopravvento! Preparate i fazzoletti! Giocatelo in compagnia ve lo consiglio spassionatamente!

Alessia Lara Padawan
Alessia Lara Padawan – Romana, youtuber, nerd fino al midollo, adora film, serieTV, cartoni animati ed è malata da anni di una grave forma di dipendenza dai videogames. Il suo motto è: “Se credi anche lontanamente che ne valga la pena… allora GIOCALO!”