Marvel’s Guardians of the Galaxy – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox Series X/S, Xbox One, Nintendo Switch

Da persona per niente amante dei prodotti Marvel, che essi siano cinematografici, ludici, videoludici o comics, ho voluto dare una chance a Marvel’s Guardians of The Galaxy. Il risultato? Beh continuate a leggere questa recensione…

Voglio essere sincero prima di iniziare la recensione di Marvel’s Guardians of the Galaxy, ho iniziato questo gioco senza alcuna aspettativa, soprattutto alla luce del fatto che non ci fossero i diritti sui volti degli attori del ben noto film Guardiani della Galassia. In pochissimo tempo, però, è stato capace di coinvolgermi in tutto il suo splendore.

Come detto nell’introduzione, non sono amante dei prodotti Marvel, anzi. La collezione di Batman e company può parlare per me, ma c’è stato un qualcosa che mi ha incuriosito sin dall’inizio. La gente adora questo gruppo di eroi, forse anche più degli Avengers stessi, ed il motivo è chiaro. Nel 2008 è uscito il primo comics con il gruppo odierno, ed i due film hanno veramente sbancato al botteghino, quindi il videogame non poteva essere da meno. Allora ho deciso di immergermi totalmente in questo titolo, divorandolo e completandolo al 100% per capire il più possibile dai Guardiani e dal loro fascino. Che dire, sanno come farsi amare!

Non tutto va sempre secondo i piani

È passato del tempo dalla fine della Guerra Galattica, dove tante fazioni, tante razze e tanti eserciti sono andati contro niente poco di meno che Thanos ed i suoi Chitauri. Sì, quello che ha dissolto mezzo universo schioccando le dita. Ora la Galassia è protetta dai Nova Corps, una corporazione militare.

In mezzo a questa pace momentanea ci sono i Guardiani della Galassia composti da Peter Quill, terrestre rapito dai Chitauri ed ex membro dei pirati Ravager; Drax il Distruttore, colui che si dice abbia ucciso Thanos; Rocket Raccoon, un procione vittima di esperimenti da parte dei Krill; Groot, albero senziente ultimo della sua specie e Gamora, figlia adottiva di Thanos ribellatasi durante la Guerra. Il gruppo si è costituito da relativamente poco tempo e ancora non si fidano gli uni degli altri; questa stessa mancanza di fiducia rischia di far fallire una missione per conto di Lady Hellbender, regina di Seknarf Nove. Il fallimento diventa effettivo quando il loro obiettivo non viene portato a termine, e l’equipaggio prende una multa di 7000 Unità da pagare in relativo poco tempo.

Presi dalla disperazione e dalla mancanza di tempo per recuperare questi soldi, i Guardiani escogitano un piano, ma non tutto va per il verso giusto. Senza fare troppi spoiler, sappiate che la trama è altamente cinematografica, ma di impatto e mi ha lasciato veramente di stucco per la cura di alcuni dettagli. Ovviamente la storia è molto più fedele ai comics di quanto non lo siano i due film perciò dimenticate alcuni dettagli.

Psicologia di un roditore

Il gruppo nel corso delle avventure diventerà molto compatto e arriverete a notare, così come ho fatto io, alcune differenze importanti nelle relazioni tra i personaggi. Scaverete a fondo nelle memorie di ogni singolo Guardiano e ne scoprirete le debolezze ed i punti di forza, imparando a provare empatia per alcune loro scelte ed atteggiamenti.

Ci ho messo 25 ore per completare la storia, e devo ammettere di non aver sentito alcuna necessità nel rushare alcuni frangenti, anzi. Ogni capitolo è molto travolgente e mano a mano che si avanza nella partita il pathos cresce, il divertimento incalza, l’affezione per i personaggi principali e per alcuni personaggi raggiunge apici molto alti. Non bisogna dimenticare poi l’elevata dose di umorismo che fa strappare risate anche in momenti poco consoni. La capacità di spezzare il ritmo teso da parte di Peter Quill è veramente sorprendente ed io, da giocatore, ho apprezzato molto.

Tutti per uno, uno per tutti

Ogni capitolo è ambientato in una zona diversa della Galassia, esplorabile ma non open world. Ogni area è piena di collezionabili nascosti e fidatevi vale davvero la pena trovarli tutti. Durante l’esplorazione delle zone sarà necessario far uso di tutti i membri del gruppo per poter proseguire e superare vari ostacoli.

Groot può creare ponti di legno, Drax grazie alla sua forza può abbattere pareti e colonne utili come ponti, Rocket può infilarsi nei cunicoli più stretti mentre Gamora può aiutarci a raggiungere punti più elevati e tagliare liane per permetterci di avanzare. Questi elementi platform rendono l’esplorazione molto divertente e dinamica. Il tutto ovviamente è condito dalla comicità dei dialoghi situazionali, alcuni attivati da azioni compiute precedentemente.

