Little Nightmares 2 – Speciale – Una recensione da spettatrice

Questa è una recensione delle mie, un po’ particolare, di Little Nightmares 2 e del suo piccolo mondo, ma più incentrata su ciò che mi suscita che su altro.

Little Nightmares e Little Nightmares 2 sono nella mia personale top ten dei giochi preferiti di sempre. La mia recensione si basa in parte sull’averci giocato, in parte solo su come appaiono, sulla storia e sui personaggi presenti.

Dopo anni ho giocato al primo capitolo di Little Nightmares e ho affiancato all’amore per ciò che ho visto anche quello per un’avvincente avventura in cui sono morta ogni cinque minuti, ma con grande soddisfazione sono arrivata al finale.

Little Nightmares 2 tiene testa al suo predecessore senza mollare un attimo. In alcuni punti oserei dire che, per i miei gusti, ha fatto anche di più.

Questo secondo gioco, che io continuo a sostenere sia un prequel ma che dovrete giocare o guardare voi stessi per farvi un’idea in proposito, è una versione in miniatura di Silent Hill. Il protagonista Mono, se presterete attenzione, in più di un’occasione ricorderà il buon Pyramid Head e ovviamente da parte mia è un complimento.

Ma le similitudini con Silent Hill non finiscono qui perché avremo un paio di locations, scuola e ospedale, le cui atmosfere ricorderanno moltissimo quelle dell’amato survival horror, e mostri spaventosi, e quando dico spaventosi non sto esagerando, a contornare il tutto. Ricordate le infermiere? Quando in Little Nightmares 2 arriverete all’ospedale non ditemi che non vi avevo avvertito. L’aspetto non è uguale, ma come si muovono sì, ed è terrificante.

Con Little Nightmares 2, così come con il primo, il pacchetto è completo; vedi orrore, provi orrore e il batticuore per inseguimenti e momenti di puro terrore, stando nascosti dietro qualche cassa sperando di non essere beccati, sarà praticamente costante.

Mono, il protagonista, avrà il sostegno morale e pratico di un altro personaggio nel corso della sua avventura. Immagino sappiate già a chi mi sto riferendo, alla cara Six che anche qui farà la sua comparsa.

Mono dovrà risolvere enigmi molto intuitivi, ma non sempre facili, dovrà prestare attenzione ai segnali datigli dall’amica Six, vera e propria dispensatrice di hints, e guardarsi bene attorno, perché così come il primo anche il secondo titolo avrà tutto lì a portata di mano, dovrà solo essere esplorato. E l’esplorazione spesso porterà anche a collectibles e a rivedere personaggi e volti noti del primo gioco. Le piccole soddisfazioni di noi giocatori. Davvero geniale, in alcuni punti, brillante.

La semplicità con cui ci si immerge in quel mondo e si impara ad interagire con le cose sembra molto simile a quella sperimentata nel primo. Non ho giocato a questo secondo titolo, ma ciò che sento dire dai gamers è che nulla è cambiato in quanto a risposta rapida dei comandi e fluidità di gioco.

Alcune cose, come le chiavi, non te le devi  più trascinare dietro da una stanza all’altra per usarle, ma te le intaschi e le adoperi al momento opportuno, e lo scontro fisico attraverso l’uso di armi improprie tipo martelli e asce è ricorrente. Dovrete sempre calcolare bene i tempi in cui sferrare l’attacco, perché una volta dato il colpo il piccolo Mono ci metterà un po’ per rialzare l’arma e riprovare.

È una storia senza dialoghi e spiegazioni, come la prima, in cui dovrete guardare ed interpretare come ritenete opportuno. Sono le storie che amo di più.

Questa è brutale, sgradevole come la casa dei Bakers in Resident Evil VII e a tratti triste, come The Orphanage (Mono ricorda un po’ Simòn col suo travestimento) e come la dilogia di Guillermo del Toro sui bambini: La Spina del Diavolo e Il Labirinto del Fauno.

In questo secondo capitolo avrete alcune soddisfazioni non da poco coi nemici grossi che vi corrono dietro. La rivincita dei piccoli sarà spesso selvaggia. Ed io apprezzo.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.