Questa cooperazione non è utile solo durante l’esplorazione. Devo precisare sin da subito che si utilizzerà sempre e soltanto Star Lord (Peter Quill) e che gli altri membri saranno “passivi” delle nostre scelte. Questi può utilizzare i propri pugni in combattimento, oppure i blaster Spartoi che vantano una serie di attacchi piuttosto dinamici. Inoltre grazie ai suoi stivali-razzo può raggiungere punti elevati che permettono di avere vantaggio tattico durante i combattimenti. Ovviamente da soli non si è nulla, ed è impossibile uscire vincitori dagli scontri.
Per questo motivo gli altri quattro Guardiani hanno delle abilità attivabili che rendono le lotte coreografiche, dinamiche, e più facili. Esempio? La stretta di Groot immobilizza i nemici, in questo modo è possibile ordinare a Rocket di lanciare una granata che li colpisca tutti, mentre a Gamora e Drax si incita ad attaccare quelli più tosti con i loro attacchi mirati.

La cooperazione è tutto in questo gioco, me ne sono reso conto solo qualche capitolo più avanti, ma una volta imparato a muovermi e dare i giusti ordini i combattimenti sono diventati molto, molto divertenti. Una cosa che dovete provare, ma non vi dico cosa fa? L’adunata. Ogni volta che potete attivatela e non ve ne pentirete.

Qualche frattura nella parete “gioco-dimensionale”

Marvel’s Guardians of the Galaxy mi ha divertito tantissimo sotto il punto di vista del gameplay, mai stucchevole, sempre azzeccato e la trama è semplice, ma di impatto. Potrebbe essere veramente un titolo dai massimi voti, però c’è stata qualche piccola frattura.

La telecamera ha spesso dato il suo peggio, bloccandosi in punti piuttosto strani e non permettendomi di vedere al meglio, specie durante i combattimenti. Proprio durante questi ho notato alcune cose che mi hanno fatto storcere non poco la bocca. In alcune occasioni ci sono dei mini quick time event per poter contrattaccare, ma il tutto avviene talmente velocemente, magari mentre stai facendo una combo, che ti viene memorizzato il tasto sbagliato. Di conseguenza fallisci il quick time event.

Alcune volte Star Lord mi si è incastrato in punti invisibili, tale da non riuscire più a fare nulla e a dover, per forza di cose, ricaricare dal check point più vicino. Cosa simile è successa dopo aver preso alcune decisioni di dialogo. Il gioco è rimasto bloccato un paio di volte e non andava più avanti, obbligandomi anche il quel caso a dover ricaricare.

Scatti temporali

Altra cosa fastidiosa riguarda l’ottimizzazione, la quale mi ha fatto pensare in negativo per la recensione di Marvel’s Guardians of the Galaxy, che ha puntato moltissimo sulla grafica e si vede. L’ho testato su un pc con Ryzen 7 3700x, Nvidia RTX 2080 Super, 32gb di Ram su uno schermo 2k; ma nonostante questo non sono riuscito a tenere tutte le impostazioni grafiche al massimo della loro possibilità. Son dovuto scendere a compromessi per essere stabile sui 50 fps. Inizialmente quando avevo lasciato tutte le impostazioni ad ultra ho avuto cali fino a 6 fps. Alla fine ho tolto l’aberrazione cromatica, radial blur, motion blur, abbassare il ray tracing a Ultra e qualche altra piccola cosa. Ovviamente anche in questo modo il gioco è stato strabiliante, e la presenza o meno del raytracing cambia totalmente l’esperienza di gioco.
Peccato per questa nota negativa, ma vi assicuro che verso la fine del gioco avevo una media di 25-30 fps. Questi fps così bassi hanno minato moltissimo la mia esperienza di gioco al punto da farmi dire più volte “Se non fosse per gli fps sarebbe un giocone”. N.B. notare gli fps nelle immagini sopra e sotto questo paragrafo.

Bellezza da nebulosa

Sì, perchè graficamente è spaziale, è curato in ogni minimo dettaglio. Le espressioni facciali sono da mascella spalancata ed i paesaggi ti lasciano lì per qualche minuto a godere di una potenza inaudita.

Menzione particolare per Eidos Montréal e Square Enix riguarda la musica. Che dire… Ci sono le canzoni più belle, più cantate, più ascoltate, più memate degli anni ’80 e sono sempre azzeccatissime in ogni frangente. Fate l’adunata, come vi ho suggerito poco sopra, poi ne riparliamo. Anche il doppiaggio è fatto veramente bene. Peccato per qualche sbavatura nel sinc delle labbra, ma per il resto è recitato con maestria ed un enfasi degna di un film.

La recensione di Marvel’s Guardians of the Galaxy potrebbe essere veramente argomento di discussione attorno ad un tavolino, perchè è un gioco bello sia tecnicamente che a livello di gameplay. Però si è perso in degli scivoloni, forse dovuti alla fretta nel farlo uscire.

Avete dato un’occhiata al nostro shop? Potrebbe fare invidia a Lady Hellbender!
Andrea Panicali
Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il rispetto tra i più famelici mangiatori d'Italia.